Disciplina fiscale dei trust: bozza di circolare e scadenza della consultazione al 30 settembre 2021

Tommaso Gavi - Fisco

Disciplina fiscale dei trust, entro la scadenza del 30 settembre è possibile inviare osservazioni e proposte sulla bozza della circolare dell'Agenzia delle Entrate, pubblicata l'11 agosto 2021. Il documento di prassi fornirà chiarimenti sulle imposte dirette e indirette da corrispondere.

Disciplina fiscale dei trust: bozza di circolare e scadenza della consultazione al 30 settembre 2021

La disciplina fiscale del trust, con le diverse forme e tassazione da applicare e i chiarimenti interpretativi dell’Agenzia delle Entrate sono al centro della bozza di circolare pubblicata l’11 agosto 2021.

Nel documento vengono chiariti alcuni aspetti quali le attribuzioni da parte di trust opachi esteri stabiliti in Paesi con regimi fiscali privilegiati per i quali è stata introdotta una presunzione relativa, il recepimento delle pronunce di legittimità per le quali rileva l’effettivo incremento patrimoniale e gli obblighi di monitoraggio fiscale.

I temi confluiranno nella circolare che approfondisce la disciplina ai fini delle imposte dirette ed indirette.

I soggetti che volessero inviare proposte e osservazioni possono inviare un’email all’indirizzo [email protected] entro il 30 settembre 2021, data di chiusura della consultazione.

Disciplina fiscale dei trust: la bozza di circolare e la scadenza della consultazione al 30 settembre 2021

Sui diversi aspetti della disciplina fiscale dei trust e allo studio dell’Agenzia delle Entrate una circolare con gli opportuni chiarimenti.

Agenzia delle Entrate - Bozza della circolare sulla disciplina fiscale dei trust
Disciplina fiscale dei trust ai fini della imposizione diretta e indiretta - Articolo 13 decreto legge 26 ottobre 2019, n. 124, convertito con modificazioni dalla legge 19 dicembre 2019, n. 157 – d.l.gs 31 ottobre 1990, n. 346 - Recepimento dell’orientamento della giurisprudenza di legittimità.

Gli operatori e gli esperti del settore potranno inviare osservazioni e proposte di modifica tramite email all’indirizzo [email protected]

Il termine della consultazione è fissato al 30 settembre 2021.

Entro tale scadenza devono quindi essere inviati i contributi, così da permettere la stesura del testo definitivo del documento di prassi.

Parte dei chiarimenti riguardano il Decreto fiscale 2020, ovvero il Il Dl n. 124/2019, e le imposte dirette.

Tale provvedimento modifica la disciplina sull’imposizione delle attribuzioni a soggetti residenti in Italia, provenienti da trust stabiliti in giurisdizioni a fiscalità privilegiata.

Vengono chiarite le regole da applicare ai “trust opachi”, ovvero quelli senza beneficiari di reddito individuati, così da prevenire fenomeni di detassazione per redditi attribuiti a soggetti italiani.

I redditi dal trust sono stati inclusi tra i redditi di capitale ed è stata prevista una presunzione relativa sulle attribuzioni. In altre parole, quando non è possibile distinguere tra redditi e patrimonio, le somme sono inquadrate come reddito.

La distinzione deve altrimenti essere documentata con apposita contabilità analitica.

Nel caso di “trust trasparenti”, i redditi vengono tassati come reddito di capitale ai fini IRPEF.

Di contro nei trust opachi le somme erano assoggettabili solo ad IRES.

Nella bozza del documento di prassi si chiarisce, infine, che per verificare se il Paese in cui è istituito il trust è considerato a fiscalità privilegiata si deve far riferimento alla tassazione nominale, tenuto conto dell’assenza del requisito del controllo riferibile al trust.

Disciplina fiscale dei trust: normativa, prassi e giurisprudenza sulle imposte indirette

La bozza di circolare dell’Agenzia delle Entrate fornisce chiarimenti anche in tema di imposte indirette.

Nello specifico viene prevista l’imposta sulle successioni e donazioni anche agli atti di trasferimento a titolo gratuito di beni e la costituzione di vincoli di destinazione, secondo quanto previsto dall’articolo 2, commi da 47 a 49 Dl n. 262/2006.

Tuttavia, in base a quanto stabilito dalla Legge di Bilancio 2007 sono previste esenzioni nel caso di aziende con vincolo di destinazione a favore dei discendenti.

Si devono inoltre corrispondere le imposte ipotecaria e catastale, in misura proporzionale per la trascrizione di atti aventi a oggetto beni immobili o diritti reali immobiliari e per la voltura catastale degli stessi.

In merito, i vari documenti di prassi hanno chiarito i seguenti punti:

  • l’atto istitutivo del disponente è assoggettato a imposta di registro in misura fissa;
  • l’atto dispositivo, con cui il disponente vincola i beni in trust, è soggetto all’imposta sulle successioni e donazioni in misura proporzionale dell’8 per cento, fatte salve le franchigie e le aliquote diverse;
  • il trasferimento dei beni ai beneficiari non realizza, ai fini dell’imposta sulle successioni e donazioni, un presupposto impositivo e l’eventuale incremento del patrimonio del trust non è soggetto alla medesima imposta, al momento della devoluzione;
  • sia l’attribuzione al trust di beni immobili o diritti reali immobiliari al momento della costituzione del vincolo, sia i trasferimenti effettuati durante il vincolo, sia il successivo trasferimento dei beni in caso di scioglimento, scontano le imposte ipocatastali in misura proporzionale.

Nella circolare vengono inoltre riportate le principali pronunce della Cassazione in tema di imposte indirette del trust.

Tra i chiarimenti quello sul conferimenti di beni e diritti in trust che non dà di per sé diritto ad un effettivo trasferimento di beni o diritti.

Per la tassazione non rileva una generica “utilità economica”, ma l’effettivo incremento patrimoniale del beneficiario.

Dopo i vari chiarimenti della Cassazione emerge che l’unica imposta espressamente istituita è quella sulle successioni e sulle donazioni, valida anche per i vincoli di destinazione, per cui il presupposto della tassazione deve rimanere quello del reale arricchimento del beneficiario, secondo quanto indicato dalla sentenza n. 13626/2018.

Recentemente il criterio dell’arricchimento del beneficiario è stato ritenuto un presupposto impositivo anche per l’imposta sulle successioni e sulle donazioni.

Disciplina fiscale dei trust: i nuovi criteri sull’imponibilità

Visti i recenti chiarimenti in materia di trust, l’Agenzia delle Entrate ha ritenuto necessario delineare i nuovi criteri per l’applicazione delle imposte indirette.

Per i trust residenti l’imposta sulle successioni e donazioni è dovuta in seguito ai trasferimenti ai beneficiari del patrimonio vincolato in trust.

L’atto istitutivo del trust sarà assoggettato ad imposta di registro fissa, così come l’atto di dotazione dei beni in trust.

Il trasferimento dei beni ai beneficiari, infatti, crea il presupposto impositivo.

Le stesse regole sono applicabili ai trust non residenti.

Anche in tali casi l’atto di costituzione dei beni in trust, formato all’estero, sarà assoggettato all’imposta in misura fissa dal momento che viene inquadrato come una donazione definibile “a formazione progressiva” in cui chi la dispone arricchisce i beneficiari tramite il trustee.

Le stesse indicazioni già spiegate sulla determinazione del reddito valgono anche per le imposte di successioni e donazioni:

  • se il disponente del trust è residente in Italia, per gli atti di attribuzione di patrimonio è prevista l’imposta proporzionale sulle successioni e donazioni, anche se i beni patrimoniali trasferiti siano esistenti all’estero;
  • se il disponente del trust non è residente, l’imposta va applicata sui soli beni del territorio italiano.

Disciplina fiscale dei trust: le novità su IVIE e IVAFE

Ulteriori indicazioni riguardano le imposte ipocatastali. Le formalità e le volture catastali scontano le imposte ipotecaria e catastale in misura fissa, sia quelle al momento della costituzione del vincolo, sia quelle per la sostituzione del trustee.

Invece, le formalità e le volture catastali eseguite in dipendenza di atti di attribuzione dei beni immobili o diritti reali immobiliari vincolati in trust ai beneficiari sono assoggettate alle imposte ipotecaria e catastale in misura proporzionale.

Vengono, infine, forniti chiarimenti sull’applicazione dell’imposta sul valore degli immobili detenuti all’estero (IVIE) e dell’imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero (IVAFE) dovuta da trust residenti in Italia.

Vengono innanzitutto richiamate le modifiche della Legge di Bilancio 2020 all’ambito soggettivo di applicazione delle due imposte.

Dal periodo d’imposta 2020, sono soggetti passivi oltre alle persone fisiche anche gli enti non commerciali e le società semplici (e soggetti equiparati) residenti in Italia.

I trust residenti in Italia dovranno quindi versare le imposte per gli immobili e le attività finanziarie detenute all’estero dal 1° gennaio 2020.

Il termine per il primo versamento, che comprende anche il primo acconto 2021, è quello previsto per il versamento del saldo delle imposte sui redditi derivanti dalla dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta 2020.

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