Credito di imposta beni strumentali: agevolazione anche per macchinari in uso all’estero

Tommaso Gavi - Imposte

Credito di imposta beni strumentali, l'Agenzia delle Entrate apre all'accesso all'agevolazione anche per i macchinari in uso temporaneo all'estero. Lo spiega la risposta all'interpello numero 259 del 19 aprile 2021. Non è ammessa la delocalizzazione: mezzi e personale non devono essere destinati ad una struttura produttiva estera.

Credito di imposta beni strumentali: agevolazione anche per macchinari in uso all'estero

Credito di imposta beni strumentali, ok alla fruizione dell’agevolazione anche per i macchinari temporaneamente in uso all’estero.

Lo chiarisce la risposta all’interpello numero 259 del 19 aprile 2021 dell’Agenzia delle Entrate.

L’impiego temporaneo di mezzi e personale, se non sono destinati ad una struttura produttiva estera, è concesso anche al di fuori del territorio dello Stato.

Non si concretizza, infatti, una “delocalizzazione” che farebbe perdere il diritto al credito d’imposta previsto dalla Legge di bilancio 2020.

Credito di imposta beni strumentali: agevolazione anche per macchinari in uso all’estero

Si ha diritto al credito di imposta per investimenti Industria 4.0 per i macchinari utilizzati all’estero per svolgere servizi di manutenzione?

Il parere dell’Agenzia delle Entrate è affermativo, come riportato nella risposta all’interpello numero 259 del 19 aprile 2021.

Agenzia delle Entrate - Risposta all’interpello numero 259 del 19 aprile 2021
Articolo 1, comma 189 e ss., della legge 27 dicembre 2019, n. 160. Credito d’imposta per investimenti in beni strumentali nuovi: utilizzo temporaneo dei beni oggetto d’agevolazione all’estero.

Il chiarimento nasce, come di consueto, da un caso concreto: l’istante è una società che produce macchinari tecnologicamente avanzati per macchinari le attività di manutenzione delle tubazioni degli oleodotti.

Come spiegato dal soggetto, tali strumenti vengono utilizzati nella maggioranza dei casi fuori dal territorio nazionale, in quanto devono essere impiegati nel luogo in cui sono necessari gli interventi.

L’istante chiede chiarimenti sulla possibilità di applicare l’agevolazione per il credito di imposta per i beni strumentali.

L’Agenzia delle Entrate riepiloga il quadro normativo di riferimento e si esprime in linea con la soluzione proposta dall’istante che ritiene di aver diritto al credito di imposta.

Il credito di imposta per investimenti previsto dal Piano Nazionale Impresa 4.0 è stato modificato dalla Legge di Bilancio 2020, ovvero la legge 27 dicembre 2019, n. 160, che ne ha ridefinito la disciplina degli incentivi fiscali.

Viene dunque previsto il riconoscimento di un credito d’imposta per investimenti in beni strumentali nuovi, alle condizioni e nelle misure stabilite dal articolo 1, commi 188, 189 e 190, a favore delle imprese che effettuano investimenti in beni strumentali nuovi per strutture produttive situate nel territorio dello Stato.

Il periodo di applicazione dell’agevolazione è quello compreso tra il 1° gennaio 2020 e il 31 dicembre 2020 (c’è tempo fino al 30 giugno 2021 se l’ordine dei macchinari è stato effettuato entro la fine del 2020).

Il comma 193 dell’articolo 1 della Legge di Bilancio 2020 prevede, tra le altre cose, la riduzione del credito d’imposta se entro il 31 dicembre del secondo anno successivo all’investimento i beni vengono destinati a strutture produttive situate all’estero.

Tuttavia, il caso in esame non rientra in tale ipotesi ed a spiegarlo è proprio la stessa Amministrazione finanziaria.

Credito di imposta beni strumentali: l’uso temporaneo all’estero non equivale alla delocalizzazione

Il nocciolo della questione è il concetto di delocalizzazione.

Come precisato nella circolare numero n. 8/E del 10 aprile 2019, l’espressione “destinazione a strutture produttive situate all’estero” può essere considerata sinonimo, appunto, di delocalizzazione.

Come precisato nel documento di prassi, tuttavia:

“La ratio della disciplina e del relativo meccanismo di recupero dell’agevolazione, infatti, nell’ipotesi di violazione del vincolo di territorialità, è di ostacolare comportamenti volti alla fruizione in Italia di un’agevolazione fiscale, senza che il bene stesso abbia contribuito al processo di trasformazione tecnologica e digitale dell’impresa ubicata nel territorio nazionale, titolare del medesimo bene.”

La delocalizzazione, invece, non si verifica quando i macchinari appartengono gestionalmente alla struttura produttiva italiana della società.

L’istante potrà quindi beneficiare dell’agevolazione, a condizione che il luogo presso cui di volta in volta è realizzato l’intervento di manutenzione non abbia le caratteristiche tali da rappresentare di per sé una “struttura produttiva” ubicata all’estero.

Tale aspetto, tuttavia, non può essere verificato in sede di interpello.

In conclusione l’Agenzia delle Entrate sottolinea quanto segue:

“un impiego temporaneo di mezzi e personale (quindi non destinati ad una struttura produttiva estera), anche al di fuori del territorio dello Stato, non configura un’ipotesi di delocalizzazione ai sensi del citato comma 193, a condizione che detti beni agevolabili appartengano alla struttura produttiva italiana sotto il profilo organizzativo, economico e gestionale e che siano utilizzati nell’attività ordinariamente svolta dalla stessa.”

Nel rispetto delle condizioni spiegate nel documento di prassi, quindi, il soggetto potrà beneficiare del credito d’imposta previsto dall’articolo 1, comma 189, della legge 27 dicembre 2019, n. 160.

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