Pace fiscale, condono di 100.000 euro per imposta nel testo del decreto "manipolato”

Pace fiscale con limite di 100.000 euro per imposta e anno. Il testo del decreto fiscale che sarebbe stato manipolato modifica le regole della dichiarazione integrativa speciale al 20%. Condono anche sui capitali esteri non dichiarati.

Pace fiscale, condono di 100.000 euro per imposta nel testo del decreto "manipolato”

Pace fiscale, condono allargato: nell’ultima bozza del decreto fiscale 2019 è previsto che il limite di 100.000 euro sia calcolato per imposta e per anno, dal 2013 e fino al 2017.

Con la dichiarazione integrativa speciale, da presentare entro la scadenza del 31 maggio 2019, sarà possibile regolarizzare non oltre il 30% di quanto già dichiarato anche in riferimento all’imposta dovuta sul valore degli immobili all’estero e sulle attività finanziarie (IVIE e IVAFE).

È questo quanto previsto dall’articolo 9 del testo del DL fiscale 2019 che, secondo quanto denunciato dal Vice Premier Luigi Di Maio, sarebbe stato manipolato rispetto alla versione licenziata nel corso del Consiglio dei Ministri del 15 ottobre 2018.

La pace fiscale così come disciplinata secondo le ultime notizie emerse rischia di somigliare al noto condono tombale alla Tremonti e, accanto allo scudo fiscale che potrebbe estendersi anche all’IVA omessa, nel testo del decreto fiscale è previsto lo scudo penale per chi presenterà la dichiarazione integrativa, anche nel caso di riciclaggio.

Pace fiscale, dichiarazione integrativa fino a 100.000 euro per anno e imposta

È l’articolo 9 del decreto fiscale quello che, secondo Di Maio, sarebbe stato manipolato rispetto alla versione iniziale licenziata dal Consiglio dei Ministri il 15 ottobre 2018.

Cosa prevede e cosa c’è di diverso? Sulla base delle ultime notizie sulla pace fiscale, il condono delle somme non dichiarate sarebbe ammesso fino al limite di 100.000 euro considerato per singola imposta e per periodo d’imposta, fermo restando il limite del 30% di quanto già dichiarato.

La dichiarazione integrativa speciale potrà essere presentata entro il 31 maggio 2019 da chi ha regolarmente presentato la dichiarazione dei redditi dal 2013 ed entro il 31 ottobre 2017 ai fini delle imposte sui redditi e relative addizionali, delle imposte sostitutive, delle ritenute e dei contributi previdenziali, dell’imposta sul valore degli immobili all’estero e delle attività finanziare all’estero, dell’Irap e dell’IVA.

Anche su IVIE e IVAFE, quindi, l’attuale bozza del decreto fiscale prevede la possibilità di integrare le dichiarazioni dei redditi già trasmesse e i dati indicati nel quadro RW pagando un’imposta fissa al 20%.

Il condono riguarderebbe anche l’IVA e sui maggiori imponibili dichiarati si pagherà un’aliquota media e, qualora sia impossibile da calcolare, si dovrà pagare l’aliquota IVA ordinaria del 22%.

La dichiarazione integrativa speciale potrà essere presentata entro la scadenza del 31 maggio 2019 e le imposte dovute sul maggior imponibile emerso dovranno essere pagate o in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2019 ovvero in dieci rate semestrali o venti rate trimestrali a partire dal settembre.

È questo quanto attualmente prevede il testo del decreto sulla pace fiscale, e non si tratta dell’unica novità rispetto all’impostazione iniziale. Tra i motivi per cui Di Maio ha parlato di una manipolazione del testo vi è l’esclusione dalla punibilità per dichiarazione infedele, omesso versamento di ritenute e IVA anche nel caso di riciclaggio.

Pace fiscale, condono con “scudo penale”

Oltre alle critiche sulla reale portata del limite di 100.000 euro, che potrebbe essere moltiplicato per anno e tipologia d’imposta, l’ultima bozza del decreto fiscale prevede anche uno scudo penale per chi presenterà la dichiarazione integrativa e deciderà quindi di fare pace con il Fisco.

Chi farà emergere i maggiori imponibili non dichiarati dal 2013 al 2017 non sarà punito per i reati di dichiarazione infedele, omesso versamento di ritenute e IVA.

L’esclusione dai reati previsti dal decreto legislativo n. 74 del 2000 agli articoli 2, 3, 4, 10-ter e 10-bis è estesa anche ai casi di riciclaggio e impiego di proventi illeciti previsti dagli articoli 648-bis e 648-ter del codice penale.

Per l’autoriciclaggio la non punibilità è prevista fino al 30 settembre 2019.

Allo stesso articolo 9 è inoltre stabilito, inoltre, che chi aderendo alla pace fiscale fornirà atti falsi e comunicazioni di dati non veritieri potrà essere punito con il carcere fino a sei anni.