Pace fiscale senza scudo estero e non punibilità penale. No all’ipotesi patrimoniale

Francesco Oliva - Dichiarazioni e adempimenti

Concluso il CdM straordinario: pace fiscale senza scudo estero e senza cause di non punibilità penale. No all'ipotesi dell'imposta patrimoniale. Video della conferenza stampa post Consiglio dei Ministri straordinario.

Pace fiscale senza scudo estero e non punibilità penale. No all'ipotesi patrimoniale

Si è concluso il Consiglio dei Ministri straordinario di oggi pomeriggio che aveva come oggetto la revisione del testo del decreto legge fiscale. Pomo della discordia era l’articolo 9 del decreto in materia di pace fiscale.

La pace fiscale viene confermata ma senza alcuna protezione o scudo per i patrimoni all’estero, né alcun riferimento alle cause di non punibilità penale.

I giornalisti chiedono al premier Conte ed ai due vice presidenti Di Maio e Salvini se la lettera di richiamo della Commissione Europea potrebbe determinare conseguenze sulla manovra, con particolare riferimento all’ipotesi di cui si è parlato in queste ore di una nuova imposta patrimoniale. Il premier Conte ha smentito questa ipotesi, precisando che le uniche modifiche al decreto fiscale hanno riguardato la pace fiscale. Nessuna modifica prevista neanche sul rapporto deficit/PIL.

La questione relativa all’articolo 9 del decreto fiscale

Il premier Conte si è soffermato sulla spinosa questione dell’articolo 9:

L’articolo 9 del decreto legge è stato redatto nel corso di svolgimento del Cdm. Mi è stato portato un foglio, e si tratta di norme complesse e ho preferito quindi io stesso riassumere i termini dell’accordo politico e non enunciare l’articolo parola per parola che, comunque, non avrebbe chiarito, data la complessità dei temi ed i continui rimandi a più norme stratificate.

Quello che poteva essere un passo indietro, poi è diventato un passo avanti, visto che ora faremo la rottamazione delle cartelle di Equitalia

Il rebus della dichiarazione integrativa speciale: qual è il limite? 100.000 euro di imponibile per anno o per singola imposta?

La conferenza stampa si è chiusa con una domanda del giornalista della trasmissione di La7 Piazza Pulita che ha chiesto quale fosse quindi il limite della dichiarazione integrativa speciale.

Secondo Conte e Di Maio il limite in oggetto è da considerarsi pari a 100.000 euro di imponibile per ciascun anno, comprensivo di tutte le imposte.

Tuttavia, nella bozza circolata in questi giorni tale limite risultava essere di 100.000 euro all’anno per singola imposta, per un totale di cinque imposte quindi con un limite cumulato di 500.000 euro e con un periodo di ravvedimento speciale consentito di cinque anni (quindi con un potenziale limite cumulato per imposta e per anni pari a 2,5 milioni di euro).

Al momento nella pagina istituzionale del sito governo.it dedicata alla conferenza stampa non è stato ancora diramato il testo ufficiale del decreto fiscale approvato, quindi occorrerà attendere le prossime ora per comprendere in che termini questo punto sia stato modificato rispetto alle versione dei testi letti nelle ultime ore.