Fattura elettronica con più sanzioni e taglio alle detrazioni: le raccomandazioni OCSE

Fattura elettronica, più sanzioni per chi non si adegua e taglio alle detrazioni fiscali obsolete. Sono queste due delle raccomandazioni in materia fiscale contenute nel Rapporto economico OCSE sull'Italia presentato al MEF il 1° aprile 2019.

Fattura elettronica con più sanzioni e taglio alle detrazioni: le raccomandazioni OCSE

Più sanzioni per chi non si adegua alla fattura elettronica e taglio alle detrazioni fiscali non mirate o con obiettivi obsoleti.

Sono queste due delle raccomandazioni in materia fiscale contenute nel Rapporto economico dell’OCSE sull’Italia presentato al MEF il 1° aprile 2019.

Sebbene l’Italia abbia adottato misure per favorire la compliance fiscale, la complessità del sistema resta una delle principali criticità. Per adempiere ad obblighi ed adempimenti è necessario impiegare 238 ore all’anno, molte di più rispetto al resto dei Paesi dell’Europa.

Resta l’evasione fiscale uno dei principali problemi dell’Italia e, secondo le stime recenti del ministero delle Finanze, il tax gap (la differenza tra le entrate teoriche e l’importo effettivamente incassato) supera i 100 miliardi di euro all’anno.

È questa la cornice delle Raccomandazioni dell’OCSE sulle misure di politica fiscale che servono all’Italia. Il Rapporto 2019 valuta positivamente l’introduzione dell’obbligo di fatturazione elettronica ma si tratta di una misura da implementare, con una mano più ferma per gli operatori che non si adeguano.

Fattura elettronica, sanzioni per chi non si adegua. Le raccomandazioni fiscali dell’OCSE

Continuare a migliorare l’adesione spontanea all’obbligazione tributaria, evitare i condoni fiscali ripetuti, abbassare la soglia massima per i pagamenti in contanti ed abolire le spese fiscali obsolete.

Sono queste alcune delle principali raccomandazioni dell’OCSE all’Italia, che passano anche sull’incremento della collaborazione tra Fisco e contribuenti. Un percorso già avviato dall’Italia negli ultimi anni, con l’invio ad esempio degli alert dell’Agenzia delle Entrate per segnalare ritardi nella presentazione delle dichiarazioni e per correggere errori od omissioni.

Le lettere di compliance dell’Agenzia delle Entrate hanno portato nel 2018 a maggiori entrate quantificate in 1,3 miliardi di euro e per l’OCSE è salutato con favore qualsiasi piano del Governo per portare avanti tali tipologie di misure.

L’OCSE valuta positivamente anche l’introduzione del sistema di fatturazione elettronica, esteso dal 1° gennaio 2019 a tutte le transazioni. Si tratta di un passo fondamentale per incrementare la compliance fiscale.

Ricordando il periodo di moratoria delle sanzioni introdotto per il primo semestre del 2019, il Rapporto dell’OCSE consiglia all’Italia di adottare un sistema di controlli e di sanzioni per le imprese non conformi.

L’obiettivo è quello di garantire l’adozione uniforme della fattura elettronica, importante alleata nella lotta all’evasione fiscale e alle frodi in materia di IVA.

Detrazioni fiscali, taglio alle spese obsolete

Il tema delle tax expenditures e la necessità di una revisione al sistema delle detrazioni fiscali è tra i punti centrali dell’analisi dell’OCSE sulla politica fiscale dell’Italia.

Le spese fiscali possono essere uno strumento utile per perseguire obiettivi economici e sociali e per incrementare il livello di benessere ma in Italia (così come in molti altri paesi) esistono delle detrazioni ormai obsolete.

In sostanza, quello che l’OCSE raccomanda è che si avvii un piano di tagli e razionalizzazione di detrazioni e spese fiscali che non hanno obiettivi certi. Sono 466 le agevolazioni fiscali censite al 2018, pari a 54 miliardi di euro di mancato gettito fiscale.

Protagoniste sono senza dubbio le detrazioni Irpef, che coprono il 66% del totale delle spese fiscali a carico dello Stato, seguite dall’Irap, imposte di bollo, tasse di proprietà ed IVA.

Pace fiscale e non solo, 80 condoni in 150 anni

Il rapporto dell’OCSE si sofferma molto sulle recenti misure in ambito fiscale e non, dal reddito di cittadinanza, alla quota 100 fino ad arrivare alla pace fiscale, soltanto l’ultimo di tanti condoni che hanno caratterizzato la politica fiscale dell’Italia.

Ci sono stati complessivamente 80 condoni fiscali nei 150 anni dello Stato Italiano che sebbene abbiano portato ad entrate fiscali aggiuntive, hanno alimentato “una cultura di non conformità con le leggi fiscali”.

L’OCSE continua ricordando che l’attuale governo ha introdotto nuovi condoni fiscali nel 2019 (la cosiddetta pace fiscale) che annulleranno non solo multe e interessi ma anche, in alcuni casi, il debito fiscale (ne è un esempio il saldo e stralcio). L’effetto potrebbe essere nefasto: i condoni fiscali indeboliscono la certezza delle leggi fiscali e sono ingiusti verso i contribuenti conformi.

Se l’obiettivo è quello di incrementare il gettito fiscale, quello che il Rapporto dell’OCSE sottolinea è che:

qualsiasi beneficio temporaneo è compensato da una più debole conformità fiscale e che i condoni fiscali di successo sono l’eccezione piuttosto che la regola.

Quello che serve all’Italia è incoraggiare un rapporto più cooperativo tra contribuenti e sistema fiscale, basato su imparzialità e trasparenza.

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