Coronavirus, Conte firma il decreto del 4 marzo 2020: cosa prevede il dpcm

Tommaso Gavi - Leggi e prassi

Coronavirus, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte firma il decreto del 4 marzo 2020 che prevede ulteriori interventi per limitare il contagio virale. Tra le misure adottate, c'è la chiusura delle scuole agli studenti fino al 15 marzo, la sospensione di viaggi di istruzione e visite guidate, di attività sportive e manifestazioni, di eventi e spettacoli.

Coronavirus, Conte firma il decreto del 4 marzo 2020: cosa prevede il dpcm

Coronavirus, il 4 marzo 2020 il Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte firma un nuovo decreto e spiega le nuove misure di contenimento del contagio a tutti i cittadini.

Il dpcm prevede, tra le altre disposizioni, la chiusura delle scuole per gli studenti fino al 15 marzo. Sono inoltre sospese le visite guidate ed i viaggi di istruzione e si punta sull’insegnamento a distanza.

Nel decreto c’è la sospensione delle manifestazioni, degli eventi e degli spettacoli svolti in luoghi che non permettono di mantenere la distanza di sicurezza di almeno un metro.

Lo stop riguarda anche le competizioni sportive svolte sia in luoghi pubblici che privati: le competizioni sportive sono consentite solo a porte chiuse e comunque senza pubblico, purché siano predisposte misure di controllo preventivo da parte del personale medico.

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha spiegato i provvedimenti ai cittadini attraverso un video pubblicato su Facebook e rilanciato dai media. Conte sprona ad ulteriori sforzi personali per contenere al massimo l’emergenza coronavirus.

Coronavirus, Conte firma il decreto del 4 marzo 2020: cosa prevede il dpcm

In risposta al coronavirus, il Presidente Conte firma un altro decreto, quello del 4 marzo, che va ad integrare le misure precedenti: il dpcm del 1° marzo e il decreto legge numero 6 del 23 febbraio 2020.

Il testo del decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale prevede diversi provvedimenti di varia natura, con lo scopo di limitare al massimo la diffusione del fenomeno virale.

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Presidente del Consiglio dei Ministri - Decreto del 4 marzo 2020
Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale. (20A01475)

La prima misura, forse la più drastica è quella che riguarda le scuole: fino al 15 marzo 2020 vengono chiuse agli studenti.

Lo prevede la lettera d) dell’articolo 1 del dpcm:

“limitatamente al periodo intercorrente dal giorno successivo a quello di efficacia del presente decreto e fino al 15 marzo 2020, sono sospesi i servizi educativi per l’infanzia di cui all’articolo 2 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65, e le attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado”

Sospesi anche i viaggi di istruzione e le visite guidate. Dalla sospensione è ricompresa anche l’attività accademica delle Università.

Misure restrittive sono prese anche in relazione a congressi, riunioni, meeting, eventi sociali, congressi e convegni.

I provvedimenti presi a livello nazionale erano già stati anticipati dal rinvio di diverse iniziative che richiedono la presenza in persona, tra le quali quelle della formazione dell’Ordine dei Commercialisti e dell’Istituto Nazionale Tributaristi.

La sospensione riguarda anche le attività sportive. Nel testo si legge, infatti, all’articolo 1:

“sono sospesi altresì gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato; resta comunque consentito, nei comuni diversi da quelli di cui all’allegato 1 al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1° marzo 2020, e successive modificazioni, lo svolgimento dei predetti eventi e competizioni, nonché delle sedute di allenamento degli atleti agonisti, all’interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse, ovvero all’aperto senza la presenza di pubblico; in tutti tali casi, le associazioni e le società sportive, a mezzo del proprio personale medico, sono tenute ad effettuare i controlli idonei a contenere il rischio di diffusione del virus COVID-19 tra gli atleti, i tecnici, i dirigenti e tutti gli accompagnatori che vi partecipano.”

Consentite dunque soltanto le competizioni agonistiche a porte chiuse e dopo preventivi ed adeguati controlli medici da parte delle associazioni e delle società sportive.

Per limitare al massimo i contatti nei luoghi di lavoro viene promossa la modalità di lavoro agile che può essere applicata da parte dei datori di lavoro per la durata dello stato di emergenza anche in assenza di accordi individuali.

Tra le altre misure viene anche richiesta la massima diffusione delle informazioni da parte di sindaci ed associazioni di categoria per favorire la prevenzione igienico sanitaria.

Arrivano anche indicazioni per le amministrazioni pubbliche alle quali si chiede di fornire disinfettanti per l’igiene delle mani.

Il dpcm spiega inoltre come deve comportarsi gli operatori di sanità pubblica, fermi restando gli obblighi di comunicazione da parte di chiunque abbia soggiornato in zone a rischio di contagio nei 14 giorni precedenti alla firma del decreto.

Coronavirus, il decreto del 4 marzo: le altre misure e il messaggio di Conte

Per limitare al massimo le conseguenze del coronavirus, il dpcm del 4 marzo 2020 prevede diverse misure.

Molti degli interventi di supporto economico per cittadini ed imprese sono rinviati al prossimo decreto che, probabilmente, sarà emanato la prossima settimana.

Il Governo ha già preso misure per sospendere gli adempimenti fiscali nella zona rossa e prorogare alcune delle scadenze anche per tutto il territorio nazionale.

Tra gli altri interventi in arrivo a sostegni dei cittadini c’è anche l’indennità mensile di 500 euro per i lavoratori in stand-by a causa del virus.

Molti altri aiuti per lavoratori ed imprese richiedono di avere un quadro realistico delle conseguenze dell’emergenza, ancora difficili da quantificare.

Nel decreto viene anche dettagliato il modo di procedere per le assenze dal lavoro:

“in caso di necessità di certificazione ai fini INPS per l’assenza dal lavoro, si procede a rilasciare una dichiarazione indirizzata all’INPS, al datore di lavoro e al medico di medicina generale o al pediatra di libera scelta in cui si dichiara che per motivi di sanità pubblica è stato posto in quarantena, specificandone la data di inizio e fine.”

In serata del 4 marzo, oltre alla firma del decreto, è arrivato anche il video del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte che spiega ai cittadini la necessità di adottare misure drastiche:

“non è la prima volta che il nostro Paese si trova ad affrontare emergenze nazionali ma siamo un Paese forte, un Paese che non si arrende, è nel nostro DNA.”

La sfida del coronavirus, continua Conte, non ha colore politico e deve chiamare a raccolta l’intera nazione. È una sfida, sottolinea il Presidente del Consiglio: “che va vinta con l’impegno di tutti”.

Giuseppe Conte spiega inoltre le motivazioni per la diffusione del messaggio:

“Siamo sulla stessa barca, chi ha il timone ha il dovere di mantenere la rotta di indicarla all’equipaggio. Oggi torno a parlarvi per informarvi che sono in arrivo nuove misure, dobbiamo fare uno sforzo in più, dobbiamo farlo insieme.”

La richiesta di assistenza continuata in terapia intensiva necessita di strutture adeguate del sistema sanitario nazionale. Risulta dunque di primaria importanza contenere il contagio.

Per raggiungere l’obiettivo il Presidente del Consiglio ha invitato ad assumere un comportamento responsabile.

Conte conclude poi il messaggio con un segnale di fiducia:

“Quando questa emergenza sarà terminata volgeremo lo sguardo indietro e sono convinto che saremo orgogliosi di come un intero Paese ha affrontato con coraggio e con determinazione questa emergenza, deciso a rialzare la testa.”

Coronavirus, il decreto del 4 marzo: gli interventi di prevenzione dell’allegato al dpcm

Nell’allegato del decreto del 4 marzo 2020 sono contenute le misure igienico sanitarie da adottare per limitare al massimo il contagio da coronavirus.

Per contrastare la diffusione del fenomeno virale è necessario il rispetto delle seguenti norme da parte di tutti i cittadini:

  • lavarsi spesso le mani. Si raccomanda di mettere a disposizione in tutti i locali pubblici, palestre, supermercati, farmacie e altri luoghi di aggregazione, soluzioni idroalcoliche per il lavaggio delle mani;
  • evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute;
  • evitare abbracci e strette di mano;
  • mantenimento, nei contatti sociali, di una distanza interpersonale di almeno un metro;
  • igiene respiratoria (starnutire e/o tossire in un fazzoletto evitando il contatto delle mani con le secrezioni respiratorie);
  • evitare l’uso promiscuo di bottiglie e bicchieri, in particolare durante l’attività sportiva;
  • non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani;
  • coprirsi bocca e naso se si starnutisce o tossisce;
  • non prendere farmaci antivirali e antibiotici, a meno che siano prescritti dal medico;
  • pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol;
  • usare la mascherina solo se si sospetta di essere malati o se si presta assistenza a persone malate.

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