Imposta di bollo: i contributi a fondo perduto regionali sono esenti

Tommaso Gavi - Imposte

Imposta di bollo, è prevista l'esenzione per i contributi a fondo perduto della regione Toscana per la filiera del turismo. Lo spiega l'Agenzia delle Entrate nella risposta all'interpello numero 37/E dell'11 gennaio 2021: l'agevolazione rientra tra le domande per il conseguimento di sussidi che sono escluse dalla tassazione.

Imposta di bollo: i contributi a fondo perduto regionali sono esenti

Imposta di bollo, i contributi a fondo perduto della regione Toscana destinati alla filiera del turismo sono esenti dal pagamento della tassa.

Lo conferma la risposta all’interpello numero 37/E dell’11 gennaio 2021 dell’Agenzia delle Entrate.

La richiesta soddisfa i requisiti per rientrare tra le domande per il conseguimento di sussidi che sono escluse dalla tassazione.

I contributi rientrano tra le possibilità previste dal decreto Rilancio per far fronte alle conseguenze economiche dell’emergenza coronavirus.

Imposta di bollo: i contributi a fondo perduto regionali sono esenti

Per le domande dei contributi a fondo perduto della regione Toscana, destinati alla filiera del turismo, non deve essere corrisposta l’imposta di bollo.

A darne conferma è la risposta all’interpello numero 37/E dell’11 gennaio 2021 dell’Agenzia delle Entrate.

Agenzia delle Entrate - Risposta all’interpello numero 37 dell’11 gennaio 2021
Interpello imposta di bollo su istanze per ottenimento sussidi - soggetti danneggiati - covid 19.

Il caso concreto parte dallo spunto dell’istante che fa riferimento ad una delibera regionale che ha approvato contributi a fondo perduto per la filiera del turismo, nell’ottica di un sostegno al settore particolarmente colpito dagli effetti economici del coronavirus.

L’istante fa sapere che la delibera regionale numero 1155/2020, di approvazione del contributo, prevede l’assoggettamento dell’’imposta di bollo per la domanda per il riconoscimento del sostegno.

A supporto della possibilità di esclusione della tassazione viene citato l’articolo 8, comma 3, dell’allegato B al Dpr n. 642/1972, che prende in considerazione il caso di “domande per il conseguimento di sussidi o per l’ammissione in istituti di beneficienza e relativi documenti”.

L’Agenzia delle Entrate condivide la soluzione proposta e conferma quanto sostenuto nelle argomentazioni del contribuente.

Ad essere rilevante è, infatti, il fine dell’intervento pubblico. Il termine “sussidio” deve essere non deve essere inteso nel senso letterale ma deve ricomprendere anche tutti gli altri termini con analogo significato.

Tra questi ci sono anche “contributo, aiuto, indennità”, che aprono le porte all’esclusione dall’imposta di bollo del contributo a fondo perduto riconosciuto dalla Regione Toscana.

Come sottolineato dall’Amministrazione finanziaria, lo scopo di tali contributi è quello di sostenere la ripresa del turismo e garantire la tenuta del settore.

Tale settore è, infatti, particolarmente in crisi per la sospensione di congressi, convegni e fiere, e il flusso economico collegato a tali attività.

L’aiuto è dunque destinato agli operatori in difficoltà economica a causa delle misure restrittive per il contenimento dei contagi.

I beneficiari del contributo sono:

  • le agenzie di viaggio;
  • le guide;
  • il sistema dei collegamenti.

In base a quanto previsto dal decreto dirigenziale n. 15380/2020 della Regione Toscana, che attua il bando sul “Fondo investimenti Toscana - contributi a fondo perduto a favore della Filiera del Turismo”, le domande dovrebbero essere trasmesse unicamente con modalità telematica e dovrebbero essere assoggettate al pagamento di 16 euro di imposta di bollo.

Previsione, quest’ultima, ribaltata dai chiarimenti del documento di prassi dell’Agenzia delle Entrate.

Imposta di bollo: le precisazioni del Consiglio di Stato

Il nocciolo della questione, su cui si basa l’argomentazione dell’istante che è stata confermata dai chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate, riguarda la definizione di “sussidio”.

Nella disciplina dell’imposta di bollo, basata su quanto previsto dal Dpr n. 642/1972 e l’articolo 8, comma 3, della Tabella (allegato B al provvedimento), viene prevista l’esenzione dal tributo per le domande per ottenere “sussidi, o per l’ammissione in istituti di beneficenza”.

In merito il Consiglio di Stato ha precisato che:

“il termine ’sussidio’, per la sua genericità, sarebbe potenzialmente suscettibile di ricomprendere non solo l’ipotesi di erogazione in aiuto di persone bisognose, ma anche fattispecie di più ampia portata relative a sovvenzioni in denaro e finanziamenti agevolati in favore di qualsiasi soggetto.”

In questo senso risulta quindi dirimente un esame del contesto normativo e regolamentare della richiesta del contributo.

Il decreto dirigenziale di attuazione della delibera fa riferimento al DL numero 34 del 2020, ovvero il decreto Rilancio, che prevede misure straordinarie in materia di salute, a sostegno del lavoro e dell’economia e delle politiche sociali, connesse all’emergenza epidemiologica.

Nello specifico è l’articolo 54 del decreto che stabilisce la possibilità per diversi soggetti, tra i quali le Regioni, di adottare interventi autonomi di sostegno, attraverso le proprie risorse economiche.

Nel caso concreto gli aiuti utilizzano fondi strutturali e di investimento europei del Fesr e del Fse e finanziano determinate categorie di lavoratori del settore turistico.

A parere dell’Agenzia delle entrate, dall’esame dei provvedimenti e delle delibere regionali la richiesta del contributo rientra tra i casi di esenzione dall’imposta di bollo, previsti dall’articolo 8 della Tabella -allegato B - al d.P.R. n. 642 del 1972.

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