Pace fiscale, la rottamazione delle cartelle parte dalla data di invio della domanda

Anna Maria D’Andrea - Dichiarazioni e adempimenti

Pace fiscale, rottamazione delle cartelle con avvio dalla data di presentazione della domanda. Le somme versate subito dopo rientrano tra quelle utili per estinguere il debito in modalità agevolata. Questo è quanto stabilito dalla CTR del Lazio, con la sentenza n. 1783/12/2021.

Pace fiscale, la rottamazione delle cartelle parte dalla data di invio della domanda

Pace fiscale, la rottamazione delle cartelle parte dalla data di presentazione della domanda da parte del contribuente, e non dal giorno in cui viene accolta.

I pagamenti eseguiti dopo l’invio dell’istanza si considerano quindi pienamente rientranti tra quelli utili per estinguere il debito in misura agevolata. Questo è quanto stabilito dalla Commissione Tributaria Regionale del Lazio, con la sentenza 1783/12/2021 riportata dal Sole24Ore del 7 aprile.

Per la CTR del Lazio, secondo quanto previsto dal decreto fiscale n. 193/2016 all’articolo 6, si considerano rientranti nella rottamazione delle cartelle esattoriali tutte le somme versate dopo aver presentato domanda.

La definizione agevolata produce effetti non dalla data di accoglimento dell’istanza da parte dell’agente della riscossione, ma al momento in cui il contribuente manifesta la propria volontà di adesione.

Nel caso di calcoli errati da parte dell’Agenzia delle Entrate Riscossione, il contribuente ha quindi diritto al rimborso o al ricalcolo del totale del debito dovuto, al netto di sanzioni ed interessi, tenuto conto di quanto già pagato.

Pace fiscale, la rottamazione delle cartelle parte dalla data di invio della domanda

Gli effetti della rottamazione delle cartelle partono dalla data di presentazione della domanda.

La conclusione alla quale giunge la CTR del Lazio prende le mosse da quanto disposto dal comma 5, articolo 6, del decreto legge fiscale n. 193/2016, il quale prevede tra l’altro che, dopo la presentazione della dichiarazione di adesione alla definizione agevolata, sono sospese azioni esecutive, fermi amministrativi, ipoteche e procedure di recupero coattivo già avviate.

A presentare ricorso prima in Commissione provinciale e poi in Commissione regionale è stato un contribuente che, dopo la presentazione della domanda di accesso alla rottamazione, aveva versato parte della somma dovuta per l’estinzione dell’ipoteca.

L’agente della riscossione l’ex Equitalia, nella comunicazione delle somme da pagare per la rottamazione delle cartelle, non teneva conto dell’importo versato.

Come già evidenziato in apertura, pur non essendo indicato in maniera esplicita dalla normativa citata, tutte le somme pagate dopo la data di invio della domanda devono essere considerate tra quelle incluse nella definizione agevolata.

La data di presentazione della domanda di accesso alla pace fiscale segna quindi una linea di confine nel rapporto tra contribuente e Fisco.

Questo perché, evidenzia la CTR del Lazio, l’intento del Legislatore è di:

“ricondurre le conseguenze della rottamazione esclusivamente alla presentazione dell’istanza e a prescindere dalla successiva istruttoria ad opera del concessionario, e ciò proprio per evitare disparità di trattamento che potrebbero verificarsi in ragione delle tempistiche - più o meno celeri - della stessa”

Il citato comma 5 prevede infatti che è a seguito della presentazione della domanda di adesione alla pace fiscale che si sospende l’attività ordinaria dell’Agenzia delle Entrate Riscossione.

Una specifica che, per la Commissione Tributaria Regionale del Lazio, mira a tutelare il contribuente da possibili ritardi da parte dell’Amministrazione Finanziaria.

Pace fiscale, rottamazione delle cartelle con rimborso per le somme versate in eccesso

Nel caso specifico affrontato dalla Commissione Tributaria Regionale del Lazio, l’accoglimento del ricorso presentato dal contribuente porta al rimborso della somma non considerata dall’agente della riscossione o, in alternativa, al ricalcolo dell’importo dovuto, tenuto conto anche di quanto già versato.

Il rimborso non è in contrasto con la disposizione di cui al comma 8, articolo 6 del decreto legge n. 193/2016, la quale prevede che “restano definitivamente acquisite e non sono rimborsabili le somme versate anteriormente alla definizione”.

Questo perché, come evidenziato nel precedente paragrafo, per la CTR del Lazio la definizione prende avvio dalla data di presentazione della domanda da parte del contribuente.

C’è quindi possibilità di rimborso anche per la pace fiscale. In caso di pagamento di una somma eccedente, per il calcolo errato dell’importo dovuto - scontato di sanzioni e interessi - il contribuente può invocare il diritto al rimborso previsto dall’articolo 68 della legge n. 546/1992.

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