Contributo a fondo perduto nelle operazioni straordinarie

Cristina Cherubini - Dichiarazioni e adempimenti

L'art. 25 del decreto legge 34/2020 ha previsto una delle misure di sostegno alle imprese più desiderata dagli agenti economici, grazie al potenziale legato alla quantificazione della sua entità e alla natura di contributo, non soggetto a tassazione e non oggetto di restituzione in quanto a “fondo perduto”.

Contributo a fondo perduto nelle operazioni straordinarie

Uno dei requisiti più dibattuti tra quelli da rispettare per l’ottenimento del contributo è quello di aver iniziato l’attività prima del 30 aprile 2020, posto dal legislatore con l’intento di escludere coloro che hanno aperto la partita iva quando la piena e più intensa fase emergenziale si era leggermente sopita.

Il requisito di cui sopra svolge quindi una funzione, se così si vuol definire di vigilanza, andando a creare una soglia di sbarramento, impedendone l’accesso a coloro che non hanno realmente sofferto della crisi pandemica nei loro affari ma che vogliono solamente beneficiare della misura agevolativa.

Tale condizione ha portato con sé molti interrogativi, legati anche alla determinazione dell’ammontare del contributo e alla possibilità di definizione dello stesso seguendo o meno il concetto di continuazione dell’attività precedentemente svolta o di sua riorganizzazione.

La soglia minima del contributo: la determinazione di novità e l’inizio di attività

Il comma 6 dell’art. 25 del decreto legge 34/2020 specifica che

l’ammontare del contributo a fondo perduto e’ riconosciuto,comunque, ai soggetti esercenti attività d’impresa e di lavoro autonomo e di reddito agrario, titolari di partita IVA, beneficiari del contributo ai sensi dei commi 3 e 4, per un importo non inferiore a mille euro per le persone fisiche e a duemila euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche

Tale disposizione si applica a coloro che:

  • a fronte del calcolo previsto dalla normativa, il risultato è inferiore alla soglia minima;
  • coloro che hanno iniziato l’attività dopo maggio 2019 ma non oltre il 30 aprile 2020.

La determinazione temporale riferita all’inizio dell’attività è quindi di fondamentale importanza.

Su questo aspetto dobbiamo ragionare anche in termini più ampi, tentando di capire cosa succede in caso di operazioni straordinarie e di riorganizzazione aziendale e come il legislatore configura tali eventi aziendali al fine di poter determinare il calcolo esatto e l’eventuale spettanza del contributo previsto dall’art. 25 del d.l 34/2020.

Le operazioni straordinarie: quando e come spetta il contributo

Le operazioni che comportano una riorganizzazione aziendale meritano un’analisi più approfondita in relazione alla tipologia di calcolo applicabile al fine di poter determinare l’ammontare spettante come contributo e l’effettivo diritto a percepirlo.

La circolare 15/E del 13 giugno dell’Agenzia delle Entrate riporta la seguente dicitura

in relazione ai soggetti «aventi causa» di un’operazione di riorganizzazione aziendale perfezionata nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 ed il 30 aprile 2020, si ritiene che occorre considerare gli effetti di tale evento, sia in relazione alle modalità di determinazione della soglia massima ricavi o compensi sia per quanto concerne il calcolo della riduzione del fatturato.

Gli effetti che dette operazioni hanno sulla determinazione dei predetti requisiti è dovuto sia alla loro natura di operazioni che determinano aggregazione e/o disaggregazione di complessi aziendali, sia alla natura successoria delle stesse”.

È pacifico comprendere che il periodo preso in considerazione spazia dal 1 gennaio 2019 al 30 aprile 2020 in quanto le attività che in qualsiasi modo si sono costituite oltre al 30 aprile non hanno diritto alla percezione del contributo, ed è comunque in questo senso necessario fare un’ulteriore suddivisione temporale, così schematizzabile:

  • attività nate dal 1 gennaio 2019 al 30 aprile 2019;
  • attività nate dal 1 maggio 2019 al 30 aprile 2020.

La specifica di cui sopra è necessaria al fine di determinare il metodo di calcolo utilizzabile per determinare l’importo ottenibile a contributo, in quanto nel primo caso sarà necessario analizzare la riduzione del fatturato ed applicare le aliquote previste dall’art. 25 del d.l 34/2020, mentre nel secondo caso verrà corrisposto l’importo minimo che è di 1000 euro per le persone fisiche e di 2000 € per gli altri soggetti.
In ogni caso al verificarsi dei requisiti sarà sempre corrisposto almeno l’importo minimo di cui sopra.

La riorganizzazione aziendale può, a seconda del tipo di operazione che la determina, dare ad una nuova attività, o al proseguimento di una già in essere, è necessario quindi scendere nel dettaglio ed eviscerare bene l’argomento.

Nel caso della fusione e della scissione si verifica il subentro in regime di continuità – da parte della società incorporante (o risultante) e delle società beneficiarie (nonché della stessa scissa in ipotesi di scissione parziale) nelle vicende e nelle posizioni fiscali specificatesi in capo alle società incorporate (o fuse) o scisse

Questo è ciò che scrive l’Agenzia delle Entrate nella circolare 15/E, sottolineando la natura giuridica che assumono alcune operazioni aziendali, continuando poi con un esempio pratico che vale la pena riportare:

Si pensi, ad esempio, al caso di perfezionamento di un’operazione di fusione per incorporazione realizzata a marzo 2020, il calcolo della riduzione del fatturato va eseguito confrontando il fatturato aprile 2020 della società incorporante, con la somma dei fatturati delle singole società (incorporante e incorporate) relativi al mese di aprile 2019.

Va da sé, che anche ai fini della determinazione della soglia massima dei ricavi occorre far riferimento ai dati aggregati dei soggetti partecipanti (incorporante e incorporata).

La finalità della precisazione fatta dall’Agenzia delle Entrate risiede nella necessaria computazione dei dati contabili della società precedentemente esistente prima del verificarsi dell’operazione straordinaria oggetto di analisi.

La trasformazione omogenea segue invece un principio diverso sotto questo aspetto in quanto con essa si crea ex novo una veste societaria differente rispetto a quella originale.

La circolare 15/E riporta infatti che

con riferimento ai casi di trasformazione omogenea progressiva o regressiva, si rammenta che l’articolo 170, comma 2, del TUIR prevede che il periodo compreso tra l’inizio del periodo d’imposta e la data in cui ha effetto la trasformazione costituisce autonomo periodo d’imposta. Ciò posto, per le operazioni di trasformazione perfezionate nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 ed il 30 aprile 2020, il soggetto che può fruire del beneficio è quello risultante dall’operazione di trasformazione. Pertanto, sarà quest’ultimo a dover presentare l’istanza di accesso al beneficio

In conclusione si può quindi affermare che i soggetti che si sono costituiti nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 ed il 30 aprile 2020, a seguito di un’operazione di conferimento d’azienda o di cessioni di azienda, non posso considerarsi sul piano sostanziale un’attività neocostituita, il contributo dovrà quindi essere calcolato secondo le modalità previste dall’art. 25 del d.l 34/2020 tenendo presente il calo del fatturato necessario per il suo riconoscimento.

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