Il credito di imposta affitti anche per i canoni versati nel 2019? Il commento

Salvatore Cuomo - Imposte

Il credito di imposta affitti anche per i canoni versati nel 2019. A chiarirlo è l'Agenzia delle Entrate che, con la risposta all'interpello numero 440 del 5 ottobre 2020, va oltre il significato letterale della norma. Un commento sulla posizione dell'Amministrazione finanziaria.

Il credito di imposta affitti anche per i canoni versati nel 2019? Il commento

Il credito di imposta affitti anche per i canoni versati nel 2019?

A un interpello di un contribuente riguardante il diritto o meno al credito di imposta sulle locazioni di cui all’articolo 28 del Decreto numero 34 del 2020, meglio noto come Decreto Rilancio, l’Agenzia delle Entrate con la risposta numero 440, pubblicata il 5 ottobre 2020, riconosce l’accesso all’agevolazione anche nel caso di versamento effettuato nel 2019, ampliando così la portata della norma in esame.

E lo fa, secondo il parere di chi scrive, erroneamente. Di seguito la tesi.

Il credito di imposta affitti anche per i canoni versati nel 2019: lo stabilisce l’AdE

Il caso in esame ha riguardato un affitto di azienda stipulato nel 2019 con il relativo canone pagato anticipatamente per l’intero periodo alla stipula del contratto.

L’istante, pur rilevando che il dato letterale della norma indicata prevede il versamento nel 2020 dei relativi importi, si è rivolto all’Agenzia facendo leva su uno spiraglio aperto con la circolare 14/E del 6 giugno scorso.

Al paragrafo 5 si legge:

“Nelle ipotesi in cui il canone relativo i contratti qui in esame sia stato versato in via anticipata, sarà necessario individuare le rate relative ai mesi di fruizione del beneficio parametrandole alla durata complessiva del contratto”

L’Agenzia sul punto si è pronunciata sorprendentemente a favore della tesi del contribuente, “fermo restando il rispetto degli altri requisiti di legge”: in primis, il calo del fatturato del 50% nel mese di riferimento rispetto all’anno precedente.

Il credito di imposta affitti anche per i canoni versati nel 2019? Il commento

Ritengo incontrovertibile che il testo vigente preveda che il versamento debba essere stato effettuato “nel periodo di imposta 2020”.

Al comma 5 dell’articolo 28 del Decreto Rilancio si legge:

“Il credito d’imposta di cui ai commi 1, 2, 3, 3-bis e 4 è commisurato all’importo versato nel periodo d’imposta 2020 con riferimento a ciascuno dei mesi di marzo, aprile, maggio e giugno e per le strutture turistico ricettive con attività solo stagionale con riferimento a ciascuno dei mesi di aprile, maggio, giugno e luglio”.

A supporto della tesi anche la definizione di “versare” fornita dal vocabolario dell’Istituto della Enciclopedia Italiana:

“… 2. Nel linguaggio amministrativo e commerciale, consegnare o depositare una certa somma di denaro a chi è incaricato di riscuotere o di ricevere: v. una somma in banca sul proprio libretto di deposito; v. in segreteria l’importo delle tasse; ho già versato l’anticipo, la prima rata; v. al cassiere le somme riscosse…”

Secondo il parere di chi scrive il verbo “versare” identifica l’atto del pagamento del canone che la norma appunto circoscrive in un preciso periodo identificandolo inequivocabilmente “nel periodo di imposta 2020”.

È vero che con questa risposta della Agenzia delle Entrate viene corretta una stortura del Decreto Rilancio, che esclude dal beneficio i contribuenti che hanno effettuato i versamenti dei canoni in periodi di imposta diversi dal 2020, senza qui voler interessare anche gli “esercizi a cavallo”, ma è anche vero che non può essere una circolare, un interpello o un qualsiasi atto a modificare il dettato normativo. Questo deve principio deve valere in qualsiasi contesto, non solo tributario.

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