Elezioni politiche 2018, INT: meno burocrazia per cittadini, imprese e professionisti

Alessio Mauro - Pubblica Amministrazione

Elezioni politiche 2018: comunicato stampa dell'INT per chiedere ai Gruppi politici di soffermarsi sulla necessità di ridurre la burocrazia che schiaccia cittadini, imprese e professionisti.

Elezioni politiche 2018, INT: meno burocrazia per cittadini, imprese e professionisti

Elezioni politiche 4 marzo 2018: l’INT scrive ai principali Gruppi politici che concorreranno alla prossima tornata elettorale.

Con il comunicato stampa del 1° febbraio 2018 i tributaristi chiedono apertamente che, in vista delle elezioni politiche 2018, i partiti si soffermino sull’urgenza di ridurre la burocrazia che schiaccia cittadini, imprese e professionisti.

Secondo l’INT è fondamentale che l’attuale sistema di adempimenti fiscali e burocratici a carico dei contribuenti venga rivisto in ottica di semplificazione: studi di settore e introduzione dell’obbligo di fatturazione elettronica per citare alcuni esempi.

Inoltre, i tributaristi chiedono ai gruppi politici che parteciperanno alle elezioni politiche del 4 marzo 2018 di proporre una tregua normativa che consenta di realizzare la riforma del nostro sistema fiscale da anni perseguita, ma mai pienamente concretizzata.

Il comunicato stampa dell’INT non entra nel merito di altre problematiche, come la riduzione della pressione fiscale, tema da sempre al centro dell’agenda pubblica ma mai concretamente affrontato ma sottolinea l’importanza di una profonda riflessione degli adempimenti fiscali ancorché necessari ai fini del contrasto all’evasione fiscale.

Elezioni politiche 2018, INT: meno burocrazia per cittadini, imprese e professionisti

Proprio con l’obiettivo di porre all’attenzione alcuni dei problemi che riguardano cittadini, imprese e professionisti, l’INT (Istituto Nazionale Tributaristi) ha trasmesso una nota ai principali Gruppi politici che concorreranno alle elezioni del 4 marzo 2018, pubblicando contestualmente un comunicato riepilogativo delle misure richieste:

“In occasione delle prossime elezioni politiche, l’Istituto Nazionale Tributaristi (INT) ha inviato una nota ai principali Gruppi politici. Il Presidente dell’INT, Riccardo Alemanno, previa approvazione del Consiglio nazionale, ha inviato alcune raccomandazioni ed indicazioni sul tema degli adempimenti burocratici che attanagliano cittadini, imprese e lavoratori autonomi.

L’INT volutamente non è entrato nel merito di altre problematiche quali la pressione fiscale, di cui si chiede la riduzione da anni, incentrando l’attenzione sull’eccesso di burocrazia nel nostro Paese, formulando raccomandazioni ed aree di intervento. Si legge nella nota: “ ...omissis Si vuole invece evidenziare come, poco e senza specifiche indicazioni, si tratti l’argomento dello snellimento degli adempimenti burocratici, che, al pari della pressione fiscale, creano costi in capo a cittadini e titolari di partita IVA. Si comprende ovviamente come taluni adempimenti siano collegati alla giusta lotta all’evasione e pertanto la loro eventuale cancellazione dovrà essere ponderata e forse più che di cancellazione sarebbe auspicabile parlare di semplificazione degli stessi. Sussistono tuttavia una serie di adempimenti che potrebbero essere oggetto immediato di intervento che non comprometterebbe le loro finalità, al contempo si ritiene che recenti interventi normativi, che hanno modificato le norme fiscali o che prevedano l’entrata in vigore di nuovi obblighi, debbano essere sottoposti a profonda riflessione.”

Tra le raccomandazioni si evidenziano sinteticamente le seguenti :

Studi di settore: dato il rinvio dell’applicazione degli indici sintetici di affidabilità c.d. ISA, si ritiene che gli studi di settore dovrebbero essere applicati solo ai fini statistici e non per altre finalità.
Fatturazione elettronica tra privati: l’obbligo generalizzato della fatturazione elettronica B2B dal 2019 genera non poche perplessità, pur riconoscendo che la strada dell’informatizzazione e dell’incrocio dei dati è quella da percorrere sia in termini di contrasto all’evasione, sia di semplificazione. Occorre però un periodo di avvicinamento graduale a tale rivoluzionario intervento, che permetta a tutti i contribuenti interessati di strutturarsi tecnicamente e mentalmente, nel contempo occorre altresì che la P.A. migliori la propria capacità di dialogo con i cittadini e che si creino le infrastrutture atte a sostenere un utilizzo così massivo dei sistemi informatici.
Tregua normativa/statuto diritti del contribuente: una concreta revisione delle norme tributarie non può prescindere da un periodo di “tregua normativa” che consenta la riforma del nostro sistema fiscale da anni perseguita, ma mai pienamente concretizzata. Altresì è necessaria una maggiore attenzione alle indicazioni dello statuto dei diritti del contribuente, spesso derogate o disattese.
Liquidità di cassa: taluni obblighi contabili quale, a mero titolo esemplificativo lo split payment, creano ad imprese e lavoratori autonomi problemi di liquidità che, connessi al perdurare della crisi economica, rendono più difficile la gestione aziendale ed il corretto assolvimento degli obblighi tributari. E’ auspicabile una profonda revisione di tali adempimenti.

Tra le aree di intervento si evidenziano poi:
Reverse charge: condividendone le finalità, si ritiene che si dovrebbe avere un’unica norma di riferimento e non una soggettività delle varie casistiche che crea confusione e rischio di sanzioni.
(Auto)Certificazioni: dovrebbe essere consentito, sempre, al contribuente di autocertificare in proprio, con le responsabilità penali e civili che ne conseguono, i dati da fornire alla P.A. e più in generale a terzi. ...omissis...con il maggior utilizzo dell’autocertificazione, il contribuente sarebbe, da un lato più responsabilizzato, dall’altro lo Stato dimostrerebbe più fiducia nei suoi confronti e ciò andrebbe sicuramente a vantaggio di un miglior rapporto tra P.A. e cittadini.

La nota si conclude con la seguente dichiarazione: “Nella consapevolezza di avere solo marginalmente affrontato alcuni aspetti delle problematiche connesse agli adempimenti in capo ai contribuenti, restiamo a disposizione per approfondimenti in merito.”

Il Presidente Alemanno, che ha ribadito come l’intervento dell’INT sia di carattere generale, ma soprattutto nell’interesse generale, ha ribadito: Uno dei nostri primari obiettivi è la collaborazione con le Istituzioni, con le quali confrontarci per contribuire a modernizzare e snellire il Sistema Paese. Auspichiamo che il prossimo parlamento ed il prossimo esecutivo di governo siano aperti ad un confronto collaborativo, come peraltro annunciato da tutte le forze politiche, scevro da egoismi dei singoli e che abbia sempre ben presente l’interesse primario dei cittadini.”

Con la fattura elettronica dal 2019 si rischia il caos

Tra i punti richiamati dall’INT e per i quali si chiede l’intervento del Governo che verrà designato dai cittadini durante le prossime elezioni politiche 2018 vi è l’introduzione dell’obbligo di fattura elettronica a partire dal 1° gennaio 2019.

Si tratta di una novità fiscale che, come sottolineato da più fronti, rischia di portare ad un caos fiscale senza precedenti: prima che di un nuovo adempimento si tratta di una vera e propria novità culturale e operativa che andrà ad impattare con la quotidianità delle imprese e dei professionisti italiani.

Come ribadito anche dal comunicato stampa dei tributaristi è necessaria una graduale introduzione della fattura elettronica obbligatoria, considerando inoltre che molte delle novità introdotte dal Governo negli ultimi anni, sebbene finalizzate a contrastare l’evasione fiscale, creano costi in capo a cittadini e titolari di partita Iva.