Entrate tributarie 2021, dati MEF: 496 miliardi di euro nello scorso anno

Tommaso Gavi - Fisco

Entrate tributarie 2021, superano i 496 miliardi di euro le somme nelle casse dello Stato nello scorso anno, con un aumento di oltre 48 miliardi di euro rispetto allo scorso anno. Il comunicato stampa del MEF numero 45 del 7 marzo 2022 spiega che il confronto riflette il miglioramento del quadro economico ma restano fattori di disomogeneità a causa del lockdown dell'inizio del 2020.

Entrate tributarie 2021, dati MEF: 496 miliardi di euro nello scorso anno

Entrate tributarie 2021, le somme confluite nelle casse statali lo scorso anno sono riportate nel comunicato stampa numero 45 del 7 marzo 2022.

Il MEF riporta i dati del periodo compreso tra gennaio e dicembre, l’intero anno, oltre a quelli relativi al mese di gennaio 2022.

L’importo è superiore a 496 miliardi di euro: una crescita di circa 48 miliardi di euro, se i valori vengono confrontati con quelli dello stesso periodo dell’anno scorso.

L’aumento registrato è del 10,8 per cento e riflette il miglioramento del quadro economico. Tuttavia restano fattori di disomogeneità, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, a causa del lockdown.

Nel mese di gennaio 2022 viene registrato un aumento di 4.753 milioni di euro, che in percentuale si traduce nel 13 per cento.

Entrate tributarie 2021, dati MEF: 496 miliardi di euro nello scorso anno

Le entrate tributarie dello scorso anno, ovvero del periodo compreso tra gennaio e dicembre 2021, sono aumentate del 10,8 per cento rispetto allo scorso anno.

Il valore assoluto dell’aumento delle entrate nelle casse dello Stato è di quasi 48,5 miliardi di euro.

I dati sono forniti dal Ministero dell’Economia e delle Finanze nel comunicato stampa numero 45 del 7 marzo 2022.

Nel complesso le entrate dello scorso anno ammontano a 496.094 milioni di euro.

MEF - Comunicato stampa numero 45 del 7 marzo 2022
Entrate tributarie: nel 2021 gettito di 496,09 miliardi.

I dati riflettono il miglioramento del quadro economico, in ripresa dopo gli effetti più duri della pandemia.

Nel confronto tra il 2021 e il 2020, tuttavia, si continua a riscontrare una forte disomogeneità dovuta al periodo di lockdown.

In merito il Ministero dell’Economia e delle Finanze sottolinea quanto segue:

“in parte sono ancora riscontrabili diversi fattori di disomogeneità nella distribuzione mensile del gettito per effetto del “lockdown” introdotto nel 2020 e delle conseguenti misure economiche e di sospensione dei versamenti adottate per affrontare l’emergenza sanitaria. Tali misure hanno continuato a influenzare il gettito relativo all’anno 2021 avendo modificato il consueto profilo temporale dei versamenti delle imposte.”

Separatamente, nel comunicato stampa numero 46 del 7 marzo 2022, vengono forniti anche i dati relativi al mese di gennaio 2022.

Prendendo in considerazione il mese in questione, si registrano entrate per 41.261 milioni di euro, con un incremento di 4.753 milioni di euro.

In termini percentuali si registra un aumento del 13 per cento.

Le entrate relative alle imposte dirette del 1° mese del 2022 mostrano una crescita del 6,5 per cento mentre le imposte indirette sono aumentate del 29,7 per cento.

Entrate tributarie 2021, dati MEF: le imposte dirette

Le entrate relative alle imposte dirette nei primi dieci mesi dell’anno sono cresciute di 16.848 milioni di euro, ovvero del’6,7 per cento.

Dai dati MEF vengono mostrate entrate per 269.806 milioni di euro.

Le entrate relative all’IRPEF si attestano a 198.203 milioni di euro, con una crescita di 10.679 milioni di euro: che in termini percentuali si traduce nel 5,7 per cento.

In particolare:

  • le ritenute effettuate sui redditi dei dipendenti del settore pubblico hanno portato nelle casse statali 7.266 milioni di euro, con una crescita del 9,4 per cento;
  • le ritenute dei lavoratori autonomi ammontano a 1.119 milioni di euro, con un aumento del 10,4 per cento;
  • i versamenti IRPEF da autoliquidazione evidenziano una crescita di 187 milioni di euro, ovvero dell’1 per cento.

Incidono i provvedimenti del decreto Ristori, in particolare le misure a favore dei sostituti d’imposta, che a partire dal mese di marzo 2021 hanno versato le ritenute alla fonte sui redditi di lavoro dipendente e assimilati e su indennità di cessazione del rapporto di collaborazione a progetto corrisposti negli ultimi tre mesi del 2020.

Anche l’IRES risente dell’andamento negativo dei versamenti in acconto e a saldo, calati rispettivamente del 5,2 per cento e del 7,2 per cento. Nel complesso la diminuzione riportata è del 5,7 per cento, con una variazione negativa di 1.917 milioni di euro.

Il comunicato stampa sottolinea inoltre quanto di seguito riportato:

“Tra le altre imposte dirette vanno segnalati gli incrementi delle entrate dell’imposta sostitutiva sui redditi nonché ritenute sugli interessi e altri redditi di capitale (+2.290 milioni di euro), delle ritenute sugli utili distribuiti dalle persone giuridiche (+959 milioni di euro) e delle entrate dell’imposta sostitutiva sulla rivalutazione beni d’impresa (+3.294 milioni di euro) a seguito dei provvedimenti introdotti dal decreto legge n. 104/2020 (decreto agosto).”

Entrate tributarie 2021, dati MEF: le imposte indirette

Le imposte indirette aumentano del 16,3 per cento, raggiungendo il valore di 226.287 milioni di euro.

Nel periodo indicato l’incremento è stato di 31.648 milioni di euro.

In positivo incide principalmente l’IVA, con incassi per 23.928 milioni di euro e una crescita del 19,3 per cento.

Le seguenti variazioni:

  • IVA sugli scambi interni: aumento di 18.582 milioni di euro, ovvero del 16,3 per cento;
  • componente relativa alle importazioni: crescita di 5.346 milioni di euro, ossia del 53,2 per cento.

Le altre imposte indirette hanno variazioni decisamente diverse tra loro:

  • l’imposta di bollo è cresciuta di 256 milioni di euro, ossia del 3,8 per cento;
  • l’imposta di registro segna un aumento del 32,7 per cento, con un aumento di 1.281 milioni di euro in termini assoluti.

A completamento del quadro ci sono le entrate da giochi e dalle attività di accertamento e di controllo.

Le prime si attestano sui 12.401 milioni di euro: l’incremento che viene registrato è del 18 per cento, ovvero in 1.895 milioni di euro in più.

Per quanto riguarda le attività di accertamento e controllo, invece, si registrano entrate per il valore di 8.587 milioni di euro, con un calo del 3 per cento.

Le entrate in questione sono così ripartite:

  • imposte dirette: 4.210 milioni di euro, con una variazione negativa del 5,9 per cento;
  • imposte indirette: 4.377 milioni di euro, con un calo del 10,2 per cento.

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