Conversione decreto Sostegni: le proposte dei tributaristi

Tommaso Gavi - Fisco

Nel comunicato del 7 aprile 2021 i tributaristi rendono note le loro proposte di modifica alla legge di conversione del decreto Sostegni. Nella memoria depositata alle commissioni Bilancio e Finanze del Senato: suggerimenti su contributi a fondo perduto, rottamazione delle cartelle e misure per professionisti e studi professionali in quarantena.

Conversione decreto Sostegni: le proposte dei tributaristi

I tributaristi avanzano proposte di modifica alla legge di conversione del decreto Sostegni.

A rendere note le indicazioni dell’INT depositate presso le commissioni riunite Bilancio e Finanze del Senato è il comunicato stampa del 7 aprile 2021.

Una proposta riguarda i criteri di erogazione dei contributi a fondo perduto: sebbene venga accolto con favore il superamento dei codici ATECO, l’istituto chiede una modalità più equa per il calcolo.

Un altro filone di proposte riguarda la rottamazione delle cartelle fiscali e la riforma dell’attività di riscossione.

Conversione decreto Sostegni: le proposte dei tributaristi

A rendere note le proposte di modifiche e integrazioni dell’Istituto Nazionale Tributaristi alla legge di conversione del decreto Sostegni, che dovrà attraversare l’iter parlamentare, è il comunicato stampa del 7 aprile 2021.

Nel comunicato si rende noto che:

“L’Istituto Nazionale Tributaristi (INT), su richiesta del Sen. Luciano D’Alfonso, nell’occasione quale Presidente delle Commissioni riunite Bilancio e Finanze, ha depositato presso le predette Commissioni, in occasione della discussione parlamentare per la conversione in legge, alcune indicazioni al Decreto Sostegni.”

Vengono poi spiegate le indicazioni fornite nella memoria firmata dal presidente nazionale dell’INT Riccardo Alemanno e del Consigliere Giuseppe Zambon.

Il primo spunto riguarda i criteri per il calcolo e per l’erogazione dei contributi a fondo perduto, previsti dall’articolo 1 del DL numero 41 del 22 marzo 2021.

Sul supporto economico alle imprese ed ai professionisti, l’INT mostra apprezzamento per l’abbandono dell’utilizzo dei codici ATECO per individuare le attività ma indica un diverso metodo per l’individuazione delle attività beneficiarie.

Nell’apertura della nota dei tributaristi viene sottolineato quanto segue:

“Pur accogliendo favorevolmente l’abbandono dei codici ATECO per la determinazione di chi possa ricevere il contributo, si ribadisce che è necessaria una modalità più equa, per il calcolo dei contributi a fondo perduto per imprese e professionisti, che non deve essere basata su rigide indicazioni di percentuali di perdita, ma sull’applicazione di una percentuale sulle perdite effettivamente subite tra il 2019 ed il 2020, liberandosi e liberandoci dalla ‘sindrome’ della percentuale minima di riduzione dei fatturati che, questa volta, è stata individuata nel 30%. Utilizzare, quindi, la perdita effettiva di fatturato come base imponibile al fine di attribuire contributi maggiori a chi ha avuto perdite maggiori, senza però dimenticare nessuno ed evitando le discriminanti esclusioni di chi si trovasse al di sotto, a volte anche di un nonnulla, della rigida indicazione del 30 per cento.”

Conversione decreto Sostegni: fondo perduto, rottamazione cartelle e attività di riscossione

I temi delle osservazioni dell’INT al decreto Sostegni sono diversi.

Sui contributi a fondo perduto l’Istituto sottolinea ancora che si sarebbero dovute escludere le attività con sede nei territori colpiti da calamità naturali e quelli del centro Italia colpiti dagli eventi sismici dai vincoli di reddito.

L’INT ha inoltre sollecitato all’emanazione di un decreto del Ministro del Lavoro per la sospensione dei contributi di imprenditori e professionisti, anche subordinato ai vincoli della Commissione europea sugli aiuti di Stato

Ulteriori indicazioni sono state fornite anche sul tema delle cartelle delle somme iscritte a ruolo, in relazione alle previsioni dell’articolo 4 del decreto Sostegni.

A riguardo nella memoria viene sottolineato che:

“In questo frangente si sarebbe preferita la sola eliminazione delle somme iscritte a ruolo in capo a soggetti falliti, deceduti, nulla tenenti o dimostranti una effettiva carenza di liquidità, ecc. per affrontare un intervento più strutturale sulle cartelle ed eventuale definizione agevolata (condono), procedendo parallelamente alla riforma della riscossione (che possa prevedere anche un sistema premiante per i contribuenti che ricevano per la prima volta la notifica di un’iscrizione a ruolo) e del sistema sanzionatorio oltre alla riduzione della pressione fiscale, in modo che ad un condono possano corrispondere anche provvedimenti a favore di tutti i contribuenti, soprattutto quelli che hanno sempre corrisposto correttamente imposte e contributi.”

Un altro tema trattato è quello della definizione agevolata degli avvisi di irregolarità: in questo caso l’INT ha sottolineato il limite, giudicato discriminatorio, del 30% di perdita per l’accesso.

L’istituto si è anche espresso sulla necessità di emettere sempre la comunicazione di irregolarità, anche se in alcuni casi delle sentenze di Cassazione non lo hanno ritenuto obbligatorio.

La parte conclusiva della nota ha infine presentato una proposta di emendamento relativo al rischio quarantena o ospedalizzazione del professionista a causa di contagio da Covid-19.

L’emendamento, come a più riprese sostenuto dall’INT, mira a ricomprende tutto il settore professionale: sia gli iscritti alla casse previdenziali private sia gli iscritti alla gestione separata dell’INPS.

Il presidente Alemanno si è espresso con queste parole:

“Ringrazio i Presidenti delle Commissioni Finanze e Bilancio del Senato Luciano D’Alfonso e Daniele Pesco nonché i Senatori Commissari dell’attenzione posta nei confronti delle indicazioni dell’INT, ma devo rimarcare con forza che occorre un nuovo decreto che preveda contributi sulle perdite effettive senza il discriminante limite minimo, svincolandosi da eventuali limiti imposti dagli aiuti di stato previsti dalla UE, poiché in particolari situazioni di emergenza si deve poter derogare anche ai vincoli europei, sicuramente necessari nella gestione ordinaria dei contributi ma discriminatori in questo frangente di profonda crisi economica e sanitaria. Inoltre sono lieto che la nostra proposta di emendamento sulla quarantena degli studi professionali, tutti nessuno escluso, abbia incontrato la condivisione di più Senatori. Sarebbe un bel segnale se ad oltre un anno dalla pandemia finalmente si evitasse ai professionisti almeno l’ansia delle scadenze quando essi siano posti in quarantena o altre misure restrittive a causa del coronavirus.”

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