Istituto Nazionale Tributaristi: cinque domande per i candidati in Parlamento

Alessio Mauro - Fisco

Comunicato stampa dell'INT: cinque domande ai candidati in Parlamento sul tema della semplificazione burocratica e fiscale.

Istituto Nazionale Tributaristi: cinque domande per i candidati in Parlamento

L’Istituto Nazionale Tributaristi (INT) ha diramato in data odierna un comunicato stampa in cui rende note cinque domande da fare ai candidati alle prossime elezioni politiche del 4 marzo 2018.

Le risposte saranno pubblicate sul sito dell’INT e sul Notiziario mensile, con fotografia ed alcuni dati del candidato, in modo che tutti possano conoscerne il pensiero soprattutto in tema di burocrazia.

L’INT ha focalizzato l’attenzione di queste domande su una questione fondamentale: la semplificazione burocratica e fiscale.

Ecco di seguito il comunicato stampa ufficiale dell’INT di oggi.

Istituto Nazionale Tributaristi (INT): comunicato stampa del 14 febbraio 2018

Ecco il comunicato stampa dell’INT diramato oggi:

Dopo avere inviato ai Gruppi politici una nota sulle problematiche connesse agli adempimenti tributari, l’Istituto Nazionale Tributaristi (INT) ha predisposto le seguenti 5 domande per i candidati alle prossime elezioni politiche:

1) Quale sarà il Suo impegno per la riduzione degli adempimenti burocratici che oggi gravano su cittadini, imprese e lavoratori autonomi, anche a causa di una P.A. non sempre pronta a fornire un adeguato supporto al contribuente?

2) Pensa che l’istituto dell’autocertificazione, con le relative responsabilità per chi certifica il falso, dovrebbe essere implementato, ad esempio anche per autocertificare i propri crediti d’imposta ai fini delle compensazioni?

3) La difficoltà di comprensione e di applicazione delle norme in ambito fiscale, deriva anche dalla sovrapposizione di interventi legislativi che si susseguono senza soluzione di continuità. Non ritiene che, per una vera ed efficace riforma del settore, sia necessaria una tregua normativa?

4) L’utilizzo dei sistemi informatici può agevolare i contribuenti ed essere un efficace deterrente all’evasione fiscale, ritiene che il nostro Paese, le sue infrastrutture e le imprese, pensando soprattutto ad artigiani e commercianti, siano pronti ad una rivoluzione come quella che si prospetta con l’obbligo della fatturazione elettronica tra privati (B2B) dal 2019?

5) Qual è, secondo Lei, il primo intervento che il prossimo Parlamento dovrebbe attuare in tema di sburocratizzazione?

Le risposte saranno pubblicate sul sito dell’INT e sul Notiziario mensile, con fotografia ed alcuni dati del candidato, in modo che tutti possano conoscerne il pensiero soprattutto in tema di burocrazia.

Il Presidente dell’INT Riccardo Alemanno, recentemente nominato alla presidenza dell’Osservatorio nazionale sulla fiscalità di Confassociazioni, ha dichiarato "Le problematiche connesse agli adempimenti burocratici in ambito fiscale e non, cui sono tenuti cittadini, imprese e lavoratori autonomi, producono costi anche in termini di tempo, oltre che naturalmente di risorse finanziarie, vorremmo avere un confronto franco su tale tematica e fornire il nostro contributo per trovare soluzioni, per questo abbiamo formulato le domande ai candidati al Parlamento. È evidente che il termine burocrazia non è di per sé una parola negativa, dove ci sono regole è inevitabile che ci sia burocrazia e perché no una buona burocrazia , ma nel nostro Paese, a causa del sovrapporsi di norme, adempimenti e di lacune nella P.A., rischia di evocare solo negatività. Non escludo inoltre che tale tematica possa essere oggetto di analisi di uno dei primi atti di approfondimento dell’Osservatorio sulla fiscalità di Confassociazioni”.

Semplificazione fiscale e burocratica: utopia oppure obiettivo raggiungibile?

Bene fa l’INT ad evidenziare la necessità impellente di una reale semplificazione fiscale e burocratica.

Ad avviso di chi scrive, tuttavia, questo obiettivo di buon senso rischia davvero di diventare utopia. In effetti, anche l’attuale campagna elettorale sta dimostrando le scarsissime (se non nulle) proposte di reali semplificazioni.

A modesto avviso di chi scrive, l’unica per ora degna davvero di nota dal punto di vista fiscale è quella avanzata da quegli esponenti politici che mirano a modificare la Legge di Bilancio 2018, rendendo la fattura elettronica B2B facoltativa invece che obbligatoria. Anche perché ad oggi pensare di generalizzare l’obbligo già dal prossimo 1° gennaio 2019 appare davvero poco realistico.