Contributi a fondo perduto non per tutti, domande di luglio ed agosto in stand-by

Anna Maria D’Andrea - Dichiarazioni e adempimenti

Contributi a fondo perduto, non tutti i titolari di partita IVA hanno ricevuto il bonus dall'Agenzia delle Entrate. Sono ancora in lavorazione molte delle domande presentate tra luglio ed agosto, bloccate forse per l'esaurimento dei fondi disponibili.

Contributi a fondo perduto non per tutti, domande di luglio ed agosto in stand-by

Contributi a fondo perduto, non tutti i titolari di partita IVA che hanno presentato domanda hanno ricevuto la somma spettante.

Sono ancora in lavorazione molte delle domande presentate tra luglio ed agosto per il pagamento bonus riconosciuto dall’Agenzia delle Entrate, di importo minimo pari a 1.000 o 2.000 euro.

La causa principale è da rinvenirsi nel possibile esaurimento del Fondo stanziato dal decreto Rilancio, pari a 6 miliardi di euro. Del totale delle risorse disponibili, circa la metà erano già state spese al 9 luglio, con il pagamento dei primi 3 miliardi di euro in favore di 900.000 partite IVA.

L’accesso al contributo a fondo perduto non doveva essere un click day, ma sta di fatto che chi ha fatto domanda concedendosi il tempo utile per chiarire dubbi e perplessità è ad oggi ancora in attesa di un riscontro da parte dell’Agenzia delle Entrate. Decine le segnalazioni sui social da parte dei commercialisti.

Contributi a fondo perduto non per tutti, domande di luglio ed agosto in stand-by

Il range temporale di presentazione delle domande che risultano ancora in lavorazione è compreso tra la seconda metà del mese di luglio ed il 24 agosto 2020, scadenza ultima per fare richiesta di accesso ai contributi a fondo perduto.

La scadenza per l’invio dell’istanza all’Agenzia delle Entrate era fissata, per la generalità delle partite IVA, al 13 agosto; più tempo è stato concesso agli eredi.

Il boom di invii si è inevitabilmente registrato nei primi giorni di apertura del canale telematico di trasmissione, dal 15 giugno.

Il 9 luglio l’Agenzia delle Entrate ha comunicato di aver erogato già 3 dei 6 miliardi stanziati dal decreto Rilancio. Secondo quanto riportato dal quotidiano Italia Oggi, al 17 luglio risultavano già pagati 4,7 miliardi di euro.

Dati che supportano la tesi dei tanti che, non avendo ancora percepito la somma spettante, sostengono che i ritardi siano causati dall’esaurimento delle risorse disponibili. Le domande in lavorazione sono ancora tante, e dagli uffici dell’Agenzia delle Entrate è impossibile avere risposte certe.

Le testimonianze arrivano dai commercialisti, che sui social parlano di decine di domande per i contributi a fondo perduto ancora in lavorazione e non pagate.

Contributi a fondo perduto alla ricerca di nuove risorse? Incognita per le domande in stand-by

Di certezze ce ne sono poche. La comunicazione istituzionale legata all’erogazione dei bonus e degli aiuti introdotti dai provvedimenti emanati nel periodo di emergenza ha creato molte aspettative da parte dei contribuenti, spesso poco corrispondenti alla realtà.

Per i contributi a fondo perduto, la prima fase di gestione da parte dell’Agenzia delle Entrate è stata sicuramente brillante, se consideriamo anche la situazione emergenziale.

La promessa del pagamento entro 10 giorni dalla presentazione della domanda è stata mantenuta, almeno nei primi giorni, così come è stato semplificato al massimo il modello di domanda ed i dati da indicarvi.

Poi però sono intervenuti i chiarimenti tardivi, i ritardi e le complicazioni.

Arrivati ormai a circa un mese dalla scadenza del 13 agosto 2020, termine per l’invio delle domande da parte dei titolari di partita IVA, viene da chiedersi cosa ne sarà di chi ancora non ha percepito i contributi a fondo perduto e quanto ancora bisognerà aspettare?

Ricevere una risposta ed informazioni dall’Agenzia delle Entrate è complicato. L’accesso agli uffici è limitato, ed i canali telefonici di contatto sono perennemente intasati.

Non resta che aspettare pazientemente, con l’auspicio che nell’attesa arrivino chiarimenti e che l’iter di lavorazione delle domande ancora in stand-by riparta il prima possibile.

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