Direttiva DAC 6, i chiarimenti delle Entrate sull’obbligo di comunicazione dei meccanismi transfrontalieri

Rosy D’Elia - Dichiarazioni e adempimenti

Direttiva DAC 6, si entra nel vivo dell'obbligo di comunicazione dei meccanismi transfrontalieri: dai soggetti obbligati, intermediari e contribuenti, alle date di scadenza, passando per gli elementi distintivi che fanno scattare la necessità di procedere con l'adempimento. Con la circolare numero 2 del 10 febbraio 2021, l'Agenzia delle Entrate fornisce un primo manuale di istruzioni.

Direttiva DAC 6, i chiarimenti delle Entrate sull'obbligo di comunicazione dei meccanismi transfrontalieri

Direttiva DAC 6, l’obbligo di comunicazione dei meccanismi transfrontalieri entra nel vivo con una prima scadenza del 28 febbraio entro la quale è possibile procedere anche in ritardo senza l’applicazione di sanzioni.

Con la circolare numero 2 del 10 febbraio 2021, l’Agenzia delle Entrate fornisce un primo manuale di istruzioni sul tema: dalla definizione dei soggetti obbligati, intermediari e contribuenti, alla tabella di marcia con le date in cui avviene lo scambio di informazioni da parte dell’Amministrazione finanziaria italiana, passando per gli elementi distintivi, i cosiddetti hallmarks, che fanno scattare l’obbligo.

La direttiva europea DAC 6, recepita in Italia dal decreto legislativo del 30 luglio 2020, n. 100 e dal successivo decreto del Ministro dell’economia e delle finanze del 17 novembre 2020, nasce dalle raccomandazioni OCSE sulla necessità di introdurre regimi di comunicazione obbligatoria da parte degli operatori e un relativo scambio tra le rispettive autorità fiscali di informazioni sui meccanismi di pianificazione fiscale aggressiva, per permettere alle Amministrazioni fiscali di avere informazioni tempestive, complete e pertinenti sui possibili rischi fiscali connessi alle strategie che i contribuenti mettono in atto.

Con questi primi chiarimenti che tengono conto dei contributi inviati durante la consultazione che si è conclusa il 15 gennaio 2021, l’Agenzia delle Entrate fa luce sui seguenti aspetti:

  • introduzione;
  • definizioni;
  • ambito soggettivo;
  • ambito oggettivo;
  • obblighi di comunicazione;
  • obblighi di conservazione della documentazione;
  • profili sanzionatori;
  • gli elementi distintivi “hallmarks”.

Direttiva DAC 6, si entra nel vivo dell’obbligo di comunicazione: i chiarimenti delle Entrate

Con la Direttiva DAC 6 viene introdotto, quindi, l’obbligo per gli Stati Membri
di scambiare in maniera automatica le informazioni sui meccanismi transfrontalieri soggetti a notifica da parte degli intermediari e dei contribuenti che li mettono in atto.

Quando si parla di meccanismo transfrontaliero, si parla di “uno schema, accordo o progetto, riguardante l’Italia e una o più giurisdizioni estere”, sottolinea l’Agenzia delle Entrate.

Lo scambio avviene mettendo a disposizione le informazioni in un registro centrale sicuro al quale hanno accesso tutti gli Stati membri e che è possibile integrare periodicamente solo dopo aver ricevuto le informazioni da contribuenti e intermediari.

In linea generale è necessario effettuare le comunicazioni entro 30 giorni dal giorno seguente a quello in cui il meccanismo è messo a disposizione o avviato oppure dal giorno successivo a quello in cui hanno fornito, direttamente o attraverso altre persone, assistenza o consulenza per attuarlo.

In questa prima fase, come si legge nella circolare numero 2 del 2021, “in considerazione della complessità della materia, che fra l’altro prevede un obbligo di ricognizione retrospettivo dei meccanismi transfrontalieri, non si applicano le suddette sanzioni per tutte le comunicazioni inviate entro il 28 febbraio 2021, anche qualora il termine ordinario scada antecedentemente a tale data”.

Il primo impegno internazionale è fissato al 30 aprile 2021 per l’Italia:

“Il primo scambio automatico, per effetto dell’opzione esercitata dall’Italia ai sensi della Direttiva 2020/876/UE del Consiglio, per affrontare l’urgente necessità di rinvio dei suddetti termini, a causa della pandemia di Covid-19, è effettuato entro il 30 aprile 2021 e riguarda le informazioni relative ai meccanismi transfrontalieri soggetti all’obbligo di notifica comunicati nel primo trimestre 2021, nonché quelli attuati tra il 1° luglio 2020 e il 31 dicembre 2020 e comunicati entro il 30 gennaio 2021 e quelli la cui prima fase è stata attuata tra la data di entrata in vigore e la data di applicazione della Direttiva, cioè i meccanismi transfrontalieri attuati a decorrere dal 25 giugno 2018”.

Direttiva DAC 6, si entra nel vivo dell’obbligo di comunicazione: i soggetti obbligati

La comunicazione obbligatoria, come sottolinea l’Agenzia delle Entrate, ha un duplice obiettivo:

  • trasparenza, che consente all’Amministrazione di acquisire tempestivamente informazioni su operazioni potenzialmente irregolari sotto il profilo fiscale;
  • deterrenza nei confronti dei soggetti che in qualità di, solo per fare qualche esempio, esperti in campo fiscale o legale o finanziario forniscono consulenza e a vario titolo progettano, mettono in atto o favoriscono operazioni potenzialmente irregolari.

Sotto il profilo soggettivo, come si evince dal decreto legislativo che recepisce la direttiva DAC 6, i partecipanti al meccanismo transfrontaliero sono l’intermediario o il contribuente e sono questi, infatti, soggetti all’obbligo di comunicazione.

Direttiva DAC 6, si entra nel vivo dell’obbligo di comunicazione: gli elementi distintivi

Oggetto, invece, sono in generale “i meccanismi transfrontalieri connotati da elementi di pericolosità fiscale o potenzialmente idonei ad aggirare il funzionamento dello scambio automatico di informazione sui conti finanziari ovvero a consentire l’utilizzo di strutture offshore opache”.

Al centro, quindi, gli schemi che potenzialmente determinano effetti che sotto il profilo fiscale sono disapprovati o entrano in contrasto con l’ordinamento.

Per individuare correttamente quali sono i meccanismi transfrontalieri soggetti all’obbligo bisogna tener conto del sistema di criteri che derivano dalla lettura combinata di diverse disposizioni del decreto legislativo e del decreto MEF e che ruotano attorno agli aspetti che seguono:

  • la transnazionalità del meccanismo;
  • la sussistenza di almeno uno degli elementi distintivi (hallmarks), classificati in cinque categorie identificate con lettere dalla A) alla E), previsti dall’Allegato 1 al decreto legislativo numero 100 del 2020: gli elementi distintivi;
  • la presenza di una riduzione (potenziale) dell’imposta dovuta in un Paese dell’Unione Europea o in uno Stato terzo con il quale è in vigore uno specifico accordo per lo scambio di informazioni sui meccanismi transfrontalieri soggetti all’obbligo di notifica, ovvero una riduzione di imposta;
  • la presenza di un vantaggio fiscale principale realizzato da uno o più contribuenti in Italia.

In particolare basta la presenza di uno solo degli elementi distintivi per far scattare l’obbligo di comunicazione.

Gli hallmarks possono essere di due tipologie:

  • generici, riguardano caratteristiche comuni agli accordi, schemi o progetti commercializzati da promotori, come ad esempio il requisito di riservatezza o il pagamento di una commissione.
  • specifici, che caratterizzano determinati casi ritenuti pericolosi per i potenziali effetti fiscali che possono derivare, come l’aggiramento degli obblighi relativi allo scambio automatico di informazioni sui conti finanziari oppure relativi alla identificazione della titolarità effettiva di asset e redditi.

Ed è proprio sulle diverse tipologie di hallmarks che la circolare numero 2 del 2021 dell’Agenzia delle Entrate si sofferma in particolar modo con un’analisi puntuale degli elementi che fanno scattare l’obbligo di comunicazione.

Tutti i dettagli nel testo integrale.

Agenzia delle Entrate - Circolare numero 2 del 10 febbraio 2021
Primi chiarimenti in tema di meccanismi transfrontalieri soggetti all’obbligo di comunicazione - decreto legislativo del 30
luglio 2020, n. 100 (recepimento Direttiva “DAC 6”).

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