Entrate tributarie gennaio luglio 2020: 230,9 miliardi con oltre il 7% in meno

Tommaso Gavi - Fisco

Entrate tributarie gennaio luglio 2020: nei primi sette mesi dell'anno incassati 230,9 miliardi di euro con un calo del 7,7% rispetto al 2019. I dati MEF nel comunicato stampa numero 199 del 7 settembre 2020.

Entrate tributarie gennaio luglio 2020: 230,9 miliardi con oltre il 7% in meno

Entrate tributarie gennaio luglio 2020, i dati del comunicato stampa MEF numero 199 del 7 settembre 2020 registrano incassi per 230,9 miliardi di euro.

Rispetto allo stesso periodo del 2019 viene mostrato un calo di circa il 7,7%, che in termini assoluti vale 19.195 milioni di euro.

Il comunicato sottolinea che i minori incassi sono legati principalmente alle misure adottate dal Governo in risposta all’emergenza Coronavirus, in quanto nei primi due mesi dell’anno era stato registrato un aumento del 5,4% rispetto allo stesso periodo del 2019.

I dati, inoltre, non sono omogenei a causa dell’inclusione nei versamenti di quest’anno di quelli dei contribuenti ISA e minimi o forfettari che nel 2019 avevano versato a scadenze differite per effetto della proroga dei versamenti.

Entrate tributarie gennaio luglio 2020: i dati MEF

I dati MEF del comunicato stampa numero 199 del 7 settembre 2020 sulle entrate tributarie del periodo gennaio-luglio 2020 indicano che gli incassi dei primi sette mesi dell’anno sono 230,9 miliardi di euro.

MEF - Comunicato stampa numero 199 del 7 settembre 2020
Entrate tributarie: nei primi sette mesi dell’anno gettito pari a 230,9 miliardi.

Rispetto allo scorso anno viene registrato un calo di 19.195 milioni di euro, ovvero il 7,7%.

Il comunicato sottolinea le ragioni delle minori entrate:

“La variazione negativa riflette sia il peggioramento congiunturale sia le misure adottate dal Governo per fronteggiare l’emergenza sanitaria”.

Nel confronto dei primi due mesi dell’anno, infatti, viene registrato un aumento del 5,4%.

Inoltre i dati relativi allo stesso periodo degli anni 2019 e 2020 non sono omogenei in quanto nei versamenti dell’ultimo anno i versamenti dei contribuenti ISA e minimi o forfettari sono inclusi, a differenza dell’anno precedente in cui le scadenze erano state rinviate per la proroga dei versamenti.

Una variazione negativa molto netta viene registrata per il mese di luglio: la riduzione registrata nel 2020 si attesta al 10,5%, con 5.212 milioni di euro in meno.

Le imposte dirette segnano una variazione negativa del 9,3%, con una riduzione di 3.068 milioni di euro, mentre le imposte indirette del 12,6%, che in termini assoluti equivale a 2.144 milioni di euro.

Tuttavia, anche in questo caso, bisogna tenere presente che:

“Il risultato registrato nel mese di luglio non è molto significativo, in quanto legato al risultato delle imposte autoliquidate che risultano influenzate dal diverso termine di versamento del mese di giugno: nel 2019, infatti, il termine di versamento del 30 giugno, che cadeva di domenica, è slittato al primo luglio.”

Entrate tributarie gennaio luglio 2020: le imposte dirette, indirette e le attività di accertamento

Nel comunicato stampa del MEF, oltre all’ammontare complessivo delle entrate tributarie dei primi sette mesi dell’anno, vengono riportati i dati suddivisi per tipologia di entrata.

Le imposte dirette si attestano a 138.204 milioni di euro, con un incremento di 2.371 milioni di euro, ovvero dell’1,7% rispetto allo stesso periodo del 2019.

L’Irpef mostra un calo dell’1,7% e si ferma a 105.515 milioni di euro. A determinare la flessione sono principalmente i redditi dei dipendenti privati e le ritenute sui redditi dei lavoratori autonomi, mentre cresce del 5% il settore pubblico.

In controtendenza l’Ires aumenta di 2.478 milioni di euro, con un incremento di quasi il 20% (19,9).

La diminuzione delle imposte indirette è del 18,9%, per un ammontare complessivo di 92.744 milioni di euro.

A determinare il dato negativo è l’IVA, con 12.208 milioni di euro.

Nello specifico la componente scambi interni segna una diminuzione del 16,3%, pari a 9.951 milioni di euro, per effetto del rinvio dei versamenti.

Le entrate riferite alle attività di gioco si fermano a 5.191 milioni di euro: 3.865 milioni di euro in meno, con un calo del 42,7%.

Un calo pronunciato è fotografato anche per le entrate relative alle attività di accertamento e di controllo.

Al totale di 4.845 milioni di euro mancano 1.629 milioni di euro rispetto all’anno 2019, con una riduzione di oltre il 25%.

La maggiore variazione negativa si registra nelle imposte dirette, che diminuiscono del 36% contro il 12,5% di quelle indirette.

I dati risentono delle misure contenute all’interno del decreto Cura Italia, che ha sospeso i termini di versamento delle entrate tributarie e extratributarie che derivano da cartelle di pagamento degli agenti di riscossione nel periodo compreso tra l’8 marzo e il 31 maggio 2020.

L’ulteriore proroga del decreto Rilancio, ha rinviato il termine finale al 31 agosto 2020.

Il decreto Agosto, D.L. n. 104 del 2020, ha infine prorogato la scadenza della sospensione della notifica di nuove cartelle e dell’invio degli atti della riscossione al 15 ottobre.

Sono stati inoltre sospesi i pagamenti relativi a cartelle, avvisi di addebito e avvisi di accertamento esecutivi in scadenza dall’8 marzo, che potranno essere effettuati entro il 30 novembre 2020.

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