Delivery, nessun obbligo di scontrino elettronico per le vendite

Tommaso Gavi - Imposte

Delivery, le vendite di beni acquistati online ma ricevuti dal cliente presso il proprio domicilio non sono soggette all'obbligo di scontrino elettronico. Lo spiega l'Agenzia delle Entrate nella risposta all'interpello numero 416 del 28 settembre 2020: anche se esonerato dall'obbligo il soggetto può comunque adottare il sistema di trasmissione telematica dei corrispettivi.

Delivery, nessun obbligo di scontrino elettronico per le vendite

Delivery, anche se non è previsto l’obbligo di scontrino elettronico per le vendite i soggetti possono scegliere la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri delle operazioni.

Lo spiega la risposta all’interpello numero 416 del 28 settembre 2020 dell’Agenzia delle Entrate.

Il documento di prassi riepiloga il quadro normativo di riferimento e specifica quali sono i limiti dei punti cassa da installare.

Tali limiti, tuttavia, si applicano solo nel caso in cui ci siano un numero non inferiore a tre punti cassa per singolo punto vendita aperto al pubblico.

Delivery, nessun obbligo di scontrino elettronico per le vendite

Le vendite delivery sono l’oggetto della risposta all’interpello numero 416 del 28 settembre 2020 dell’Agenzia delle Entrate, che fornisce chiarimenti sull’esonero dall’obbligo di scontrino elettronico.

Agenzia delle Entrate - Risposta all’interpello numero 416 del 28 settembre 2020
Interpello articolo 11, comma 1, lett. a), legge 27 luglio 2000, n. 212 - Vendite Delivery - commercio elettronico indiretto - memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi.

In apertura il documento di prassi richiama la risoluzione del 5 novembre 2009, n. 274/E che riporta la definizione del commercio elettronico indiretto, ovvero una vendita di beni materiali in cui la transazione commerciale avviene in via telematica ma il cliente riceve la consegna fisica della merce a domicilio, attraverso un vettore o uno spedizioniere.

Per quanto riguarda gli adempimenti IVA di tali operazioni, sono assimilabili alle vendite per corrispondenza e non è previsto obbligo di emissione della fattura, se non viene richiesta dal cliente entro il momento di effettuazione dell’operazione.

Non è neppure previsto l’obbligo di scontrino elettronico, in base a quanto stabilito dall’articolo 24 del d.P.R. n. 633 del 1972, ovvero il decreto IVA.

L’Agenzia delle Entrate cita poi l’articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127, che introduce invece tale obbligo, a partire dal 1° gennaio 2020, per i soggetti che effettuano le operazioni previste dall’articolo 22 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre1972, n. 633.

I soggetti esonerati dagli obblighi in questione sono previsti dall’articolo 1, comma 1, del decreto del Ministro dell’economia e delle finanze del 10 maggio 2019.

Tra i chiarimenti viene inoltre riportato il contenuto della risposta all’interpello n. 198, pubblicata il 19 giugno 2019.

Il documento di prassi sottolinea quanto segue:

“secondo cui se l’operazione di vendita si configura come commercio elettronico indiretto - in quanto la transazione commerciale avviene on line - la stessa è assimilabile alle vendite per corrispondenza”

Il documento spiega inoltre che:

“i corrispettivi derivanti dal commercio elettronico continuano ad essere esonerati dall’obbligo di invio telematico dei corrispettivi mentre devono essere annotati nel registro previsto dall’articolo 24 del d.P.R. n. 633 del 1973”

Vendite delivery: la possibilità di adottare lo scontrino elettronico anche senza l’obbligo

In risposta ai quesiti dell’istante, l’Agenzia delle Entrate sottolinea che, sebbene non sussista l’obbligo di scontrino elettronico, il soggetto può comunque adottare il sistema di trasmissione telematica dei corrispettivi.

Tale facoltà è prevista dall’articolo 1, comma 3, del decreto del Ministro dell’economia e delle finanze del 10 maggio 2019.

La norma in questione prevede che:

“I soggetti che effettuano le operazioni di cui al comma 1 (ovvero, i cd. “casi di esonero”) possono comunque scegliere di memorizzare elettronicamente e trasmettere telematicamente i dati dei corrispettivi giornalieri ditali operazioni.”

Le modalità sono dettagliate nel provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 26 ottobre 2016, prot. n. 182017, al paragrafo 3.

Il provvedimento prevede che per i soggetti che operano con un numero non inferiore a tre punti cassa per singolo punto vendita, la memorizzazione e la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri dei singoli punti cassa possono essere effettuate mediante un unico punto di raccolta.

Tale punto di raccolta consiste in un registratore telematico collegato ai singoli punti cassa che è definito “Server di consolidamento-Registratore Telematico”, server-RT.

Tuttavia i limiti in questione si applicano ai punti vendita aperti al pubblico ed il caso descritto dall’istante non vi rientra.

In conclusione il documento dell’Agenzia delle Entrate spiega che:

“Posto che i beni finalizzati alle “Vendite Delivery” sono tutti prodotti in locali (laboratori) non aperti al pubblico (cd. negozi online o virtuali), non opera la limitazione illustrata al paragrafo 3 delle predette Specifiche tecniche e, conseguentemente, l’istante ha facoltà di adempiere agli obblighi di memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi installando un autonomo e dedicato Server RT in ciascun laboratorio “non aperto al pubblico” al quale collegare anche il solo punto cassa ivi presente o comunque un numero di punti cassa inferiore a tre.”

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