Pace fiscale, istruzioni delle Entrate sugli atti del procedimento di accertamento

Anna Maria D’Andrea - Dichiarazioni e adempimenti

Pace fiscale, definizione agevolata atti del procedimento di accertamento: ecco le istruzioni dell'Agenzia delle Entrate e le scadenze per il pagamento. Prima data da ricordare il 13 novembre 2018.

Pace fiscale, istruzioni delle Entrate sugli atti del procedimento di accertamento

Pace fiscale, l’Agenzia delle Entrate fornisce le prime istruzioni che riguardano la definizione agevolata degli atti del procedimento di accertamento.

La definizione agevolata degli accertamenti è una delle novità introdotte con il decreto fiscale n. 119/2018 e, nello specifico, dall’articolo 2.

Le scadenze per il pagamento, al fine di accedere ai benefici della pace fiscale, sono differenti a seconda del tipo di atto definibile. La prima data da ricordare è quella del 13 novembre 2018 e il versamento delle somme dovute per la definizione agevolata degli atti del procedimento di accertamento potrà essere effettuato anche a rate.

L’Agenzia delle Entrate, dopo la pubblicazione dei moduli per la rottamazione ter delle cartelle, ha fornito tutte le istruzioni su una delle vie della pace fiscale, con le scadenze da rispettare suddivise tra il 13 e il 23 novembre 2018.

Pace fiscale, istruzioni delle Entrate sugli atti del procedimento di accertamento

È l’articolo 2 del decreto-legge 23 ottobre 2018, n. 119, il decreto sulla pace fiscale, che ha introdotto e stabilito le regole generali per la definizione agevolata degli atti del procedimento di accertamento.

Si potrà beneficiare dei vantaggi della pace fiscale per gli atti del procedimento di accertamento non ancora definiti al 24 ottobre 2018, data di entrata in vigore del decreto.

Nei chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate, nell’apposita sezione del sito dedicata alla definizione degli atti di accertamento, viene innanzitutto definito di cosa si tratta.

La pace fiscale degli atti del procedimento di accertamento è assimilabile all’acquiescenza agevolata all’accertamento, ma prevede regole di maggior favore per il contribuente.

Tra i vantaggi previsti, il Decreto Fiscale ha stabilito non solo la riduzione delle sanzioni ma anche l’esclusione integrale delle stesse e degli interessi. In sostanza, i contribuenti dovranno pagare soltanto la quota capitale, ovvero i tributi e gli eventuali contributi oggetto del procedimento di accertamento.

Pace fiscale, gli atti definibili

La definizione agevolata riguarda i seguenti atti:

  • gli inviti al contraddittorio in cui sono stati quantificati i maggiori tributi ed eventuali contributi notificati al contribuente fino al 24 ottobre 2018 e per i quali, alla stessa data, non sia stato già notificato il relativo avviso di accertamento o sottoscritto e perfezionato l’accertamento con adesione;
  • gli accertamenti con adesione sottoscritti fino al 24 ottobre 2018 ma non ancora perfezionati, vale a dire quelli per i quali, alla predetta data non è stato effettuato il versamento e non sono ancora decorsi i venti giorni previsti per il perfezionamento;
  • gli avvisi di accertamento e gli avvisi di rettifica e di liquidazione notificati al contribuente fino al 24 ottobre 2018 non impugnati ed ancora impugnabili alla stessa data e rientranti nell’ambito di applicazione dell’articolo 15 del decreto legislativo 19 giugno 1997, n. 218, che disciplina l’acquiescenza agevolata del contribuente agli avvisi di accertamento e di liquidazione;
  • gli atti di recupero dei crediti indebitamente utilizzati di cui ai commi da 421 a 423 dell’articolo 1 della legge 30 dicembre 2004, n. 311, notificati al contribuente fino al 24 ottobre 2018, sempreché non si siano resi definitivi e non siano stati impugnati alla stessa data.

In merito agli atti ammessi alla pace fiscale, tuttavia, l’Agenzia delle Entrate esclude di fatto chi ha presentato istanza di adesione dal 25 ottobre, giorno successivo all’entrata in vigore del DL n. 119/2018. A sottolineare l’interpretazione restrittiva fornita dalle Entrate è l’articolo pubblicato sul Sole24Ore dell’8 novembre a firma di Dario Deotto e Luigi Lovecchio:

Secondo le indicazioni delle Entrate, deve trattarsi di atti rientranti nell’ambito di applicazione dell’articolo 15 del Dlgs 218/97, cioè della cosiddetta acquiescenza. Occorre però notare che la norma sulla definizione agevolata (articolo 2 del Dl 119/18) menziona soltanto il termine di cui all’articolo 15 del Dlgs 218/97 (cioè il termine per il ricorso) e non l’applicazione in termini generali della disposizione dell’articolo 15.

Si tratta soltanto di una delle diverse criticità riscontrabili nelle istruzioni fornite dall’Agenzia delle Entrate per le quali la prassi differisce da quanto previsto dalla norma che disciplinato la pace fiscale, il DL n. 119/2018.

Definizione agevolati, gli atti esclusi

Proseguendo, l’Agenzia delle Entrate ribadisce quindi che sono esclusi dalla definizione agevolata gli inviti al contraddittorio, gli avvisi di accertamento e gli atti di adesione emessi nell’ambito della procedura di collaborazione volontaria di cui all’articolo 5-quater del decreto-legge 28 giugno 1990, n. 167.

La preclusione riguarda entrambe le edizioni della procedura e opera anche con riferimento agli eventuali atti emessi a seguito del mancato perfezionamento della stessa.

Non possono formare oggetto di questa definizione agevolata gli atti definiti con altre modalità oppure impugnati con ricorso, soggetto o meno al procedimento di mediazione, fino al 24 ottobre 2018 o anche successivamente; la controversia tributaria pendente potrà essere definita in base alle disposizioni di cui all’articolo 6 dello stesso decreto-legge relativo alla pace fiscale.

Inoltre, il contribuente che intende avvalersi di questa forma di definizione non può proporre dalla data di entrata in vigore del decreto legge altre istanze con essa incompatibili, come per esempio l’istanza di accertamento con adesione.

Pace fiscale, prima scadenza il 13 novembre 2018 per la definizione agevolata

La scadenza entro cui effettuare il versamento necessario per il perfezionamento della definizione agevolata è differente in base al tipo di atto.

Il termine di versamento dell’importo dovuto scade:

  • il 23 novembre 2018 per l’invito al contraddittorio per il quale l’istruttoria era ancora pendente al 24 ottobre 2018
  • il 13 novembre 2018 per l’accertamento con adesione sottoscritto ma non perfezionato al 24 ottobre 2018
  • il 23 novembre 2018 per l’avviso di accertamento, l’avviso di rettifica o di liquidazione, l’atto di recupero credito, non impugnato ed ancora impugnabile al 24 ottobre 2018, oppure, se più ampio, entro il termine che alla medesima data era pendente per l’eventuale impugnazione dell’atto oggetto di definizione.

Il versamento della somma dovuta, al netto di sanzioni e interessi, può essere effettuato in un’unica soluzione oppure in un massimo di venti rate trimestrali di pari importo.

La prima rata ovviamente dev’essere versata entro le scadenze sopra indicate. Le rate successive alla prima devono essere versate entro l’ultimo giorno di ciascun trimestre. Sull’importo delle rate successive alla prima sono dovuti gli interessi legali calcolati dal giorno successivo al termine di versamento della prima rata.