Pace fiscale, marcia indietro delle Entrate: rottamazione non blocca i pignoramenti presso terzi

Anna Maria D’Andrea - Dichiarazioni e adempimenti

Pace fiscale, l'Agenzia delle Entrate fa marcia indietro sui pignoramenti presso terzi: l'adesione alla rottamazione ter non porta al blocco di tutte le procedure esecutive. La risposta all'interpello n. 266 del 17 agosto 2020 revoca la precedente e più favorevole interpretazione contenuta nell'interpello n. 263.

Pace fiscale, marcia indietro delle Entrate: rottamazione non blocca i pignoramenti presso terzi

Pace fiscale, cambia la posizione dell’Agenzia delle Entrate: la rottamazione delle cartelle non cancella i pignoramenti presso terzi.

La novità è contenuta nella risposta all’interpello n. 266 del 17 agosto 2020, che revoca la precedente risposta n. 263 del 12 agosto 2020. L’adesione alla rottamazione delle cartelle non porta alla cancellazione delle procedure esecutive avviate da terzi, ma ad una sorta di quiescenza del titolo esecutivo.

Un passo indietro rispetto alla precedente interpretazione fornita dall’Agenzia delle Entrate. La risposta all’interpello n. 263 del 12 agosto, ora revocata e sostituita dai nuovi chiarimenti, evidenziava il blocco generalizzato di tutti i pignoramenti nel caso di adesione alla pace fiscale.

Pace fiscale, marcia indietro delle Entrate: rottamazione non blocca i pignoramenti presso terzi

Il pignoramento della casa azionato dalla banca resiste alla rottamazione delle cartelle.

La nuova interpretazione fornita dall’Agenzia delle Entrate con la risposta all’interpello n. 266 del 17 agosto 2020 chiarisce che il blocco delle procedure esecutive a seguito della presentazione della domanda di adesione alla pace fiscale riguarda esclusivamente i pignoramenti diretti, ma non contempla quelli avviati presso terzi, anche qualora sia intervenuto l’agente della riscossione.

In tal caso, pur non essendo cancellata del tutto, la procedura di pignoramento ed il titolo esecutivo (ruolo, cartella o avviso esecutivo) viene posta in quiescenza.

In sintesi, chiarisce l’Agenzia delle Entrate, al creditore viene inibito temporaneamente:

“il compimento di quegli atti di impulso del processo esecutivo che avrebbe il diritto di compiere, anche surrogandosi al pignorante, in caso di sua rinuncia (cfr. Cass. 18 gennaio 2012, n. 689), senza, però, che ciò pregiudichi la conservazione, in capo all’agente della riscossione che ha proposto l’intervento, del diritto di partecipare, fino al completamento del pagamento di quanto dovuto a titolo di "rottamazione-ter", alla distribuzione delle somme disponibili.”

Agenzia delle Entrate - risposta all’interpello n. 266 del 17 agosto 2020
Interpello articolo 11, comma 1, lettera a), legge 27 luglio 2000, n. 212 - revoca della risposta ad interpello n. 263 pubblicata il 12 agosto 2020

La pace fiscale mette in quiescenza i pignoramenti presso terzi, ma non li cancella integralmente

Con l’adesione alla pace fiscale ed il pagamento delle somme dovute a titolo di rottamazione delle cartelle, l’Agenzia delle Entrate Riscossione non può attivare attività di esproprio, ma resta legittimata a partecipare alla distribuzione delle somme acquisite.

Il pignoramento presso terzi comporta quindi due effetti distinti:

  • il diritto di concorrere alla distribuzione del ricavato;
  • il diritto di partecipare all’espropriazione provocandone i singoli atti.

Soltanto nel secondo caso si realizzerebbe una forma di esercizio dell’azione esecutiva, che viene bloccata dal pagamento della prima rata della rottamazione delle cartelle.

Nel caso in cui la distribuzione del ricavato avvenga prima del completamento del pagamento della somma dovuta per la rottamazione delle cartelle, l’AdER vi parteciperà nei limiti di quanto dovuto dal debitore.

Il diritto dell’Agente della riscossione di partecipare alla distribuzione delle somme disponibili viene invece meno nel caso di pagamento integrale della somma dovuta.

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