Infortuni sul lavoro, quali riguardano le donne? I dati INAIL sul divario di genere

Infortuni sul lavoro, quali riguardano le donne? 230.509 denunce nelle gestioni Agricoltura, Industrie e Servizi per conto dello Stato, il 36%, nell'arco del 2018. In calo le malattie professionali. Le lavoratrici morte sul lavoro sono 116, in lievissimo aumento. Nei dati INAIL il divario di genere dal punto di vista della sicurezza. In linea generale i rischi sono più altri per gli uomini, ma c'è una inversione di tendenza per le lavoratrici over 50.

Infortuni sul lavoro, quali riguardano le donne? I dati INAIL sul divario di genere

Infortuni sul lavoro, nell’arco del 2018 all’INAIL sono arrivate 645.309 denunce: il 36% vede protagoniste le donne impegnate nei settori Agricoltura, Industria e servizi e per Conto dello Stato, in calo rispetto all’anno precedente. Diminuzione anche per le malattie professionali, mentre crescono i casi di lavoratrici morte sul lavoro.

Nei dati INAIL il divario di genere dal punto di vista della sicurezza. In linea generale i rischi sono più altri per gli uomini, ma c’è una inversione di tendenza per le lavoratrici over 50. I dettagli nell’analisi Gender gap e rischio infortunistico pubblicata il 10 marzo.

Nel confronto con il passato, guardando al quinquennio 2014-2018 la situazione in generale è migliorata soprattutto sul fronte femminile, ma i dati positivi riguardano i generi.

INAIL - Gender gap e rischio infortunistico al femminile nel numero di Dati Inail di febbraio 2020
Gender gap e rischio infortunistico - Analisi infortunistica al femminile nelle gestioni assicurative Inail - Malattie professionali per genere - La tutela della salute e della sicurezza delle lavoratrici madri.

Infortuni sul lavoro, quali riguardano le donne? Nei dati INAIL il divario di genere dal punto di vista della sicurezza

Come si legge nello studio INAIL che riguarda Gender gap e rischio infortunistico, secondo il World Economic Forum mancano ancora 100 anni per sanare le differenze di genere, ben 257 se si considera l’accesso alla partecipazione economica.

In questo divario che separa i due sessi, nel 2020 l’Italia si posiziona al 76esimo posto su 153, con una perdita di sei posizioni rispetto al report 2019 del Gender Gap.

Tendenza inversa nei dati INAIL sugli infortuni sul lavoro, che guardano alle differenze tra lavoratrici e lavoratori dal punto di vista della sicurezza: la situazione nell’ultimo anno è migliorata più per le donne che per gli uomini.

A rilevarlo è il nuovo numero del periodico Dati Inail, dedicato al fenomeno infortunistico e tecnopatico nell’ottica delle differenze di genere.

Al di là dei miglioramenti nel complesso il rischio degli uomini resta comunque più elevato di quello femminile: nel 2018 i casi denunciati ogni 1.000 lavoratori sono stati 27,7 per gli uomini e 24,2 per le donne.

La notizia pubblicata dall’Istituto il 10 marzo 2020 sottolinea:

“Un dato da leggere, in ogni caso, nell’ottica delle differenze che caratterizzano l’occupazione: gli uomini sono occupati in settori più a rischio, mentre c’è una maggiore presenza delle lavoratrici nei servizi”.

Infortuni sul lavoro, quali riguardano le donne? Settori ed età più a rischio nei dati INAIL sul divario di genere

Nel corso del 2018, anno al centro dell’analisi INAIL, sono arrivate all’Istituto 645.309 denunce, 230.509 hanno riguardato le donne impegnate nei settori Agricoltura, Industria e servizi e per Conto dello Stato. Si tratta del 36%, un dato in diminuzione dell’1,1% rispetto al periodo precedente.

Gli infortuni sul lavoro al femminile del 2018 sono distribuite nei diversi settori come segue:

  • gestione Industria e servizi: 169.352 denunce, in calo dell’1,4%;
  • Conto Stato: 54.902, unico dato in lieve aumento dello 0,3%;
  • Agricoltura: 6.255, in diminuzione del 3,3%.

Il rischio sul lavoro, per gli uomini come per le donne, varia anche in base all’età: se al maschile i dati più alti si registrano nella fascia fino a 34 anni, per le donne risulta più elevato per le lavoratrici over 50, unico caso in cui le cifre sono anche più alte dei coetanei maschi.

Nella notizia diffusa dall’INAIL si legge:

“Per le lavoratrici adulte, inoltre, rispetto all’altro sesso si registra un aumento più significativo dell’occupazione e degli infortuni, in particolare della componente “in itinere”, nel percorso di andata e ritorno tra la casa e il luogo di lavoro”.

Malattie professionali e lavoratrici morte sul lavoro: nei dati INAIL il divario di genere dal punto di vista della sicurezza

Spostandosi dal dato degli infortuni sul lavoro a quello delle malattie professionali, i dati che riguardano le donne migliorano ulteriormente, con un calo sostanziale del 4,6% (da 16.757 denunce a 15.992). Nel 90% dei casi il lavoro genera malattie del sistema osteo-muscolare.

Il dato più alto riguarda le attività manifatturiere, il 23,8%, e più in particolare l’industria alimentare, segue poi la sanità e assistenza sociale con il 13,0%.

Alla diminuzione sul fronte femminile corrisponde un aumento del 7,1% sul fronte maschile, in cui è più colpito il settore delle costruzioni.

Tendenza inversa, rispetto a malattie professionali e infortuni, per le morti sul lavoro che hanno riguardato le lavoratrici: nel corso del 2018 sono stati denunciati 116 casi, quattro in più rispetto all’anno precedente.

L’aumento ha riguardato, in particolare, la gestione Industria e Servizi. Per le donne le insidie maggiori si trovano in strada: un decesso su due avviene in itinere, uno su quattro nel caso degli uomini.

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