DPA Inps: ecco come funziona la nuova verifica della regolarità contributiva

Anna Maria D’Andrea - Dichiarazioni e adempimenti

DPA Inps: con il messaggio n. 3082 del 3 agosto vengono forniti chiarimenti su come funziona il nuovo sistema di verifica della regolarità contributiva. Semaforo a cinque colori per capire quando spettano i benefici contributivi.

DPA Inps: ecco come funziona la nuova verifica della regolarità contributiva

DPA Inps: ulteriori novità pubblicate con il messaggio n. 3082 del 3 agosto 2018.

L’Inps fornisce le istruzioni per l’utilizzo della nuova procedura di verifica della regolarità contributiva (Dichiarazione preventiva di agevolazione) che consentirà di capire se si ha diritto o meno alle agevolazioni previdenziali e contributive.

Le novità rese note con il messaggio del 3 agosto chiariscono come funziona la nuova dichiarazione preventiva di agevolazione e soprattutto il significato dei semafori che stabiliranno l’esito della verifica, ovvero se l’azienda ha o meno diritto a beneficiare delle agevolazioni esposte nel flusso mensile Uniemens.

DPA Inps: come funziona

Il sistema Dichiarazione preventiva di agevolazione - DPA entra pienamente in funzione grazie alle novità e ai chiarimenti sul funzionamento della nuova procedura di verifica fornite dall’INPS.

Le prime istruzioni sono state pubblicate lo scorso 2 luglio, quando con il messaggio n. 2648 è stato annunciato il rilascio del nuovo impianto di verifica della regolarità contributiva e ne è stato descritto il funzionamento.

Tale sistema, oltre a innovare il procedimento di verifica per il godimento di benefici normativi e contributivi, comporterà degli aggiornamenti della sezione “Regolarità contributiva”, all’interno del “Cassetto previdenziale aziende” > “Fascicolo elettronico del contribuente”.

Per quanto riguarda l’aggiornamento della sezione all’interno del Cassetto previdenziale aziende, i datori di lavoro possono inoltrare la DPA a partire dal mese di luglio 2018.

In tal modo il procedimento di verifica per la determinazione della regolarità o irregolarità per il mese o per i mesi indicati verrà attivato immediatamente e il datore di lavoro potrà avere subito conferma circa la possibilità di godere o meno dei benefici esposti nella denuncia mensile.

DPA assente, verifica automatica tramite Durc online

In caso di assenza della dichiarazione preventiva, il messaggio pubblicato dall’Inps il 3 agosto 2018 chiarisce che se in fase di elaborazione della denuncia Uniemens viene riscontrata la presenza di incentivi per i quali è necessario il possesso della regolarità contributiva, sarà lo stesso sistema DPA ad interrogare in maniera automatica il sistema del Durc online (DOL) per la verifica della regolarità contributiva e il riconoscimento dei benefici.

Si allega di seguito il messaggio Inps n. 3082 pubblicato il 3 agosto 2018:

PDF - 60.7 Kb
INPS - messaggio n. 3082 del 3 agosto 2018
Messaggio n. 2648 del 2 luglio 2018. Nuovo processo di gestione per la verifica della regolarità contributiva ai fini della fruizione dei benefici normativi e contributivi previsti dalla normativa in materia di lavoro e legislazione sociale di cui all’articolo 1, comma 1175, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. Aggiornamenti procedurali

Semaforo DPA Inps: il significato dei colori

Uno degli importanti chiarimenti forniti dall’Inps nel messaggio del 3 agosto 2018 riguarda il significato di ciascuno dei colori in merito all’esito del procedimento di verifica della regolarità contributiva.

Per ogni matricola, nella sezione “Lista regolarità per Area” accanto al singolo mese il semaforo MASTER assumerà la colorazione e il significato descritti nella seguente tabella:

SemaforoSignificato
semaforo grigio nessuna richiesta di verifica presente in D.P.A. per tale periodo
semaforo arancione * richiesta di regolarità in corso, in attesa di definizione
semaforo azzurro azienda regolare
semaforo rosso con lucchetto azienda irregolare
semaforo nero azienda sospesa o cessata

* Il semaforo grigio diventerà arancione quando sarà trasmessa la Dichiarazione preventiva di agevolazione o quando, in fase di elaborazione della denuncia mensile, sarà lo stesso sistema D.P.A. a interrogare la procedura DOL.

Sarà invece visualizzato il simbolo del triangolo giallo con punto esclamativo nero per i codici fiscali per i quali la regolarità contributiva non risulta verificata (“Stato regolarità: non disponibile”).

La regolarità contributiva non risulta verificata nei seguenti casi:

  • nell’ipotesi in cui non sia stata attivata l’interrogazione del sistema DOL, perché manca la Dichiarazione preventiva o perché D.P.A. non ha ancora trasmesso la richiesta automatica;
  • nell’ipotesi di procedimento non ancora concluso con esito definitivo;
  • nell’ipotesi di azienda sospesa o cessata.

Irregolarità contributiva per documenti errati: nuova procedura da luglio 2018

In conclusione, l’Inps informa che a partire dal rilascio del sistema DPA, gli operatori delle strutture territoriali non potranno più forzare i semafori, funzionalità che in precedenza aveva la finalità di risolvere o correggere situazioni di irregolarità determinate da disallineamenti procedurali o errori nella gestione delle evidenze.

Qualora a seguito di verifiche d’ufficio ovvero su richiesta dell’interessato, risulti che l’irregolarità contributiva sia stata definita con un documento (Verifica regolarità contributiva) non corretto, lo stesso dovrà essere annullato, con le modalità descritte nei messaggi n. 2267 del 6 giugno 2018 e n. 2648 del 2 luglio 2018; solo con la formazione del nuovo documento (Durc on Line) si determinerà una situazione di regolarità.

Tuttavia, in considerazione del fatto che nella gestione di situazioni pregresse potrebbe porsi la necessità di dover intervenire manualmente sui semafori attraverso il sistema delle forzature, le Strutture territoriali potranno segnalare alla Direzione centrale Entrate e recupero crediti tale esigenza, dettagliatamente descritta e motivata, avvalendosi del “Portale Ticket Aziende” (messaggio n. 2828 del 13 luglio 2018) e della specifica sezione “regolarità ex art.1”.