MEF: risposte su Imu, Icp, Tari e contenzioso tributario

Rosy D’Elia - Fisco

MEF: il Ministero dell'Economia e delle Finanze e le risposte su Imu, Icp, Tari e contenzioso tributario. Pubblicati i documenti con i chiarimenti forniti durante Telefisco 2019.

MEF: risposte su Imu, Icp, Tari e contenzioso tributario

MEF: le risposte su Imu, Icp, Tari e contenzioso tributario. Il Ministero dell’Economia e delle Finanza ha pubblicato i chiarimenti che ha fornito durante Telefisco 2019, l’evento organizzato da Il Sole 24 Ore sulle principali novità fiscali dell’anno appena cominciato.

Tributi locali e giustizia tributaria sono i settori su cui il MEF ha fatto chiarezza prendendo spunto dalle domande emerse durante l’evento.

In due diversi documenti, il Ministero ha fornito indicazioni chiare e puntuali su aspetti specifici che riguardano le imposte locali e le procedure della Giustizia Tributaria, che nel 2019 si sposta sempre più dall’analogico al digitale.

MEF: le risposte su Imu e Tari

L’Imu sulle aree fabbricabili, gli aumenti dell’Imposta di pubblicità, i rimborsi delle maggiorazioni delle tariffe Icp e le affissioni indebitamente versate, il tributo provinciale per l’esercizio delle funzioni di tutela, protezione e igiene ambientale, Tefa, anche per gli enti che adottano la Tari-corrispettivo sono i temi affrontati dal Ministero delle Economie e delle Finanze per quanto riguarda i tributi locali.

I chiarimenti si trovano nelle risposte pubblicate dal Ministero dell’Economia e delle Finanze l’8 febbraio 2019.

Nel documento si specifica che in riferimento alle aree fabbricabili, in caso di adozione dello strumento urbanistico generale in corso d’anno, è confermato il principio di non frazionabilità dell’imposta, con le decorrenza degli effetti dell’attribuzione della qualifica di edificabilità dal 1° gennaio dell’anno successivo, in linea con l’articolo 5, comma 5, Dlgs 504/1992.

Per quanto riguarda la Tari, invece, si chiarisce che il tributo provinciale per l’esercizio delle funzioni di tutela, protezione e igiene ambientale (TEFA) rappresenta il sistema di reperimento della provvista necessaria alle province per “l’esercizio di utilità generale di funzioni di interesse pubblico” e prescinde da un suo collegamento a un tributo oppure a un corrispettivo.

Anche gli enti che adottano la Tari-corrispettivo sono tenuti a versare il tributo provinciale per l’esercizio delle funzioni di tutela, protezione e igiene ambientale.

MEF: le risposte su Icp, l’Imposta comunale sulla pubblicità

Anche l’imposta comunale sulla pubblicità solleva molti dubbi. Con la Legge di Bilancio, “dal 1° gennaio 2019, le tariffe e i diritti di cui al capo I del decreto legislativo 15 novembre 1993, n. 507, possono essere aumentati dagli enti locali fino al 50 per cento per le superfici superiori al metro quadrato e le frazioni di esso si arrotondano a mezzo metro quadrato”.

Si chiarisce che gli aumenti tariffari sono applicabili anche al diritto sulle pubbliche affissioni.

Nel documento si legge:

“Il limite del metro quadrato deve essere preso in considerazione anche per il diritto sulle pubbliche affissioni. La circostanza che la relativa tariffa non è parametrata, come quella dell’imposta sulla pubblicità, al metro quadrato di superficie espositiva, ma al “foglio di dimensione fino a cm.70 x 100”, ai sensi dell’art. 19, comma 2, del D. Lgs. 15 novembre 1993, n. 507, richiede solo di effettuare la conversione della misura dei fogli di cui si compone il manifesto in metri quadrati, corrispondente a 0,7 metri quadrati”.

Sul tema si affronta anche un altro aspetto. Il comma 917 della legge di bilancio 2019 consente ai Comuni che hanno aumentato le tariffe Icp e affissioni di rimborsare la maggiorazione in forma rateale entro cinque anni dalla data in cui la richiesta del contribuente è divenuta definitiva.

Nel documento si specificano i parametri per determinare come definitiva la richiesta:

  • nel caso in cui ci sia concordia con il comune, la richiesta si può determinare come definitiva;
  • se c’è parere negativo, ci sono due ipotesi:
    • in caso di rifiuto espresso, il contribuente ha 60 giorni per impugnare l’atto, per la definitività del diritto al rimborso, bisogna aspettare il passaggio in giudicato della sentenza;
    • in caso di rifiuto tacito, il contribuente deve aspettare 90 giorni dalla presentazione dall’istanza e fino a quando il diritto alla restituzione non è prescritto.

I dettagli nel documento elaborato con le risposte del Ministero dell’Economie e delle Finanze.

PDF - 313 Kb
Ministero dell’Economia e delle Finanze: risposte sul processo tributario
Scarica i chiarimenti sul processo tributario a cura del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

MEF: i chiarimenti sulla Giustizia Tributaria

Telefisco 2019 è stata anche l’occasione, per il Ministero dell’Economia e delle Finanze, per esprimersi su alcuni aspetti della Giustizia tributaria.

In particolare si è soffermato sul rimborso del contributo unificato chiarendo che nel processo tributario, diversamente da quello amministrativo, la restituzione del contributo unificato a carico di una parte processuale avviene solo nel caso di condanna alle spese di giudizio dell’altra parte: se il giudice dispone la compensazione delle spese del giudizio, il contributo unificato resta interamente a carico della parte che lo ha sostenuto.

Dal 1° luglio 2019, inoltre, il processo tributario diventerà telematico, anche su questa innovazione si fa luce nel documento. E in particolare sull’attestazione di conformità di atti e documenti.

Riportiamo di seguito la domanda e la risposta integrale.

La facoltà di attestare la conformità all’originale delle sentenze e degli altri documenti risultanti dal fascicolo telematico spetta anche al difensore del contribuente e in esenzione da imposta?

Risposta
Le nuove disposizioni contenute nell’articolo 25-bis del decreto legislativo n. 546/92, prevedono in capo ai difensori il potere di attestazione di conformità delle copie degli atti e documenti in loro possesso in originale o in copia conforme ovvero estratti dal fascicolo processuale telematico. L’estrazione di copie e la successiva attestazione di cui sopra avviene in esenzione dal pagamento dei diritti di copia. Tale potere è mutuato dalla disciplina dei processi telematici civile e amministrativo ed è attribuito ai difensori di tutte le parti processuali. Ciò è confermato dal testo letterale della norma e dalla relazione che analizza l’impatto della nuova normativa sulla attuale regolamentazione (AIR). Peraltro, la disposizione contenuta nel comma 4 del citato articolo 25-bis non può che riferirsi anche ai difensori del contribuente; dal momento che gli uffici tributari, difesi dai propri dipendenti o da un professionista, fruivano già dell’esenzione dal pagamento di tali diritti, ai sensi dell’art. 263 del testo unico sulle spese di giustizia di cui al Dpr n. 115/2002.

PDF - 313 Kb
Ministero dell’Economia e delle Finanze: risposte sul processo tributario
Scarica i chiarimenti sul processo tributario a cura del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Questo sito contribuisce all'audience di Logo money.it