Contributi a fondo perduto DL Sostegni bis, calcolo e sanzioni: il commento dei tributaristi

Tommaso Gavi - Fisco

Contributi a fondo perduto DL Sostegni bis, l'INT esprime perplessità su alcune misure, che devono essere confermate nel testo che sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Tra le principali criticità evidenziate nel comunicato del 21 maggio 2021: le modalità di calcolo, l'anticipazione della scadenza della dichiarazione dei redditi e le sanzioni.

Contributi a fondo perduto DL Sostegni bis, calcolo e sanzioni: il commento dei tributaristi

Contributi a fondo perduto DL Sostegni bis, l’Istituto nazionale tributaristi commenta le misure delle bozze del testo precedente all’approvazione.

Le norme, secondo quanto espresso nel comunicato stampa del 21 maggio 2021, appaiono troppo farraginose e soggette a vincoli temporali stringenti.

A non convincere sono anche l’anticipazione della scadenza della dichiarazione dei redditi al 10 settembre 2021 e le sanzioni previste nel caso di errori nel calcolo del contributo spettante.

Contributi a fondo perduto DL Sostegni bis, calcolo e sanzioni: il commento dei tributaristi

Sui contributi a fondo perduto previsti dal decreto Sostegni bis intervengono anche i tributaristi.

A commentare le misure della versione precedente all’approvazione del provvedimento da 40 miliardi di euro dell’esecutivo Draghi è il comunicato stampa dell’INT del 21 maggio 2021.

Le norme per il calcolo e l’attribuzione dei contributi a fondo perduto appaiono troppo farraginose e i vincoli temporali sembrano troppo stringenti.

Ulteriori criticità vengono sollevate in relazione ad altri aspetti: da un lato l’anticipazione della scadenza per l’invio della dichiarazione dei redditi all’Agenzia delle Entrate, dall’altro le sanzioni previste per errori di calcolo del contributo.

Per avere certezza sulle disposizioni previste per l’attribuzione dei nuovi contributi, tuttavia, si dovrà attendere il testo che verrà pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Contributi a fondo perduto DL Sostegni bis, le dichiarazioni del presidente Riccardo Alemanno

Il comunicato stampa del 21 maggio 2021 riporta anche le dichiarazioni sul tema del presidente dell’INT, Riccardo Alemanno e del Vicepresidente Giuseppe Zambon, coordinatore della Commissione fiscalità.

Il presidente Alemanno ha posto l’accento sul limite rigido di perdita per l’attribuzione del contributo a fondo perduto a determinate categorie.

“Comprendiamo le difficoltà che l’Esecutivo di Governo deve affrontare ed apprezziamo lo sforzo di estendere i contributi, di dare sostegno ai giovani e di salvaguardare il lavoro dipendente, ma il permanere del limite rigido di perdita per talune fattispecie di contributo non riesce a dare l’equità che ci aspettavamo e le complessità di calcolo aumentano.”

Un altro punto critico sarebbe l’anticipazione della presentazione della dichiarazione dei redditi per i soggetti che intendono beneficiare dei nuovi contributi, oltre all’incertezza di quanto verrà stabilito da un successivo decreto MEF:

“anche la previsione innovativa, in linea con le nostre reiterate richieste di superare il limite rigido di perdita, di un contributo sul calo effettivo del reddito, oltre ad essere legata ad un futuro decreto del MEF e quindi poco valutabile oggi, prevede l’obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi entro il 10 settembre, se tale previsione non sarà modificata dal Parlamento rischia di ingenerare il caos nei prossimi mesi.”

L’INT avrebbe preferito, inoltre, una maggiore semplicità nelle procedure di calcolo, dal momento che le nuove procedure per le domande si aggiungono alle scadenze ordinarie. Alemanno mette anche in guardia sulle pesanti sanzioni per eventuali errori nel calcolo:

“Al netto dei contributi che saranno erogati automaticamente a chi ha già percepito quelli del precedente Decreto Sostegni, ci troveremo ad affrontare contemporaneamente la campagna dichiarativa gravata anche dalla burocratizzazione dei dati causa Covid-19 e le nuove istanze con calcoli su un periodo non corrispondente a quello dichiarativo, con il peso di sanzioni esorbitanti per eventuali errori. Naturalmente il tutto affrontando le quotidiane scadenze ‘ordinarie’ e le problematiche connesse. Nel passaggio parlamentare sarà necessario porre rimedio e semplificare le previsioni normative del nuovo decreto, nonché modificare il sistema sanzionatorio.”

Contributi a fondo perduto DL Sostegni bis, le dichiarazioni del vicepresidente Zambon

Sul tema è intervenuto anche il vicepresidente dell’INT Giuseppe Zambon, che ha anche il ruolo di coordinatore della Commissione fiscalità.

Sebbene le nuove misure del decreto sostegni a favore di imprese e professionisti vengano accolte con favore, il vicepresidente dell’INT ha evidenziato che le nuove erogazioni richiederanno un ripensamento dei software utilizzati:

“La nuova modalità alternativa di calcolo del contributo a fondo perduto prevista dal decreto può essere senz’altro accolta positivamente poiché permetterà di beneficiare di un maggiore contributo a chi ha subito cali di fatturato anche nel primo trimestre 2021 sterilizzando i primi mesi del 2020, non interessati dalle pesanti restrizioni dei mesi successivi. Il calcolo del fatturato medio a cavallo d’anno (aprile 2019 - marzo 2020 confrontato con aprile 2020 - marzo 2021) richiederà però ulteriori aggiornamenti software per gli intermediari consulenti e conteggi più complessi non esistendo riferimenti dichiarativi annuali già predisposti se non le comunicazioni delle liquidazioni periodiche IVA.”

La preoccupazione per le sanzioni accomuna sia il presidente sia il vicepresidente dell’INT. Su questo aspetto viene auspicato un intervento legislativo:

“Un aspetto da sottolineare, su cui il legislatore dovrebbe intervenire, riguarda soprattutto le sanzioni che incombono sulla fruizione del contributo in misura maggiore di quella spettante, in quanto sono previste sanzioni tributarie, amministrative e penali, che si possono senza dubbio definire esorbitanti. Le sanzioni tributarie applicate infatti sono sempre quelle previste per l’utilizzo in compensazione di crediti d’imposta inesistenti (quindi privi del presupposto che li prevede) dal 100 per cento al 200 per cento e non anche quelle previste per l’utilizzo di crediti in misura superiore a quella spettante (quindi eccedenze dovute a puri errori di calcolo) pari al 30 per cento.”

Sullo stesso tema il vicepresidente dell’INT Zambon ha continuato:

“A poco vale l’esclusione dalla sanzione penale (da sei mesi a tre anni) che viene prevista solo nel caso l’importo del contributo ricevuto e non spettante sia superiore a 4.000 euro, stante l’esiguità dell’importo stesso e considerando anche il fatto che per la sanzione penale non sembra prevedersi l’esistenza dell’intento fraudolento che dovrebbe essere alla base della sua applicazione.”

Per ovviare alle possibili sanzioni derivanti esclusivamente da errori di calcolo e non da frodi il vicepresidente dell’INT suggerisce un intervento normativo che possa risolvere la situazione:

“Se ci saranno percezioni indebite, non con intento di frode, ma derivanti da errori di calcolo anche ingenerati da una legislazione farraginosa e poco chiara relativamente al conteggio delle medie mensili di fatturato e non sempre adeguatamente chiarita, se ne dovrebbe tenere conto, ma questo deve essere fatto con una apposita previsione normativa al fine di non ingenerare contenziosi che soprattutto in questo periodo dovrebbero essere evitare il più possibile.”

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