Pace fiscale bocciata, non passano le modifiche al DL proroga emergenza Covid

Anna Maria D’Andrea - Dichiarazioni e adempimenti

Pace fiscale, bocciati i sub-emendamenti a firma Lega e FdI presentati al Decreto Legge n. 125/2020 per la proroga delle misure di contrasto al Covid-19 che, al suo interno, conterrà anche le misure in materia di proroga delle cartelle.

Pace fiscale bocciata, non passano le modifiche al DL proroga emergenza Covid

Pace fiscale, non passano i sub-emendamenti della Lega e di FdI per la riapertura della definizione agevolata delle cartelle e delle liti pendenti.

Il colpo di spugna arriva dal Senato, nel corso dell’esame delle proposte di modifica al decreto legge n. 125/2020, relativo alla proroga dell’emergenza Covid-19.

Il decreto Covid-19 conterrà al suo interno un emendamento del Governo per recepire le misure previste dal decreto n. 129, quello sulla proroga delle cartelle esattoriali; una mossa di “semplificazione”, per razionalizzare i lavori di conversione che impegnano il Parlamento.

Alla proroga delle cartelle esattoriali al 31 dicembre 2020 non si affiancherà una riapertura della pace fiscale.

Le proposte a firma Lega e FdI per una nuova fase di rottamazione delle cartelle, nonché sulla definizione agevolata delle liti pendenti sono state dichiarate inammissibili dalla Commissione Affari costituzionali al Senato.

Pace fiscale bocciata, non passano gli emendamenti al DL Covid

Erano 5 le proposte di modifica presentate dalla Lega e da FdI per la riapertura della pace fiscale.

I sub-emendamenti al testo del decreto n. 125/2020, che al suo interno recepirà anche le misure in materia di proroga dei termini di riscossione, strutturavano un piano articolato di definizione agevolata delle cartelle esattoriali così come delle liti e controversie tributarie.

Per le liti fiscali pendenti, riprendendo lo schema introdotto con la pace fiscale introdotta dal Governo Conte I, si prevedeva la possibilità di definizione agevolata, a domanda, con importi strutturati in funzione del valore della lite, e con un tetto di 300 euro per le liti di valore fino a 3.000 euro.

Per le controversie tributarie in cui è parte l’Agenzia delle Entrate, si proponeva invece la possibilità di definizione agevolata pagando un importo dal 90% al 15%, in relazione al grado e all’esito del giudizio.

L’aspetto più rilevante degli emendamenti al DL Covid è però quello relativo ad una delle misure cardine della pace fiscale, ovvero la rottamazione delle cartelle esattoriali.

Sul punto, è bene evidenziare che il 10 dicembre 2020 è fissata la maxi scadenza per il pagamento delle rate scadute nel corso dell’anno, un appuntamento che molti contribuenti rischiano di non riuscire a rispettare, a causa delle difficoltà economiche causate dall’emergenza sanitaria.

In caso di mancato pagamento si decade dalla pace fiscale, e non possono essere riconosciuti nuovi piani di rateizzazione ordinaria sugli stessi debiti da parte dell’AdER.

Ed è proprio a fronte delle ripercussioni economiche del periodo che da parte dei contribuenti arriva forte la richiesta di una nuova pace fiscale, ipotesi per il momento bocciata dal Senato.

La pace fiscale non rientra nel DL sulla proroga delle cartelle. Possibili novità in Legge di Bilancio 2020?

La proroga dei termini di notifica delle cartelle e di pagamento delle somme accumulate negli scorsi mesi non si accompagnerà ad un piano generalizzato di chiusura con il passato.

La pace fiscale, provvedimento che è da sempre cavallo di battaglia della Lega e, in generale, del Centro Destra, resta per il momento bloccata, anche se non si escludono novità nella Legge di Bilancio 2021 o nel grande piano di riforma fiscale.

Ad aprire in maniera soft ad una riforma del sistema della riscossione era stato il Presidente della Commissione Finanze della Camera, Luigi Marattin che, intervistato da Informazione Fiscale, ha puntato il dito contro la mole di debiti accumulati dall’Agenzia delle Entrate Riscossione e di difficile recupero.

L’“operazione pulizia” - necessaria anche per migliorare l’attività di riscossione - potrebbe quindi trainare con sé possibili misure di definizione agevolata. La discussione su una nuova pace fiscale resta aperta, anche considerando gli strascichi economici del Covid-19.

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