Iscrizione a ruolo straordinario: nulla la cartella priva di motivazione

Emiliano Marvulli - Imposte

Iscrizione a ruolo straordinario: per l'Amministrazione finanziaria c'è l'obbligo di indicare nella cartella di pagamento la sussistenza del fondato pericolo per la riscossione che ne ha legittimato la formazione, senza l'atto è nullo. A stabilirlo è la Corte di Cassazione con l'Ordinanza numero 15940 dell'8 giugno 2021.

Iscrizione a ruolo straordinario: nulla la cartella priva di motivazione

Con l’Ordinanza n. 15940 dell’8 giugno 2021 la Corte di Cassazione ha sancito che, in caso di iscrizione a ruolo straordinario dell’intero importo di imposte, sanzioni ed interessi relativi a un accertamento non definitivo, l’Amministrazione finanziaria ha l’obbligo di indicare nella cartella di pagamento la sussistenza del fondato pericolo per la riscossione che ne ha legittimato la formazione.

In mancanza l’atto è illegittimo e quindi nullo.

Corte di Cassazione - Ordinanza numero 15940 dell’8 giugno 2021
Il testo integrale dell’Ordinanza della Corte di Cassazione numero 15940 dell’8 giugno 2021.

La Sentenza – Il giudizio verte sull’impugnazione di una cartella di pagamento, emessa a titolo di Irpeg e Irap conseguente a iscrizione a ruolo straordinario nei confronti di una società. Avverso la cartella di pagamento la società ha proposto ricorso, accolto dalla Commissione tributaria provinciale perché l’atto impositivo era privo di motivazione in ordine alla sussistenza del pericolo per la riscossione.

L’Agenzia delle entrate ha impugnato la sentenza del giudice di primo grado. La CTR ha respinto l’appello erariale ritenendo, in linea con la pronuncia della CTP, che la cartella fosse priva di motivazione in ordine alla esistenza del pericolo per la riscossione, presupposto fondante l’iscrizione nel ruolo straordinario, non essendo sufficiente il mero rinvio all’avviso di accertamento.

L’Amministrazione finanziaria ha proposto ricorso in cassazione per violazione e falsa applicazione dell’art. 7, legge n. 212/2000, degli artt. 11, 12, 15-bis, d.P.R. n. 602/1973.

A parere della ricorrente l’onere di motivazione della cartella di pagamento è assolto con il semplice richiamo al precedente avviso di accertamento, a nulla rilevando la sussistenza del pericolo per la riscossione.

Ciononostante l’Amministrazione finanziaria ha rilevato che, nel caso di specie, la sussistenza del pericolo per la riscossione era comprovata dal fatto che la società era assoggettata alla procedura di liquidazione coatta amministrativa e che, inoltre, con il rinvio all’avviso di accertamento, l’amministrazione finanziaria aveva inteso chiarire che le ragioni di pericolo per la riscossione erano da individuarsi nella particolare gravità della frode fiscale contestata alla società.

La Corte di Cassazione ha ritenuto infondato il motivo e ha rigettato ricorso.

È opportuno premettere che l’iscrizione nel ruolo straordinario previsto dall’art. 15-bis del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, consente all’Ufficio di procedere, sulla base di accertamenti non definitivi, alla riscossione dell’intero importo delle imposte, sanzioni ed interessi, in luogo della riscossione, in misura pari ad un terzo, delle imposte e degli interessi (con esclusione delle sanzioni).

Si tratta evidentemente di una procedura di carattere eccezionale poichè consente la riscossione dell’intero importo indicato in un atto impositivo non ancora definitivo, perciò passibile di annullamento in sede giurisdizionale. Per tale motivo è richiesta, a norma dell’art. 11, comma 3 dello stesso decreto, la sussistenza del presupposto del “fondato pericolo per la riscossione” che ne legittima la formazione.

Sul tema la Corte di cassazione ha chiarito che “la specificazione normativa del presupposto di fatto legittimante, in via di eccezione, l’iscrizione a ruolo dell’intero importo richiesto con l’avviso di accertamento non definitivo, comporta per l’Amministrazione finanziaria l’obbligo di indicare nella cartella le ragioni per cui, in deroga alla procedura ordinaria, ha ritenuto la sussistenza di fatti indicativi di un fondato periculum in mora, non aprioristicamente e immotivatamente affermato, tale da giustificare la riscossione integrale del credito tributario (comprese le sanzioni), ancorché privo del requisito della definitività”.

In difetto risulterebbe compromesso il diritto di difesa del contribuente, il quale si vedrebbe costretto ad impugnare la cartella senza conoscere le ragioni per le quali l’Ufficio, sulla base di motivi non palesati, ha ritenuto la sussistenza delle condizioni per procedere alla iscrizione a ruolo straordinario.

Nel caso del prodromico avviso di accertamento, se le ragioni di fatto e di diritto su cui si basa la pretesa impositiva possono essere legittimamente omesse nella successiva cartella di pagamento, in quanto elementi certamente già noti al contribuente alla notifica della cartella, lo stesso non può dirsi per il presupposto del periculum in mora che giustifica la procedura eccezionale di cui si parla.

L’obbligo di motivazione deriva dai principi generali in materia, contenuti nell’art. 7, comma 3 della L. n. 212 del 2000 e nell’art. 12, co. 3 del D.P.R. n. 602/1973 secondo cui il ruolo, in mancanza dell’avviso di accertamento deve indicare “la motivazione anche sintetica della pretesa impositiva”.

Nel caso di specie il giudice di merito ha dato corretta attuazione a tali principi perché ha accertato che nella cartella di pagamento non era stata fatta alcuna indicazione delle ragioni per cui l’amministrazione finanziaria aveva ritenuto di dovere procedere all’iscrizione a ruolo straordinario della pretesa. Da qui la illegittimità della cartella di pagamento per difetto di motivazione circa la sussistenza delle ragioni di pericolo.

Informazione Fiscale S.r.l. - P.I. / C.F.: 13886391005
Testata giornalistica iscritta presso il Tribunale di Velletri al n° 14/2018
Iscrizione ROC n. 31534/2018

Redazione e contatti | Informativa sulla Privacy

Preferenze privacy
Logo registrato

Questo sito contribuisce all'audience di Logo Evolution adv Network