Detrazione affitto, vale anche per il trasferimento della residenza all’estero

Rosy D’Elia - Imposte

Detrazione affitto, vale anche per il trasferimento all'estero del lavoratore dipendente che deve spostarsi per motivi di lavoro. Essere fiscalmente residenti in Italia, però, è un requisito fondamentale. A chiarirlo è l'Agenzia delle Entrate nella risposta all'interpello numero 288 del 28 agosto 2020.

Detrazione affitto, vale anche per il trasferimento della residenza all'estero

Detrazione affitto, il lavoratore dipendente che deve spostarsi per motivi di lavoro può beneficiarne anche in caso di trasferimento all’estero. Ma è necessario risultare fiscalmente residenti in Italia.

A chiarirlo è l’Agenzia delle Entrate nella risposta all’interpello numero 288 del 28 agosto 2020, con cui riepiloga anche tutte le altre condizioni da rispettare:

  • il lavoratore deve aver trasferito la propria residenza nel comune di lavoro o in un comune limitrofo;
  • il comune deve trovarsi ad almeno cento chilometri di distanza dal precedente e comunque al di fuori della propria regione;
  • la residenza nel nuovo comune deve essere stata trasferita da non più di tre anni dalla richiesta della detrazione.
Agenzia delle Entrate - Risposta all’interpello numero 288 del 28 agosto 2020
Detraibilità dei canoni di locazione per il lavoratore dipendente che trasferisce la residenza all’estero per motivi di lavoro. Articolo 16, comma 1-bis, del TUIR.

Detrazione affitto, vale anche per il trasferimento della residenza all’estero

Lo spunto per fare luce sulla detrazione dell’affitto in caso di trasferimento all’estero arriva, come di consueto, dall’analisi di un caso pratico.

Protagonista è un contribuente che nel settembre del 2019 per motivi di lavoro ha trasferito la sua residenza fuori dall’Italia e si è iscritto all’AIRE, Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero.

Dal momento che per il 2019 risulta ancora fiscalmente residente in Italia ed è tenuto a presentare la dichiarazione dei redditi 2020, si rivolge all’Agenzia delle Entrate per sapere se la detrazione dell’affitto a cui hanno diritto i lavoratori che trasferiscono la loro residenza per motivi di lavoro vale anche in caso di spostamento all’estero.

L’agevolazione, regolata dal comma 1 bis dell’articolo 16 del TUIR, Testo Unico delle Imposte sui Redditi, nasce per supportare i dipendenti che si devono trasferire in un comune diverso e distante da quello di origine per motivi di lavoro e devono sostenere anche i costi del canone di locazione di un immobile da destinare ad abitazione principale.

La detrazione affitto per lavoratori fuori sede consiste nei seguenti importi:

  • euro 991,60 se il reddito complessivo (comprensivo del reddito assoggettato al regime della cedolare secca) non supera euro 15.493,71;
  • euro 495,80 se il reddito complessivo (comprensivo del reddito assoggettato al regime della cedolare secca) supera euro 15.493,71, ma non euro 30.987,41.

Se ne ha diritto a prescindere dalla tipologia di contratto e dura tre anni.

Dall’Agenzia delle Entrate, con la risposta all’interpello numero 288 del 28 agosto 2020, arriva il via libera sull’agevolazione anche per i lavoratori che si trasferiscono all’estero per motivi di lavoro, a patto che risultino fiscalmente residenti in Italia.

Nel caso specifico, infatti, il contribuente può beneficiare della detrazione affitto per il trasferimento della residenza solo nella dichiarazione dei redditi relativa al 2019.

Pur avendone teoricamente diritto anche per i due anni successivi, però, non potrà avere accesso allo sconto sull’imposta per il 2020 e il 2021.

L’ipotesi, infatti, è che in questi due periodi di imposta risulti fiscalmente residente all’estero e sia tenuto ad effettuare in Italia gli adempimenti fiscali previsti per i soggetti non residenti.

Nella risposta all’interpello numero 288 del 28 agosto 2020, l’Agenzia delle Entrate riepiloga le regole da seguire:

“In materia di determinazione dell’imposta dovuta dai soggetti fiscalmente non residenti l’articolo 24 del TUIR, prevede, al comma 1 che nei confronti dei soggetti non residenti l’imposta si applica sul reddito complessivo, che è costituito dai soli redditi prodotti nel territorio dello Stato e sui redditi tassati separatamente, salvo quanto disposto dai successivi commi 2 e 3 del medesimo articolo.

In particolare il comma 3 indica quali sono le detrazioni che possono essere computate dall’imposta lorda dovuta dai soggetti non residenti, tra le quali non vi rientrano le detrazioni per canoni di locazione disciplinate dall’articolo 16 del TUIR”.

Se da un lato, quindi, l’Amministrazione finanziaria definisce un raggio d’azione ampio per la detrazione dell’affitto in caso di trasferimento per motivi di lavoro, dall’altro ribadisce con fermezza e rigidità un requisito fondamentale di cui bisogna tener conto in ogni caso: risultare fiscalmente residenti in Italia.

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