Fondo perduto perequativo, quando arriva il decreto MEF? Buone notizie dall’UE, anche sul pagamento

Rosy D’Elia - Dichiarazioni e adempimenti

Fondo perduto perequativo, quando arriva il decreto MEF? Novità positive alle porte, anche sul pagamento, dopo l'ok della Commissione Europea sull'ultima tranche di sostegni per le partite IVA che hanno registrato delle perdite rispetto al 2019. La necessità di ottenere il via libera sottolineata dal sottosegretario Federico Freni durante le interrogazioni in Commissione Finanze del 10 novembre 2021.

Fondo perduto perequativo, quando arriva il decreto MEF? Buone notizie dall'UE, anche sul pagamento

Fondo perduto perequativo, quando arriva il decreto MEF? Sarebbero alle porte novità positive, anche sul pagamento entro il 31 dicembre 2021.

Durante le interrogazioni in Commissione Finanze del 10 novembre 2021, il sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze Federico Freni ha sottolineato la necessità di ricevere l’ok della Commissione Europea sulla misura, e nella stessa giornata da Bruxelles è arrivato il via libera. L’adozione del provvedimento, a questo punto, non si può più rimandare.

Senza il testo, infatti, la macchina organizzativa per la gestione delle domande non può partire, ma l’approvazione dell’UE si basa anche sul fatto che le somme saranno erogate entro la fine dell’anno.

Fondo perduto perequativo, quando arriva il decreto MEF? Buone notizie con l’ok dell’UE

Per ora il contributo a fondo perduto perequativo è rimasto uno strumento teorico. A ricordare la sua concretezza c’è solo la scadenza anticipata per la presentazione della dichiarazione dei redditi.

I contribuenti che hanno intenzione di richiedere l’ultima tranche di aiuti previsti dal Decreto Sostegni bis hanno dovuto rispettare il termine più breve fissato al 30 settembre 2021, e inizialmente previsto per il 10 settembre 2021, per poter presentare la domanda.

È questo uno dei requisiti richiesti dall’articolo 1 del DL n. 73/2021. Sugli altri resta ancora un grande punto interrogativo: il testo approvato lo scorso maggio ha definito solo in linea di massima la platea di potenziali beneficiari degli aiuti e ha affidato a un decreto MEF la definizione dei dettagli.

Il provvedimento del Ministero dell’Economia e delle Finanze deve, tra le altre cose, stabilire la percentuale di peggioramento della situazione economica che determina la possibilità di richiedere o meno il fondo perduto perequativo.

Senza questo passaggio, le parole non diventano fatti, o meglio aiuti, concreti. Sui tempi di emanazione del decreto, la sottosegretaria al MEF Maria Cecilia Guerra nel corso delle interrogazioni in Commissione Finanze della Camera dell’8 settembre 2021 precisava:

“Il decreto attuativo sarà emanato successivamente al 30 settembre 2021 in quanto la percentuale minima di peggioramento del risultato economico d’esercizio per accedere al contributo e la percentuale da applicare per la quantificazione dell’ammontare del contributo stesso devono essere determinate tenendo conto dei dati indicati nelle dichiarazioni dei redditi trasmesse entro il 30 settembre 2021, al fine di garantire il rispetto dello stanziamento delle risorse di cui all’articolo 1, commi 25 e 25-bis, del decreto Sostegni bis”.

Incalzato sullo stesso tema, dopo due mesi, il collega Federico Freni durante le interrogazioni del 10 novembre ha motivato il ritardo con queste parole:

“Giova evidenziare che l’adozione del decreto ministeriale di cui all’articolo 1, commi 19 e 20, del decreto-legge n. 73 del 2021 è subordinata alla preventiva approvazione della Commissione europea.

Fondo perduto perequativo, quando arriva il decreto MEF? Buone notizie con l’ok dell’UE

Come anticipato dal sottosegretario, nella stessa giornata del 10 novembre dalla Commissione Europea è arrivato il via libera: si tratta di una misura necessaria, adeguata, e proporzionata per “porre rimedio a un grave turbamento dell’economia di uno Stato membro”.

Sono stati autorizzati 4,5 miliardi di euro di Aiuti di Stato a sostegno delle imprese e dell’economia, in particolare l’approvazione riguarda:

  • il contributo a fondo perduto per le start up, che può essere richiesto entro la scadenza del 9 dicembre: alle imprese registrate fra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2018, con attività aziendale cominciata nel 2019, vengono riconosciuti importi fino a 1.000 euro;
  • il fondo perduto perequativo, con importi fino a 150.000 euro per le imprese che, a seguito della pandemia, hanno subito un peggioramento dei loro risultati economici rispetto al 2019.

Stando a quanto anticipato dal sottosegretario Freni, il decreto MEFora dovrebbe arrivare. E nel comunicato stampa pubblicato dalla Commissione UE il 10 novembre, ci sono buone notizie anche per quanto riguarda il pagamento del fondo perduto perequativo entro il 31 dicembre.

I lunghi tempi di attuazione della misura hanno messo in discussione la possibilità di erogare le somme entro l’anno, come previsto in principio. Ma nel testo si legge:

“La Commissione ritiene che il regime italiano sia in linea con le condizioni stabilite nel quadro temporaneo.

Gli aiuti i) non supereranno il massimale di 225 000 € per impresa nel settore della produzione primaria di prodotti agricoli, 270 000 € per impresa nel settore della pesca e dell’acquacoltura o 1,8 milioni di € per impresa in tutti gli altri settori; e ii) saranno concessi entro il 31 dicembre 2021.”

Certamente per raggiungere questo obiettivo è necessario procedere a passo spedito. Oltre al decreto MEF, si attende anche il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate che definisce termini e modalità di invio della domanda, per cui è necessario concedere 30 giorni.

Ora che anche l’ok dell’UE è arrivato non c’è più tempo da perdere.

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