INPS: in crescita assunzioni e lavoro occasionale nei dati dell’Osservatorio

Rosy D’Elia - Lavoro

INPS: nel periodo gennaio-novembre 2018 le assunzioni sono aumentate del 5%, ma anche il lavoro occasionale. Lo stato di salute del mercato del lavoro nei dati dell'Ossevatorio sul precariato.

INPS: in crescita assunzioni e lavoro occasionale nei dati dell'Osservatorio

INPS: 6.890.171 sono le assunzioni nel settore privato nel periodo gennaio novembre 2018, con un aumento del 5% rispetto al 2017.

Ma nell’ultimo anno è cresciuto anche il numero di lavoratori senza certezze: a gennaio 2018 i lavoratori impegnati in contratti di collaborazione erano 15.349 mentre a novembre sono diventati 17.917, e le persone impegnate in rapporti di lavoro regolari dal Libretto famiglia sono passati da 3.817 a 8.334.

L’Osservatorio INPS sul precariato, pubblicato il 24 gennaio 2019, fotografa lo stato di salute del mercato del lavoro.

I dati con segno positivo prevalgono nettamente su quelli con segno negativo, ma i sintomi da considerare sono diversi: per i rapporti di lavoro regolati dai libretti famiglia, in crescita nel 2018, un’ora di lavoro vale 11 euro lordi.

INPS: crescono le assunzioni, ma arrivano brutte notizie per gli apprendisti

Nel report mensile gennaio-novembre 2018 dell’Osservatorio INPS sul precariato, emerge che il dato dei 6.890.171 assunzioni da gennaio a novembre 2018 racchiude buone notizie per tutte le tipologie di contratto: i contratti a tempo indeterminato salgono del 5,9%, i contratti a tempo determinato del 4,3%, i contratti stagionali del 6,3%, mentre quelli di somministrazione e quelli intermittenti rispettivamente del 2,4% e del 7,7%.

La percentuale di crescita più alta si registra per i rapporti di apprendistato: l’11%. Ma le notizie per i lavoratori più giovani non sono del tutto positive, se si pensa che la percentuale di quelli confermati, e quindi trasformati in rapporti di lavoro a tempo indeterminato, scende del 15% rispetto allo stesso periodo del 2017.

Boom, invece, per i contratti a tempo determinato che vengono trasformati in tempo indeterminato, cresciuti del 69,3%.

Alla crescita dei numeri sulle assunzioni corrisponde anche un aumento delle cessazioni: 6.265.052, in aumento dell’8,8% rispetto all’anno precedente. Tra le varie tipologie di contratti, diminuiscono del 3,5% solo quelle dei rapporti a tempo indeterminato.

Il saldo tra assunzioni e cessazioni di rapporti di lavoro si chiude in positivo con una differenza di 625.000 contratti, anche se risulta inferiore a quello del 2017, sempre positivo e pari a 807.000.

INPS, i dati del lavoro occasionale: cresce il lavoro a costi bassi

Anche per quanto riguarda il lavoro occasionale i numeri si chiudono in positivo: un dato in crescita che poggia, però, su retribuzioni basse e poche certezze per i lavoratori coinvolti.

I due pilastri su cui si basa il lavoro occasione sono due, come previsto dall’articolo 54 bis del decreto legge n. 50/2017:

  • il Libretto Famiglia, utilizzabile dai datori di lavoro persone fisiche, non nell’esercizio dell’attività professionale o d’impresa;
  • il Contratto di Prestazione Occasionale, utilizzabile da imprenditori, professionisti, lavoratori autonomi, e altre categorie di datori di lavoro.

Il Libretto Famiglia è composto da titoli di pagamento, il valore nominale è di 10 euro e possono essere utilizzati per compensare prestazioni di durata non superiore a un’ora.

Il Contratto di Prestazione Occasionale è il contratto mediante il quale si acquisiscono prestazioni di lavoro occasionali o saltuarie di piccola entità, secondo quanto previsto dalla legge.

La misura del compenso netto è fissata dalle parti purché sia:

  • minimo 9 euro per ogni ora;
  • minimo 36 euro per ogni giornata di lavoro.

Da luglio 2017 a novembre 2018 i lavoratori impegnati in un contratto di prestazione occasionale sono passati da 574 a 17.917, una crescita esponenziale che riguarda anche i libretti famiglia: da 221 nel luglio 2017 a 8.334 nel novembre del 2018.

Per avere un quadro completo sul panorama del lavoro occasionale è necessario aggiungere i dati che riguardano la remunerazione. L’importo medio mensile lordo va dai 240 euro per i lavoratori occasionali ai 275 euro dei lavoratori con il Libretto Famiglia.

Un’ora di lavoro vale mediamente dagli 11 ai 13,5 euro lordi, nelle soglie previste dalla legge, ma spesso sotto il valore reale.

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