Contributi a fondo perduto, dagli aiuti alle start up al saldo: le domande in scadenza a dicembre

Rosy D’Elia - Dichiarazioni e adempimenti

Contributi a fondo perduto: il calendario con le prossime date di scadenza per le domande. La più vicina riguarda gli aiuti alle start up mentre l'anno si chiude con la richiesta di saldo. Una sintesi di requisiti e istruzioni per richiedere i pagamenti all'Agenzia delle Entrate.

Contributi a fondo perduto, dagli aiuti alle start up al saldo: le domande in scadenza a dicembre

La stagione dei contributi a fondo perduto Covid ad ampio raggio sta per concludersi con l’erogazione di una serie di aiuti previsti dai diversi provvedimenti emergenziali. Dal sostegno alle start up entro il 9 dicembre al saldo entro il 28 dicembre, sono tre le date di scadenza che si avvicinano per presentare domanda.

Di seguito una panoramica di requisiti e istruzioni per richiedere all’Agenzia delle Entrate i pagamenti.

ScadenzaRichiesta
9 dicembre Contributi a fondo perduto start up
13 dicembre Contributi a fondo perduto per soggetti con ricavi dai 10 ai 15 milioni di euro
21 dicembre Contributi a fondo perduto attività chiuse
28 dicembre Saldo finale - contributi a fondo perduto perequativi

Contributi a fondo perduto start up: scadenza 9 dicembre per l’invio dell’istanza

L’appuntamento più vicino riguarda i contributi a fondo perduto che spettano alle start up.

Entro la scadenza del 9 dicembre le partite IVA attivate nel 2018 che hanno avviato l’attività economica nel 2019 hanno diritto ad aiuti fino a un importo massimo di mille euro.

La misura è stata introdotta durante la conversione in legge del Decreto Sostegni: l’articolo 1 ter del DL n. 41/2021 ha allargato la platea di beneficiari dei ristori previsti anche a questa categoria di soggetti precedentemente esclusi.

I principali requisti per richiedere il contributo a fondo perduto per le start up sono i seguenti:

  • aver attivato la partita Iva dal 1° gennaio 2018 al 31 dicembre 2018;
  • aver iniziato l’attività nel corso del 2019, come risulta dal registro imprese presso la Camera di Commercio, industria, artigianato e agricoltura;
  • non avere un ricavi superiori a 10milioni di euro.

Non è richiesto, invece, un calo del fatturato di almeno il 30 per cento rispetto al 2019.

Restano in ogni caso esclusi dai benefici:

  • soggetti con partita IVA non attiva alla data del 23 marzo 2021;
  • enti pubblici;
  • intermediari finanziari e società di partecipazione.

L’istanza, come di consueto, deve essere trasmessa all’Agenzia delle Entrate tramite il servizio online attivo sul portale “Fatture e Corrispettivi” del sito internet dell’Agenzia delle Entrate entro la scadenza del 9 dicembre.

In fase di domanda è necessario scegliere anche le modalità di fruizione:

  • pagamento con accredito su conto corrente;
  • credito d’imposta da utilizzare in compensazione tramite modello F24

Le risorse a disposizione ammontano a 20 milioni di euro e, secondo il meccanismo già applicato per altri bonus e aiuti, gli importi saranno erogati ai beneficiari tenendo conto dei fondi previsti e delle domande ricevute.

Contributi a fondo perduto per soggetti con ricavi tra i 10 e 15 milioni di euro: scadenza 13 dicembre

I soggetti con ricavi o compensi tra i 10 e i 15 milioni di euro, invece, devono segnare in rosso in calendario la data del 13 dicembre.

La legge di conversione del Decreto Sostegni bis, infatti, anche per le partite IVA più grandi ha previsto l’accesso ai ristori del DL n. 41 e n. 73 del 2021.

Per i soggetti esercenti attività d’impresa, arte e professione o che producono reddito agrario, titolari di partita Iva e residenti o stabiliti in Italia di grandi dimensioni valgono le seguenti regole di accesso:

  • il contributo del decreto Sostegni viene concesso in presenza di un calo di almeno il 30 per cento tra l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 e quello dell’anno 2019;
  • il cosiddetto Sostegni-bis alternativo prevede un calo di fatturato pari almeno al 30 per cento tra l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi ma i periodi che devono essere confrontati sono quelli tra il 1° aprile 2020 e il 31 marzo 2021 e l’anno precedente.

Diversi sono i ristori accessibili e le modalità di calcolo:

  • se si richiede solo il contributo Sostegni, l’importo è ottenuto applicando la percentuale del 20 per cento alla differenza tra l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 e quello del 2019, con un minimo di 1.000 euro per le persone fisiche e 2.000 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche;
    di conseguenza viene riconosciuto anche il contributo Sostegni-bis automatico;
  • se si richiede il contributo Sostegni-bis alternativo il beneficio è pari al 30 per cento della differenza tra l’ammontare medio mensile del fatturato dei corrispettivi del periodo 1° aprile 2020 - 31 marzo 2021 e quello del periodo 1° aprile 2019 - 31 marzo 2020;
  • se vengono richiesti entrambi, per il contributo Sostegni-bis alternativo si applica la percentuale del 20 per cento alla differenza tra l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi del periodo dal 1° aprile 2020 al 31 marzo 2021 e quello del periodo dal 1° aprile 2019 al 31 marzo 2020.

Gli importi in ogni caso non possono essere superiori a 150.000 euro.

Entro la scadenza del 13 dicembre le partite IVA con ricavi e compensi tra i 10 e i 15 milioni di euro possono richiedere il mix di aiuti tramite i canali telematici dell’Agenzia delle Entrate. Anche in questo caso è possibile scegliere le modalità di fruizione tra pagamento diretto e credito di imposta in fase di domanda.

Contributi a fondo perduto attività chiuse: scadenza 21 dicembre per l’invio dell’istanza

La seconda data di scadenza nel calendario dei contributi a fondo perduto di fine anno è il 21 dicembre e interessa tutti i titolari delle attività che sono rimaste a lungo chiuse a causa delle restrizioni Covid.

Gli aiuti, in questo caso, sono stati previsti dall’articolo 2 del Decreto Sostegni bis.

Sono due le tipologie di ristori che i soggetti interessati possono richiedere.

Tipologia di aiutoRequisitiImporti
Contributi a fondo perduto attività chiuse Imprese che alla data del 23 luglio 2021 (con partita Iva attivata in data precedente) svolgevano in modo prevalente l’attività individuata dal codice Ateco 2007 “93.29.10” relativo a discoteche, sale da ballo, night-club e simili, e alla stessa data chiuse a causa delle restrizioni Covid Fino a 25.000 euro
Contributi a fondo perduto discoteche Imprese che alla data del 26 maggio 2021, con partita Iva attivata in data precedente, svolgevano in via prevalente una delle attività individuate dal MISE nel decreto attuativo e hanno subito una chiusura di almeno cento giorni tra il 1° gennaio 2021 e il 25 luglio 2021 da 3.000 a 12.000 euro in base a ricavi e compensi
MISE e MEF - Decreto del 9 settembre pubblicato in GU il 7 ottobre 2021
Modalità attuative connesse all’utilizzo delle risorse del Fondo per il sostegno alle attività economiche chiuse

Gli importi saranno erogati, ed eventualmente ricalcolati, in base alle istanze ricevute.

Per l’invio della domanda anche in questo caso è necessario affidarsi ai canali telematici dell’Agenzia delle Entrate: il pagamento avviene tramite accredito sul conto corrente del beneficiario tramite IBAN indicato nell’istanza.

Contributi a fondo perduto, saldo finale: scadenza 28 dicembre per l’invio dell’istanza

Infine l’anno si chiude con la domanda dei contributi a fondo perduto perequativi: il saldo finale dei ristori previsti dal Decreto Sostegni all’articolo 1 deve essere richiesto entro la scadenza del 28 dicembre 2021.

Hanno diritto agli aiuti le partite IVA che presentano un risultato economico d’esercizio relativo al periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2020 inferiore almeno del 30 per cento rispetto a quello del periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2019.

La platea di beneficiari è composta dai soggetti esercenti attività d’impresa, arte e professione o che producono reddito agrario, titolari di partita IVA residenti o stabiliti nel territorio dello Stato, con un ammontare di ricavi o di compensi non superiore a 10 milioni di euro nel 2019.

Anche enti non commerciali, compresi gli enti del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti, in relazione allo svolgimento di attività commerciali possono presentare l’istanza.

Per accedere ai benefici è necessario aver presentato la dichiarazione dei redditi 2021 entro la scadenza anticipata del 30 settembre 2021.

Essendo un saldo finale dei ristori già messi in campo, l’importo si calcola non solo tenendo conto della differenza tra i due risultati economici di esercizio presi in considerazione ma anche degli aiuti già ricevuti che, da questa cifra, devono essere sottratti.

Al risultato dell’operazione si applica una percentuale per calcolare il valore dell’aiuto a cui si ha diritto che varia a seconda dei ricavi.

PercentualeRicavi e compensi del 2019
30 per cento Fino a 100.000 euro
20 per cento Da 100.000 a 400.000 euro
15 per cento Da 400.000 a un milione di euro
10 per cento Da un milione e fino a 5 milioni di euro
5 per cento Da 5 milioni a 10 milioni di euro

Il saldo dei contributi a fondo perduto in ogni caso arriva fino a 150.000 euro.

Le partite IVA interessate possono presentare la domanda entro la scadenza del 28 dicembre 2021 utilizzando gli strumenti disponibili sul portale “Fatture e Corrispettivi”, anche in questo caso è possibile scegliere la modalità di fruizione: pagamento tramite accredito su conto corrente o riconoscimento di un credito di imposta da utilizzare in compensazione.

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