Decreto semplificazioni: addio Sistri e LUL telematico, novità per le imprese

Anna Maria D’Andrea - Leggi e prassi

Decreto semplificazioni approvato dal Governo il 12 dicembre 2018: nel testo c'è l'abolizione del Sistri e del LUL telematico, novità per le imprese creditrici nei confronti della PA.

Decreto semplificazioni: addio Sistri e LUL telematico, novità per le imprese

Decreto semplificazioni, il Governo ha approvato il testo in seconda lettura il 12 dicembre 2018. Le novità per le imprese non mancano, sebbene ridotte rispetto alla versione in bozza approvata insieme al Decreto Fiscale.

Sono l’abolizione del Sistri e del LUL telematico due delle novità per le imprese previste dal 2019, che si uniscono alla cosiddetta norma Bramini relativa ai ritardi dei pagamenti della PA. Le imprese potranno contare su un Fondo di Garanzia ad hoc che, come affermato dal Ministro del Lavoro e del MISE Luigi Di Maio, garantirà i pagamenti in modo da non far saltare i conti delle aziende creditrici nei confronti dello Stato.

Non c’è invece la riforma del Codice degli Appalti, che viene affidata con delega al Governo dal Premier Conte.

Per conoscere tutte le novità sarà necessario attendere la pubblicazione del testo del decreto semplificazioni in Gazzetta Ufficiale. Le novità si andranno ad incrociare con le misure previste dal Decreto Fiscale 119/2018 e dalla Legge di Bilancio 2019.

Decreto semplificazioni: addio Sistri e LUL telematico, novità per le imprese

È il comunicato stampa pubblicato a margine del Consiglio dei Ministri del 12 dicembre 2018 a riassumere le novità previste dal testo del decreto semplificazioni, contenente misure a sostegno di cittadini, imprese e pubblica amministrazione.

Sono l’abolizione del LUL telematico, che sarebbe dovuto entrare in vigore dal 1° gennaio 2019, insieme alla cancellazione definitiva del Sistri, in vigore dal 2010 ma prorogato annualmente, le due principali novità per le imprese. Per quanto riguarda il Sistri, il sistema di tracciamento dei rifiuti speciali smantellato dal DL semplificazioni ma che è già costato alle imprese ben 141 milioni di euro, sarà il Ministero dell’Ambiente a gestire il nuovo sistema che dovrà esser messo in piedi nei prossimo anni.

Obiettivo principale del decreto è quello di fronteggiare il sovraccarico di adempimenti amministrativi e tributari a carico di cittadini, imprese e pubblica amministrazione, assicurando in particolare sostegno alle piccole e medie imprese.

Tra le principali misure, il testo ufficiale del decreto semplificazioni prevede:

  • il rinvio fino al 30 giugno 2019 della scadenza per la restituzione del “prestito-ponte” ad Alitalia - Società Aerea Italiana S.p.a. in amministrazione straordinaria, per consentire l’utile prosecuzione della gestione commissariale in essere nelle more della cessione dei complessi aziendali;
  • l’introduzione di una norma che consentirà, attraverso la creazione di un fondo di garanzia con una dotazione iniziale di 50 milioni di euro, la tutela delle piccole e medie imprese creditrici nei confronti della pubblica amministrazione;
  • la modifica di alcuni profili dell’esecuzione forzata, a tutela degli esecutati che siano contestualmente creditori della pubblica amministrazione, con possibilità di evitare la perdita dei propri beni pignorati qualora i crediti verso la PA siano superiori ai debiti fatti valere nella procedura esecutiva.
  • la soppressione dell’attuale “Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti” (SISTRI). Dal 1° gennaio 2019 resta la tracciabilità dei rifiuti con il sistema cartaceo, in attesa della realizzazione di un nuovo sistema di tracciabilità coerente con l’assetto normativo vigente, anche di derivazione comunitaria;
  • in materia di diritto alla salute, disposizioni temporanee e urgenti per far fronte alla carenza contingente di medici;
  • l’immissione a ruolo dei nuovi dirigenti della scuola: per accelerare l’assunzione di dirigenti si prevede il superamento delle criticità connesse alla vigente normativa e al corso-concorso;
  • misure per assicurare la capillare diffusione del sistema di pagamento elettronico, anche attraverso il credito telefonico, in tutta la pubblica amministrazione;
  • l’abrogazione dell’entrata in vigore del libro unico del lavoro telematico, che risultava prevista per il prossimo 1° gennaio;
  • la previsione di misure urgenti dirette ad assicurare l’attuazione degli obiettivi di cui all’Agenda Digitale Italiana;
  • l’introduzione, in ragione dell’attuale situazione di sovraffollamento delle carceri, di disposizioni urgenti per consentire la celere attuazione del piano di edilizia penitenziaria;
  • lo stanziamento dei fondi necessari all’adeguamento del trattamento economico accessorio del personale dipendente della p.a.;
  • disposizioni in materia di contratti pubblici volte ad assicurare la piena coerenza delle norme interne in tema di partecipazione alle gare con il contesto europeo, garantendo la piena tutela delle stazioni appaltanti in caso di gravi illeciti professionali o carenze nell’esecuzione di precedenti contratti.

Si ricorda che come tutti i decreti, il testo dovrà essere convertito in legge entro il termine di 60 giorni superando lo scoglio delle due Aule del Parlamento.

Decreto semplificazioni, c’è la norma Bramini: agevolazioni per le imprese creditrici verso la PA

È la norma Bramini una delle novità contenute nel testo del Decreto Semplificazioni 2018. Il nome della disposizione viene dall’imprenditore Sergio Bramini, passato agli onori della cronaca a causa del fallimento della sua attività nonostante i 4 milioni di credito vantati nei confronti della Pubblica Amministrazione.

La norma pensata per fronteggiare i ritardi cronici nei pagamenti dello Stato verso le imprese, prevede l’istituzione di un Fondo di Garanzia con dotazione pari a 50 milioni di euro pensato per le imprese in difficoltà, ma creditrici verso lo Stato, nel pagamento delle rate di finanziamenti già contratti con banche e intermediari finanziari.

Inoltre la legge Bramini prevede il divieto di pignoramento della casa, qualora l’impresa risulti titolare di crediti nei confronti della PA di importo pari o superiore ai debiti vantati dai creditori.

La novità, che non sarà retroattiva, sarà attuata mediante una modifica al Codice di procedura civile in materia di esecuzione forzata. Si attende a tal proposito la pubblicazione del testo del decreto semplificazioni in Gazzetta per la sua piena entrata in vigore.

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