Controlli fiscali, Agenzia delle Entrate: 8,5 milioni di atti in arrivo entro fine 2020

Agenzia delle Entrate: i controlli fiscali riprenderanno regolarmente dal prossimo 1° giugno 2020. Si partirà subito con l'invio di atti, avvisi e comunicazioni di irregolarità: entro fine anno saranno trasmessi 8,5 milioni di atti. Ecco il video con l'intervento di Ruffini alla Camera e la successiva replica delle associazioni di categoria dei commercialisti.

Controlli fiscali, Agenzia delle Entrate: 8,5 milioni di atti in arrivo entro fine 2020

L’audizione di oggi pomeriggio alla Camera di Ernesto Maria Ruffini ha creato non poche discussioni ed era abbastanza inevitabile che fosse così.

Il direttore dell’Agenzia delle Entrate ha annunciato che dal prossimo 1° giugno 2020 ripartiranno tutti gli ordinari controlli fiscali 2020 ed arriveranno 8,5 milioni di atti e comunicazioni da parte dell’amministrazione finanziaria.

Un intervento che parte con un riepilogo delle novità del Decreto Cura Italia e del Decreto Liquidità, e che si conclude con un chiarimento dal tono “minaccioso”.

L’Agenzia delle Entrate non aveva bisogno dei due anni in più per le attività di accertamento previsti dal Decreto Cura Italia. L’estensione biennale dei termini era una norma pro-contribuente, per dilazionare nel tempo i controlli fiscali e le comunicazioni di irregolarità.

Alla luce della cancellazione della proroga biennale dei termini di accertamento per effetto del maxi-emendamento al Decreto Cura Italia, l’Agenzia delle Entrate procederà quindi a notificare 8 milioni e mezzo di atti ai contribuenti entro la fine del 2020.

In serata è arrivata anche la presa di posizione dei sindacati di categoria dei commercialisti ANC e ADC, secondo i quali è necessario “un pronto intervento del legislatore finalizzato a rimodulare i termini di tutte le attività di liquidazione, accertamento, controllo e riscossione delle imposte”.

Controlli fiscali, Agenzia delle Entrate: 8,5 milioni di atti in arrivo entro fine 2020

Il 31 maggio 2020 è la data in cui arriverà al termine il periodo di sospensione di atti, adempimenti e versamenti fiscali e l’Agenzia delle Entrate inizia a programmare l’attività da svolgere a partire dal 1° giugno 2020.

L’attività del Fisco ripartirà dai 3,7 milioni di atti e comunicazioni sospese per effetto del Decreto Cura Italia e proseguirà a ritmo serrato fino alla fine dell’anno. Entro il 31 dicembre 2020 saranno inviati ben 8,5 milioni di atti.

Numeri che il Direttore dell’Agenzia delle Entrate, nel corso dell’audizione di oggi 22 aprile 2020, evidenzia più volte, collegando i nuovi controlli fiscali ormai alle porte alla criticata proroga biennale dei termini di accertamento prevista dal testo iniziale del Decreto Cura Italia.

Una proroga da leggere non tanto come un vantaggio nelle mani del Fisco per il prolungamento dei termini per i controlli fiscali, quanto come una misura finalizzata ad evitare il concentramento di atti e comunicazioni in soli 6 mesi.

La proroga dei termini di accertamento è stata eliminata dal maxi-emendamento approvato in Senato nel corso della conversione in legge del Decreto n. 18/2020. Nessun problema per l’Agenzia delle Entrate: entro la fine del 2020 saranno effettuati tutti i controlli fiscali preventivati.

Controlli fiscali, Ruffini: l’Agenzia delle Entrate non ha bisogno di due anni in più

Le dichiarazioni del Direttore Ruffini sono chiare e fanno presagire un “ritorno alla normalità” tutt’altro che piacevole per imprese e professionisti.

L’Agenzia delle Entrate riuscirà a completare il piano di controllo preventivato entro la fine dell’anno, senza alcun tipo di problema.

Quello che evidenzia Ernesto Maria Ruffini è che l’Agenzia delle Entrate non subirà danni dall’eliminazione della proroga biennale dei termini di accertamenti.

I contribuenti però rischiano di restare soffocati dalla valanga di 8,5 milioni di atti in arrivo entro la fine del 2020. Ciò salvo che non intervenga un nuovo intervento del legislatore, peraltro richiamato dallo stesso Ruffini per evitare eventuali criticità nella legittima attività di controllo svolta dall’amministrazione finanziaria.

Controlli fiscali 2020: si riparte dal prossimo 1° giugno. L’allarme dei commercialisti

L’audizione del direttore dell’Agenzia delle Entrate alla Camera di oggi ha prodotto la reazione delle associazioni sindacali dei commercialisti ANC ed ADC, le quali hanno diramato un comunicato ufficiale nella serata di oggi.

Apprezziamo molto - evidenziano i Presidenti ADC Maria Pia Nucera e ANC Marco Cuchel - le criticità che sono state espresse dal Direttore dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Ruffini e facciamo nostra l’opportunità dallo stesso sostenuta che le diverse attività dell’Agenzia medesima ovvero liquidazione, accertamento, controllo e riscossione delle imposte siano tutte rimodulate nella loro tempistica, sulla base dei provvedimenti adottati dal Governo per dare sostegno alle famiglie e alle imprese nel fronteggiare le conseguenze economiche di questa emergenza.

Al Legislatore chiediamo, concludono i Presidenti Nucera e Cuchel, di agire con tempestività e fare in modo che lo scenario che si determinerà dal prossimo 1° giugno sia assolutamente scongiurato

L’obiettivo dei commercialisti è ovviamente quello di sensibilizzare il legislatore ad un rapido intervento che:

  • rafforzi le misure di contenimento del rischio economico già in parte previste dal Decreto Cura Italia;
  • e dall’altro lato consenta all’amministrazione finanziaria di espletare le legittime attività di controllo, ma rimodulandole in modo da evitare che queste diventino invasive e pericolose per le imprese, già in gravissima difficoltà a causa dell’emergenza sanitaria.

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