Crisi d’impresa: la segnalazione d’allerta del Fisco

Carla Mele - Fisco

Il nuovo Codice della Crisi d'impresa prevede che l'Agenzia delle Entrate, l'Inps e l'Agente della riscossione siano chiamati ad avvisare il debitore che ha superato il livello critico di indebitamento. Ecco le novità e la nuova procedura di allerta.

Crisi d'impresa: la segnalazione d'allerta del Fisco

Il nuovo Codice della crisi di impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. n. 14/2019) istituisce le procedure di allerta finalizzate a rilevare tempestivamente lo stato di crisi dell’impresa.

Il sistema di allerta è stato pensato con la finalità di accelerare i tempi di emersione della crisi, nella prospettiva del risanamento e di un elevato soddisfacimento dei creditori.

Il comma 1 dell’articolo 15 del Codice prevede una particolare procedura di segnalazione da parte del Fisco: l’Agenzia delle Entrate, l’Agenzia per la riscossione e l’INPS, saranno chiamati ad avvisare tempestivamente il debitore con mezzi idonei della sua posizione debitoria critica.

Se il debitore non provvederà a sanare la sua posizione, gli enti avranno l’onere di inoltrare senza indugio una segnalazione all’OCRI, mediante strumenti telematici definiti da Unioncamere e InfoCamere

Le novità introdotte dal Decreto entreranno in vigore tra 18 mesi, quindi a partire dal 15 agosto 2020.

Crisi d’impresa: il Fisco può attivare la crisi d’allerta

La Riforma del Fallimento ha riformato in modo organico la disciplina delle procedure concorsuali in modo da consentire una diagnosi precoce dello stato di difficoltà delle imprese e salvaguardare la posizione dei creditori.

Il Agenzia delle Entrate, l’INPS e l’Agente della riscossione sono chiamate in causa nelle procedure di segnalazione di allerta: l’articolo 15 comma 1 D.Lgs. n. 14/2019, infatti, stabilisce che, pena di inefficacia del titolo di prelazione spettante sui crediti vantati per i primi due e inopponibilità del credito per spese ed oneri di riscossione per il terzo:

“essi debbano avvisare il debitore mediante PEC o mediante raccomandata con avviso di ricevimento, che la sua esposizione debitoria ha superato una determinata soglia critica”

Entro i 90 giorni successivi dalla ricezione dell’avviso il debitore potrà,

  • regolarizzare interamente il suo debito;
  • attivare una con una delle modalità previste dalla legge per il pagamento delle somme dovute (la dilazione di pagamento delle somme iscritte a ruolo, la definizione agevolata, compensazione di crediti esistenti);
  • presentare istanza di composizione assistita della crisi;
  • presentare domanda per accedere ad una procedura di regolazione della crisi;

Passato questo termine nell’inattività del debitore, le agenzie fiscali e l’ente di riscossione dovranno procedere senza indugio ad inoltrare una segnalazione all’OCRI (Organismo di composizione della crisi d’impresa).

Crisi d’impresa: soglie limite per la segnalazione

Il Decreto stabilisce differenti soglie di criticità a seconda dell’ente creditore.

Per l’Agenzia delle Entrate il debito tributario oggetto di controllo è esclusivamente l’Imposta sul valore Aggiunto da considerare sia nel periodo contestuale alla verifica che nel periodo di imposta precedente.

La segnalazione d’allerta scatta contestualmente alla comunicazione di irregolarità ai sensi dell’articolo 54 bis del Dpr 633/73, in presenza di un ammontare totale del Debito Iva scaduto e non versato, risultante dalla comunicazione dei dati della liquidazione periodica, pari almeno al 30% del volume d’affari dell’anno in corso.

Per i dati della Dichiarazione modello IVA relativa all’anno precedente invece, le soglie limite sono le seguenti:

Volume d’affariDebito Iva
fino 2.000.000 di euro ≥ 25.000 euro
fino a 10.000.000 di euro ≥ 50.000 euro
≥ 10.000.000 di euro ≥ 100.000 euro

Gli obblighi di segnalazione scattano dal controllo delle comunicazioni periodiche dell’IVA relative al primo trimestre dell’anno d’imposta successivo all’entrata in vigore del Decreto, cioè dopo 18 mesi la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Per l’Agenzia delle Entrate riscossione, invece, gli obblighi della comunicazione d’allerta scattano per i debiti definitivamente accertati e scaduti da più di 90 giorni quando superano:

  • la soglia di 500.000 di euro per le imprese individuali;
  • la soglia di 1.000.000 di euro per le imprese collettive.

L’obbligo di comunicazione scatta entro 60 giorni dalla data di superamento del limite.

Per l’Inps il debito diventa critico quando il debitore è in ritardo di oltre sei mesi nel versamento dei contributi previdenziali e l’ammontare dovuto supera la metà di quello relativo all’anno precedente e in ogni caso è superiore alla soglia limite di 50.000 euro.

La verifica scatta passati 60 giorni dal verificarsi del presupposto del ritardo di oltre sei mesi.

Il testo di legge infine, specifica il caso di esonero dalla comunicazione al debitore: le Agenzie fiscali e l’INPS saranno esonerate dagli obblighi di comunicazione all’OCRI, se il debitore fornisce prova documentale di essere titolare di crediti di imposta o altri crediti vantati verso pubbliche amministrazioni di ammontare complessivo non inferiore alla metà della soglia di rilevanza verso l’ente pubblico creditore.

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