Imposta sostitutiva pensioni estere: i requisiti per la tassazione agevolata al 7%

Tommaso Gavi - Imposte

Imposta sostitutiva pensioni estere: con la risposta all'interpello numero 559 del 24 novembre 2020 l'Agenzia delle Entrate ricapitola i requisiti per la tassazione agevolata al 7%: spetta alle persone fisiche che spostano la residenza in particolari Comuni per i 9 anni successivi di imposta.

Imposta sostitutiva pensioni estere: i requisiti per la tassazione agevolata al 7%

Imposta sostitutiva pensioni estere: quali sono i requisiti per avere diritto alla tassazione agevolata con aliquota al 7%?

Fornisce chiarimenti la risposta all’interpello numero 559 del 24 novembre 2020 dell’Agenzia delle Entrate.

L’agevolazione spetta alle persone fisiche che trasferiscono la propria residenza fiscale in alcuni Comuni del Mezzogiorno o in uno dei Comuni con popolazione non superiore a 3.000 abitanti, che rientrano nelle zone colpite dai terremoti del 24 agosto 2016, del 26 e 30 ottobre 2016 e del 18 gennaio 2017.

Il reddito deve inoltre essere prodotto all’estero e si deve fare riferimento alla specifica convenzione bilaterale per evitare le doppie imposizioni.

Imposta sostitutiva pensioni estere: i requisiti per la tassazione agevolata al 7%

L’imposta sostitutiva dell’Irpef per le pensioni estere è l’oggetto della risposta all’interpello numero 559 del 24 novembre 2020 dell’Agenzia delle Entrate.

Agenzia delle Entrate - Risposta all’interpello numero 559 del 24 novembre 2020
Ambito applicativo dell’imposta sostitutiva dell’IRPEF, prevista per le persone fisiche titolari di redditi da pensione di fonte estera - articolo 24 ter del TUIR.

Il caso concreto è quello di una persona fisica, residente all’estero da oltre 5 anni in Lussemburgo, che intende trasferire la propria residenza in Italia.

L’istante chiede se può beneficiare dell’agevolazione sulla tassazione se si trasferisce in un comune tra quelli individuati dalla norma.

L’Agenzia delle Entrate, in principio, ricostruisce il quadro normativo e richiama l’articolo 24-ter del TUIR, inserito dalla legge di bilancio 2019, e le successive modifiche.

Tale norma prevede un regime di imposizione sostitutiva dell’IRPEF per le persone fisiche titolari di redditi da pensione di fonte estera.

I destinatari dell’agevolazione sono i soggetti che trasferiscono in Italia la propria residenza in uno dei comuni del territorio:

  • delle regioni Sicilia, Calabria, Sardegna, Campania, Basilicata, Abruzzo, Molise e Puglia, con popolazione non superiore a 20.000 abitanti;
  • dei comuni con popolazione non superiore a 3.000 abitanti, che rientrano nelle zone colpite dai terremoti del 24 agosto 2016, del 26 e 30 ottobre 2016 e del 18 gennaio 2017.

Tali soggetti hanno diritto ad un’imposta sostitutiva, calcolata in via forfettaria, con aliquota del 7% per 10 anni complessivi.

A fornire chiarimenti a riguardo è la circolare 17 luglio 2020, n. 21/E: tra gli altri punti in questione viene sottolineato che il beneficio spetta solo con l’effettivo trasferimento della persona fisica in Italia.

Come specificato nel documento di prassi, inoltre:

“A tal fine, non ha alcun rilievo la nazionalità del soggetto che si trasferisce, in quanto l’accesso al regime è consentito sia a un cittadino straniero sia a un cittadino italiano, purché sia integrato il presupposto della residenza fiscale all’estero per il periodo indicato dalla norma e l’ultima residenza sia stata in un Paese con il quale siano in vigore accordi di cooperazione amministrativa in ambito fiscale.”

Imposta sostitutiva pensioni estere: la pensione è equiparata ai redditi di lavoro dipendente

Le condizioni da rispettare per avere diritto all’agevolazione sono contenute nei commi 2, 4 e 5 dell’articolo 24-ter del TUIR.

Nello specifico sono le seguenti:

  • l’opzione deve essere esercitata dalle persone fisiche che non siano state fiscalmente residenti in Italia nei cinque periodi di imposta precedenti a quello in cui tale opzione diviene efficace e trasferiscono la residenza da paesi con i quali sono in vigore accordi di cooperazione amministrativa;
  • l’opzione è valida per i primi nove periodi d’imposta successivi al periodo di imposta in cui avviene il trasferimento della residenza fiscale, anno in cui l’opzione diviene efficace;
  • l’opzione deve essere esercitata nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta in cui viene trasferita la residenza in Italia ed è efficace a decorrere da tale periodo d’imposta.

I redditi che danno diritto all’agevolazione sono quelli da pensione di cui all’articolo 49, comma 2, lettera a), erogati da soggetti esteri.

Tale riferimento al TUIR equipara le pensioni ai redditi da lavoro dipendente.

Sono invece esclusi dalla tassazione agevolata, i soggetti non residenti che percepiscono redditi erogati da un istituto di previdenza residente in Italia.

L’individuazione dei redditi esteri deve essere ricavata dalla lettura a specchio dell’articolo 23 del TUIR.

Imposta sostitutiva pensioni estere: la convenzione tra Italia e Lussemburgo

Per valutare la corretta tassazione a cui deve essere assoggettato l’istante, deve essere presa in considerazione anche la Convenzione tra l’Italia e il Lussemburgo per evitare le doppie imposizioni, con protocollo finale, firmata a Lussemburgo il 3 giugno1981 e ratificata con legge 14 agosto 1982, n. 747.

Nell’articolo 18 viene stabilito che le pensioni pagate ad un residente di uno Stato contraente sono imponibili soltanto in quello Stato.

La circolare 20 luglio 2003, n. 41/E, spiega che l’articolo 18 prevede la tassazione esclusiva nello Stato di residenza.

Il paragrafo 2 dello stesso articolo 18, invece, stabilisce che le somme corrisposte a pensionati fiscalmente residenti nel nostro Paese devono, invece, essere assoggettate ad imposizione sia in Italia sia nel Paese estero della fonte e, per le imposte pagate in quest’ultimo Stato in via definitiva, spetta il credito d’imposta previsto dall’articolo 165 del TUIR.

Le somme in questione sono quelle relative alle pensioni erogate in base alla legislazione di "sicurezza sociale", anche con riferimento alla Convenzione con il Lussemburgo.

In conclusione l’Agenzia delle Entrate sottolinea quindi che:

“Sulla base dei principi sopra evidenziati, si ritiene dunque che l’Istante, al ricorrere delle condizioni previste dal citato articolo 24-ter del TUIR, possa beneficiare del relativo regime di favore ai fini dell’applicazione dell’imposta sostitutiva, relativamente ai redditi di fonte estera.”

Per effetto dell’opzione di cui all’articolo 24-ter del TUIR il reddito sarà soggetto ad imposta sostitutiva e non concorrerà alla formazione del reddito complessivo.

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