Decreto Crisi aziendali e tutela del lavoro, la bozza in attesa del testo ufficiale

Rosy D’Elia - Leggi e prassi

Decreto Crisi Aziendali e tutela del lavoro, dopo l'approvazione salvo intese in Consiglio dei Ministri il 6 agosto 2019, si attende il testo ufficiale. Nella bozza diverse novità per i lavoratori: dai rider all'indennità di disoccupazione per una platea più ampia di lavoratori, DIS-COLL, passando per le assunzioni ANPAL e INPS, fino ad arrivare agli interventi su alcune importanti crisi industriali.

Decreto Crisi aziendali e tutela del lavoro, la bozza in attesa del testo ufficiale

Decreto Crisi Aziendali e tutela del lavoro, il Consiglio dei Ministri del 6 agosto 2019, su proposta del Presidente Giuseppe Conte e del Ministro dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali Luigi Di Maio, ha approvato salvo intese il provvedimento che interviene su alcuni temi caldi per il mondo del lavoro. In attesa del testo ufficiale, la prima bozza permette già di tracciare cosa prevede.

Dalle attesissime disposizioni per regolare le attività lavorative dei rider all’ampliamento della platea di lavoratori che può beneficiare dell’indennità di disoccupazione DIS-COLL, passando per le assunzioni ANPAL e INPS, fino ad arrivare alle ricette da adottare per intervenire nelle aziende in crisi: sono 15 gli articoli che compongono il Decreto crisi aziendali e tutela del lavoro.

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Decreto crisi aziendali e tutela del lavoro - La bozza del testo
Scarica la bozza del testo del Decreto-legge Crisi aziendali e tutela del lavoro approvata dal Consiglio dei Ministri del 6 agosto 2019.

Decreto Crisi Aziendali e tutela del lavoro approvato, la bozza verso il testo ufficiale: cosa prevede

La notizia dell’approvazione del testo del Decreto Crisi aziendali è arrivata nel pomeriggio del 6 agosto, come si legge nel comunicato stampa diffuso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

“Il testo mira, in particolare, a garantire la tutela economica e normativa di alcune categorie di lavoratori particolarmente deboli, come rider, lavoratori con disabilità, lavoratori socialmente utili (LSU) e di pubblica utilità (LPU), precari. Contiene, inoltre, disposizioni per supportare la fase attuativa del reddito di cittadinanza, rimessa all’INPS, e per la disciplina delle assunzioni in Anpal servizi S.p.a.”

Il provvedimento interviene, poi, nelle aree di crisi industriale complessa di diverse regioni italiane sempre con lo scopo di sostenere i lavoratori coinvolti e di evitare un impatto sui livelli occupazionali. Dalla Whyrpool di Napoli all’Ilva di Taranto il testo del Decreto interviene per territorio.

In attesa del testo ufficiale, la bozza con i suoi 15 articoli permette già di tracciare un quadro di cosa prevede.

Il decreto si divide in due parti:

  • Tutela del lavoro, le disposizioni toccano diversi punti:
    • norme per regolamentare il lavoro dei rider;
    • emergenza occupazionale ANPAL;
    • misure urgenti per il personale INPS per la gestione del reddito di cittadinanza;
    • novità per i contratti di lavori socialmente utili e di pubblica utilità;
    • nuovi termini di validità per l’ISEE;
    • novità per il Fondo diritto al lavoro dei disabili, che potrà essere alimentato anche da versamenti volontari;
  • Crisi aziendali, con provvedimenti che riguardano vari territori:
    • interventi su aree di crisi industriale complessa Regioni Sardegna e Sicilia e Isernia;
    • esonero dal contributo addizionale aree di crisi industriale complessa;
    • potenziamento struttura crisi di impresa;
    • disposizioni in materia di ammortizzatori sociali in deroga;
    • fondo per ridurre i prezzi dell’energia per le imprese e per evitare crisi occupazionali nelle aree dove è prevista la chiusura delle centrali a carbone.

Decreto Crisi Aziendali e tutela del lavoro: cosa prevede il testo per i rider

Come si legge nello schema di decreto, ancora in versione di bozza, il primo articolo del Decreto Crisi aziendali e tutela del lavoro interviene per regolamentare il lavoro dei rider, i ciclofattorini che attraversano le città su due ruote per portare a termine le loro consegne.

Luigi Di Maio aveva promesso una norma entro marzo, dopo aver deluso le aspettative dei lavoratori in bicicletta già la scorsa estate. A distanza di un anno arriva il testo di legge per garantire tutele e diritti.

Il Ministro del Lavoro, con una nota pubblicata sul suo profilo Facebook, esprime grande soddisfazione per il risultato raggiunto:

“Con il decreto-legge per i rider per la prima volta a questi lavoratori viene riconosciuta una paga base oraria che scatta alla prima consegna effettuata. Poi il lavoratore sarà libero di accettare altre consegne, ma potrà incrementare il suo compenso solo entro i nuovi limiti che da oggi entreranno in vigore. Basta sfruttamenti.

Oltre questo abbiamo per la prima volta sancito che a questi lavoratori spettano, a prescindere dal tipo di contratto, la copertura assicurativa obbligatoria contro infortuni sul lavoro e malattie professionali e questo è un atto di giustizia verso questi lavoratori che fino ad oggi erano esclusi dalle coperture assicurative nonostante il rischio di incidente per chi si sposta su due ruote”.

Oltre all’assicurazione INAIL obbligatoria, la novità riguarda le retribuzioni. Nella bozza del decreto, all’articolo 1, si legge:

“I lavoratori di cui al comma 1 possono essere retribuiti in base alle consegne effettuate purché in misura non prevalente. I contratti collettivi possono definire schemi retributivi modulari e incentivanti, che tengano conto delle modalità di svolgimento della prestazione e dei diversi modelli organizzativi. La retribuzione base oraria è riconosciuta a condizione che, per ciascuna ora lavorativa, il lavoratore accetti almeno una chiamata”.

In più nasce un osservatorio sui rider per verificare, sulla base dei dati forniti da INPS, INAIL e ISTAT, che diritti e tutele siano rispettati.

Decreto Crisi Aziendali e tutela del lavoro: DIS-COLL e congedi con una sola mensilità di contribuzione

Secondo le disposizioni contenute nella bozza di decreto, non solo i rider beneficeranno di maggiori tutele: ma novità importanti sono previste anche per i collaboratori, e in generale i lavoratori iscritti alla gestione separata.

Sempre nell’articolo 1 del testo si legge:

“A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto, per i soggetti iscritti alla gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, l’indennità giornaliera di malattia, l’indennità di degenza ospedaliera, il congedo di maternità e il congedo parentale sono corrisposti, fermi restando i requisiti reddituali vigenti, a condizione che nei confronti dei lavoratori interessati risulti attribuita una mensilità della contribuzione dovuta alla predetta gestione separata nei dodici mesi precedenti la data di inizio dell’evento o dell’inizio del periodo indennizzabile.

2. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto, la misura vigente dell’indennità di degenza ospedaliera è aumentata del 100 per cento. Conseguentemente è aggiornata la misura dell’indennità giornaliera di malattia.”

In altre parole, per accedere ai benefici riconosciuti ai lavoratori sarà necessario aver maturato una sola mensilità di contribuzione nell’ultimo anno e non più tre, come previsto oggi.

E lo stesso accade anche per la DIS-COLL, indennità di disoccupazione, a cui hanno diritto i collaboratori coordinati e continuativi, anche a progetto, che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione: il numero di mesi di contribuzione che bisogna avere, nell’anno precedente la cessazione del rapporto di lavoro, per ottenerla scende da 3 a uno soltanto.

Decreto Crisi aziendali e tutela del lavoro: novità anche per le assunzioni ANPAL e INPS

Figli del reddito di cittadinanza, in qualche modo, sono gli articoli 4 e 5 del testo del Decreto, che sanciscono l’ufficialità di nuove assunzioni gestite dall’ANPAL e dall’INPS.

Nel primo caso si aggiungono nuove risorse economiche per l’assunzione a tempo indeterminato degli operatori dei Centri per l’Impiego, una novità di cui si è parlato spesso negli ultimi mesi: nel braccio di ferro tra Regioni e Governo, gli enti territoriali hanno ottenuto la possibilità di potenziare il personale dedicato alle politiche attive, riducendo il numero dei navigator da 6.000 a 3.000.

Quota 100 e reddito di cittadinanza sembrano aver aumentato il carico di lavoro gestito dall’INPS, per far fronte a un’operatività più intensa il Decreto Crisi aziendali, infine, prevede anche nuove assunzioni nell’organico dell’Istituto.

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