Imposta di bollo: l’estratto conto di carte nominative per i dipendenti è esente

Tommaso Gavi - Imposte

Imposta di bollo: gli estratti conto delle carte nominative per dipendenti hanno l'esenzione. A chiarirlo è risposta all'interpello numero 457 dell'8 ottobre 2020: per la carta principale deve invece essere preso in considerazione il saldo contabile. Se supera i 77,47 euro devono essere pagati 2 euro.

Imposta di bollo: l'estratto conto di carte nominative per i dipendenti è esente

Imposta di bollo, può beneficiare dell’esenzione l’estratto conto delle carte nominative per i dipendenti.

Lo spiega la risposta all’interpello numero 457 dell’8 ottobre 2020.

L’esenzione prevista dalle regole sull’imposta di bollo ha come ratio quella di evitare appesantimenti fiscali e amministrativi all’interno dell’impresa e tra dipendenti e collaboratori.

La regola vale anche se la carte prepagata e l’estratto conto sono emessi da un soggetto terzo.

Per la carta principale dell’azienda il limite oltre il quale è necessario versare l’imposta di bollo di 2 euro è 77,47 euro, con riferimento al saldo contabile.

Imposta di bollo: l’estratto conto di carte nominative per i dipendenti è esente

Con la risposta all’interpello numero 457 dell’8 ottobre 2020 l’Agenzia delle Entrate fornisce chiarimenti sull’imposta di bollo.

Agenzia delle Entrate - Risposta all’interpello numero 457 dell’8 ottobre 2020
Articolo 11, comma 1, lett. a) legge 27 luglio 2000, n. 212 - Imposta di bollo su estratti conto di carte di pagamento.

Il documento di prassi si sofferma in particolare sull’esenzione per gli estratti conto di carte nominative per i dipendenti.

L’istante, un’istituto di moneta elettronica, pone un duplice quesito:

  • se per gli estratti conto relativi alle carte dipendenti si debba versare l’imposta di bollo;
  • quale sia il valore da prendere in considerazione in relazione alla soglia di 77,47 euro che rende imponibile l’estratto conto della carte principale dell’azienda.

L’istante ha infatti intenzione di proporre alle aziende un prodotto che consiste in una carta nominativa, ricaricabile e prepagata per i dipendenti, per consentire le operazioni dispositive.

Oltre alle carte supplementari per i dipendenti viene inoltre fornita una carta principale sulla quale il cliente versa la somma di denaro utilizzabile dal dipendente per le operazioni di pagamento.

L’istante chiede di sciogliere i dubbi perché il pacchetto prevede un autonomo estratto conto annuale per le carte intestate ai dipendenti.

Nel riepilogare il quadro normativo di riferimento, l’Agenzia delle Entrate richiama l’art. 13, punto 2, della Tariffa, Parte Prima allegata al d.P.R. n. 642 del 1972, che prevede il versamento dell’imposta di bollo di 2 euro per ogni estratto conto che supera il valore di 77,47 euro.

La Nota 1 al punto 2 stabilisce che:

“I documenti di cui al punto 2 relativi a rapporti tra enti ed imprese ed i propri dipendenti o ausiliari ed intermediari di commercio o spedizionieri non sono soggetti all’imposta.”

Non sono dunque assoggettate all’imposta di bollo le note spese che vengono compilate dai dipendenti: ad esempio le spese per trasferte.

La ratio della legge è quella di evitare artificiosi appesantimenti fiscali e amministrativi all’interno dell’impresa e di conseguenza rendere più snelli i rapporti che intercorrono tra l’azienda stessa e i propri dipendenti e collaboratori.

L’esenzione deve quindi essere intesa anche se la carta prepagata e il relativo estratto sono emessi da un soggetto terzo che certifica e documenta i rapporti all’interno dell’impresa.

L’uso della carta serve infatti per evitare che i dipendenti debbano sostenere spese in prima persona per conto dell’impresa ed essere poi rimborsati.

Come sottolinea l’Agenzia delle Entrate la ratio della norma viene rispettata anche nel caso in cui:

“l’evoluzione dei sistemi di regolazione delle movimentazioni finanziarie, modifichi i sistemi tradizionalmente adottati dall’impresa lasciando inalterata la natura dei rapporti giuridici sottostanti”.

Imposta di bollo, estratto conto carte principale: si paga se il saldo contabile supera i 77,47 euro

Come nel caso del primo quesito, l’Agenzia delle Entrate condivide la soluzione proposta dall’istante anche per la seconda richiesta.

In sostanza viene chiesto all’Amministrazione finanziaria quale sia il valore da prendere in considerazione in relazione alla soglia di 77,47 euro che rende imponibile l’estratto conto della carta principale dell’azienda.

Nel documento di prassi si legge quanto segue:

“si ritiene che la grandezza da prendere come riferimento per individuare la soglia di euro 77,47, oltre la quale l’estratto conto è soggetto all’imposta di bollo, sia il saldo contabile, generato dalla somma algebrica di addebitamenti e accreditamenti”

La norma si riferisce, infatti, agli estratti conto come a strumenti per accertare il saldo disponibile, ad una precisa data, per le operazioni di pagamento.

Oltre agli estratti conto sono incluse le lettere ed altri documenti di addebitamento o di accreditamento di somme.

A parere dell’Amministrazione finanziaria si lascia quindi intendere che devono essere presi in considerazione sia gli addebitamenti, sia gli accreditamenti.

Di conseguenza il valore di riferimento è il saldo contabile.

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