Infortuni sul lavoro Covid, INAIL: a fine ottobre superano i 66 mila

Infortuni sul lavoro Covid, l'INAIL fornisce i dati aggiornati al 31 ottobre 2020: i contagi legati al coronavirus sono oltre 66 mila.

Infortuni sul lavoro Covid, INAIL: a fine ottobre superano i 66 mila

Infortuni sul lavoro Covid: con il comunicato stampa del 23 novembre 2020 l’INAIL rende noti i dati aggiornati al 31 ottobre 2020.

I contagi sul lavoro legati al coronavirus sono 66.781, circa il 16% del totale delle denunce.

Aumentano anche i casi mortali: 332 totali, con un aumento di 13 rispetto ai dati del 30 settembre 2020.

Il report nazionale elaborato dalla consulenza statistico attuariale dell’INAIL, pubblicato insieme alla versione aggiornata delle schede di approfondimento regionali hanno reso noto che le rilevazioni aggiornate a fine ottobre portano le denunce della seconda ondata a quota 12 mila.

Infortuni sul lavoro Covid, INAIL: a fine ottobre superano i 66 mila

Gli infortuni sul lavoro a causa dei contagi da Covid-19 continuano ad aumentare. A fornire le nuove stime è il report nazionale elaborato dalla consulenza statistico attuariale dell’INAIL, pubblicato insieme alla versione aggiornata delle schede di approfondimento regionali.

INAIL - Rapporto diffuso con il comunicato stampa del 23 novembre 2020
I dati sulle denunce da COVID-19: monitoraggio al 31 ottobre 2020.

L’aggiornamento pubblicato il 23 novembre 2020 ed aggiornato al 31 ottobre scorso registra 66.871 casi, il 15,8% delle denunce totali degli infortuni sul lavoro pervenute all’Istituto dall’inizio dell’anno.

Sono cresciuti anche i casi mortali che hanno raggiunto il numero di 332: 13 in più rispetto ai dati del 30 settembre, 9 dei quali però sono legati al consolidamento dei dati.

Il report suddivide l’emergenza coronavirus in tre periodi:

  • fase di “lockdown”, fino a maggio compreso;
  • fase “post lockdown”, da giugno ad agosto;
  • fase di “seconda ondata” di contagi, settembre-ottobre.

Le nuove denunce legate alla seconda ondata al momento hanno raggiunto la cifra di 12 mila e sono destinate ad aumentare.

I settori più colpiti sono ovviamente quelli della sanità e dell’assistenza sociale, che ricoprono rispettivamente il 69,8% delle denunce e il 21,6% dei decessi.

Tra gli altri settori particolarmente interessati ci sono i servizi di supporto alle imprese (vigilanza, pulizia e call center), il manifatturiero (tra cui gli addetti alla lavorazione di prodotti chimici e farmaceutici, stampa, industria alimentare), le attività dei servizi di alloggio e ristorazione e il commercio all’ingrosso.

Nel quadro di insieme i settori della sanità, assistenza sociale e amministrazione pubblica sono quelli che più hanno registrato una riduzione dell’incidenza delle denunce nella seconda fase e una risalita nella terza, passando dall’80,5% dei casi nel primo periodo, al 49,8% del trimestre giugno-agosto, per poi risalire al 74,5% nel terzo periodo.

Di contro alloggio e ristorazione sono cresciuti nelle prime due fasi per poi calare nella terza: in termini percentuali dal 2,5% al 6,2% per poi tornare all’1,9%.

Un trend simile è quello dei trasporti, passati rispettivamente dall’1,2%, al 5,6% e al 2,2%.

Tali dati tuttavia hanno bisogno di un attenta lettura. Il comunicato INAIL infatti sottolinea che:

“Il decremento in termini di incidenza osservato nell’ultimo bimestre in questi settori non deve però trarre in inganno: in ottobre, infatti, il fenomeno è ripreso vigorosamente per numerosità delle denunce in tutti i settori. A diminuire, tuttavia, è la quota di questi casi sul totale, a fronte del più consistente aumento che caratterizza nuovamente la sanità, sia in valore assoluto che relativo.”

Il commercio, invece, continua ad aumentare, passando dall’1,4% al 3% per arrivare poi al 3,5% nella terza fase.

Infortuni sul lavoro Covid, INAIL: l’età media dei contagiati e la lettura del territorio

Dal rapporto INAIL emerge che l’età media dei lavoratori contagiati è di 47 anni. Circa il 70% dei contagi vede come protagoniste le donne: il 69,7%.

Il 43,1% del totale delle denunce riguarda persone di età compresa tra i 50 e i 64 anni.

Segue poi le seguenti fasce di età, riportate nella tabella riassuntiva.

Fascia di età Percentuale
35-49 anni 36,4%
18-34 anni 18,4%
over 64 anni 2,1%

I casi mortali si concentrano invece soprattutto tra i lavoratori uomini: la porzione più grande, l’83,7%.

L’età media delle persone decedute è di 59 anni.

Di seguito sono riportati i dati dell’età media suddivisa per categoria di impiego.

Impiego Età media
tecnici della salute 44 anni
impiegati addetti alla segreteria e agli affari generali 51 anni
personale non qualificato nei servizi sanitari e di istruzione 50 anni
medici 49 anni
conduttori di veicoli 49 anni

A livello territoriale, più della metà delle denunce di infortunio sono nel Nord Italia. Seguono il Centro, il Sud e le Isole.

Nello specifico le percentuali sono suddivise come riportato in tabella.

Area Percentuale
Nord-Ovest 53,1%
Nord-Est 22,3%
Centro 13,2%
Sud 8,3%
Isole 3,1%

Circa un terzo dei contagi e il 43,1% dei decessi sono in Lombardia, la regione più colpita.

Nell’ordine, le province più colpite sono le seguenti:

  • Milano, con l’11,3%;
  • Torino, con il 7,7%;
  • Brescia, con il 4,4%;
  • Bergamo, con il 3,8%;
  • Roma, con il 3,5%;
  • Genova, con il 3,0%.

Quella di Milano è anche la provincia con il maggior numero di infezioni di origine professionale denunciate nel mese di ottobre. Seguono Napoli e Roma.

Le province in cui sono avvenuti più decessi, invece, sono le seguenti:

  • Bergamo: 11,4%;
  • Milano: 8,1%;
  • Brescia: 7,5%;
  • Napoli: 6,3%;
  • Cremona: 5,4%;
  • Roma: 4,2%.

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