Covid, il costo del lockdown? 12,4 miliardi di euro. Per le nuove restrizioni arriva il Decreto Ristori

Rosy D’Elia - Lavoro

Covid, il costo della pandemia considerando i primi tre mesi di lockdown? Una perdita di reddito pari a 12,4 miliardi di euro, nonostante gli aiuti messi in campo. I dati MEF sul prezzo dell'emergenza sanitaria per i cittadini arrivano proprio in concomitanza con nuove restrizioni e un ulteriore pacchetto di misure di sostegno che prende vita nel Decreto Ristori approvato il 27 ottobre dal Consiglio dei Ministri. Ma il prezzo è destinato a salire.

Covid, il costo del lockdown? 12,4 miliardi di euro. Per le nuove restrizioni arriva il Decreto Ristori

Covid, il costo della pandemia considerando i primi tre mesi di lockdown? Una perdita di reddito pari a 12,4 miliardi di euro, nonostante gli aiuti messi in campo che hanno arginato il calo per un totale di 15,4 miliardi di euro. I più colpiti restano i lavoratori dipendenti, più efficaci gli aiuti per i lavoratori autonomi.

A scattare una fotografia degli effetti economici complessivi della crisi epidemiologica è il Ministero dell’Economia e delle Finanze nell’analisi “L’impatto del Covid-19 e degli interventi del Governo sulla situazione socio-economica delle famiglie italiane nei primi tre mesi della pandemia”.

I dati arrivano proprio in concomitanza con nuove restrizioni che avranno un costo altrettanto alto. anche in questo caso saranno messi in campo nuovi aiuti. Approvatp proprio oggi, 27 ottobre 2020, il Decreto Ristori.

Ma il prezzo dell’emergenza è destinato a salire su uno scenario già estremamente preoccupante, come si legge nello studio:

“Una famiglia italiana su dieci è ancora a rischio crisi di liquidità e i lavoratori dei settori sospesi a marzo e aprile, in particolare tra i dipendenti, registrano ancora perdite significative che generalmente si concentrano tra i soggetti che si trovavano in una situazione di particolare fragilità socioeconomica già prima della crisi”.

Covid 19, il costo del lockdown? 12,4 miliardi di euro. Per le nuove restrizioni arriva il Decreto Ristori

Il costo del primo lockdown dovuto al Covid 19 e l’impatto delle misure di sostegno è calcolato dalla Direzione Studi e Ricerche Economico Fiscali del Ministero dell’Economia e delle Finanze sui dati dell’indagine campionaria IT-SILC 2018 (redditi 2017) dell’Istat, integrata con i dati fiscali e i dati delle dichiarazioni IRAP (anno d’imposta 2017).

Le informazioni dell’Archivio dei Rapporti con gli operatori Finanziari sono state utilizzati, invece, per l’analisi della liquidità.

Quello che emerge è un quadro preoccupante. La pandemia con lo stop totale dei mesi di marzo, aprile e maggio ha un costo di 27,8 miliardi di euro in termini di reddito per singoli individui e famiglie.

Il pacchetto di aiuti messi in campo con il DL Cura Italia e Rilancio, dal credito di imposta per l’affitto di immobili a uso non abitativo ai bonus 600 e 1.000 euro passando per la cassa integrazione, ha arginato l’emorragia salvando 15,4 miliardi di euro.

Nello studio si legge:

“Tenuto conto delle integrazioni salariali previste dal DL “Cura Italia “e dal DL “Rilancio”, si registra a livello aggregato una perdita di reddito netta totale, per gli individui e le famiglie, di circa 12,4 miliardi di euro rispetto alla situazione precedente la pandemia”.

Resta un cifra pesante, soprattutto per per i lavoratori dipendenti e ancor di più per quelli che operano nei settori sospesi. Anche dopo aver ricevuto la cassa integrazione, tra marzo e maggio 2020, le perdite arrivano in media al 18% del reddito disponibile trimestrale per-Covid.

L’aspetto più preoccupante dei dati diffusi dal MEF è che il lockdown e in generale la pandemia ha colpito più duramente proprio dove c’erano già le debolezze più marcate:

“Nei settori colpiti il 17% dei lavoratori autonomi e il 15% dei lavoratori dipendenti era già a rischio povertà prima dell’inizio del lockdown, mentre i lavoratori dei settori rimasti attivi avevano un rischio di povertà di base significativamente più basso (rispettivamente 14% per gli autonomi e 12% per i dipendenti)”.

Le misure messe in campo con i Decreti Cura Italia e Rilancio per arginare gli effetti economici del lockdown hanno evitato il rischio di povertà per quasi 302mila nuove persone, anche se una famiglia su dieci resta sul filo del rasoio.

Ma le nuove restrizioni rappresentano, in questo senso, una nuova prova. Come dimostrano i dati dello studio MEF, il prezzo del Covid in termini di perdita di reddito per singoli individui e famiglie è destinato a salire, anche se il governo sta già studiando un ulteriore pacchetto di aiuti con il Decreto Ristori, approvato oggi 27 ottobre 2020 in Consiglio dei Ministri.

Covid, costo del lockdown pari a 12,4 miliardi di euro, nonostante gli aiuti. Un nuovo pacchetto nel Decreto Ristori

Secondo le prime ipotesi in circolazione, si continua sulla scia del DL Cura Italia e Rilancio, puntando su alcuni strumenti, già testati nei primi mesi della pandemia, con una platea di lavoratori interessati pari a 8,2 milioni:

  • i contributi a fondo perduto: circa il 25% dei lavoratori autonomi ne hanno beneficiato con un importo medio ricevuto pari a di 1.240 euro;
  • la cassa integrazione: il 31% dei lavoratori dipendente ha avuto accesso agli ammortizzatori sociali con un importo medio di 993 euro di CIG al mese, solo uno su quattro ha superato i 1.200 euro;
  • il bonus affitto per i canoni di locazione per immobili a uso non abitativo: allo stesso modo della misura precedente è stato utilizzato dal 31% dei lavoratori autonomi;
  • l’indennità Covid: il bonus 600 euro a marzo e aprile ha avuto una portata totale di 4,7 miliardi di euro e il bonus 1.000 euro professionisti di maggio pari a 349 milioni di euro.

Le misure, alcune già potenziate in prima battuta dal Decreto Agosto, di cui non tiene conto lo studio sui primi tre mesi della pandemia dovuto al Covid 19, entreranno a far parte del pacchetto di aiuti del Decreto Ristori, che deve fare da contrappeso alle disposizioni del DPCM del 24 ottobre che ha imposto un semi lockdown.

Rispetto alla prima esperienza, gli aiuti saranno più selettivi: mirati, cioè, a tutti coloro che direttamente sono interessati dal nuovo stop.

Ma, come dimostrano i dati emersi dalla prima esperienza, bonus, contributi, cassa integrazione servono a tamponare ma non a compensare le perdite.

Resta uno sbilanciamento marcato: il costo di restrizioni, sospensioni, chiusure è troppo alto per qualsiasi strumento di sostegno messo in campo.

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