Contributi a fondo perduto aggiuntivi per le attività chiuse: ritornano i codici ATECO

Rosy D’Elia - Dichiarazioni e adempimenti

Contributi a fondo perduto aggiuntivi per le attività chiuse: ritornano i codici ATECO per definire la platea di beneficiari. La domanda da presentare all'Agenzia delle Entrate si baserà su una autocertificazione dei requisiti, primo fra tutti la chiusura per più di quattro mesi. Definita la bozza del decreto attuativo MISE, ma si attende la conversione in legge del DL Sostegni bis per l'operatività. Le anticipazioni del ministro Giorgetti.

Contributi a fondo perduto aggiuntivi per le attività chiuse: ritornano i codici ATECO

Nel pacchetto di aiuti previsto dal Decreto Sostegni bis c’è spazio anche per una tornata di contributi a fondo perduto aggiuntivi per le attività chiuse per un lungo periodo.

Ritorna il meccanismo dei codici ATECO per definire la platea di beneficiari: non mancheranno sicuramente le discoteche o le piscine al chiuso, ancora ferme.

La domanda per ottenere gli importi, non ancora definiti, dovrà essere presentata all’Agenzia delle Entrate ma la procedura sarà molto semplice e si baserà sull’autocertificazione dei requisiti.

Sono questi alcuni degli elementi inseriti nella bozza di decreto attuativo del Ministero dello Sviluppo Economico, necessario per la piena operatività della misura. Ad anticiparlo è stato il ministro Giancarlo Giorgetti durante il question time che si è tenuto alla Camera il 16 giugno 2021.

Contributi a fondo perduto aggiuntivi per le attività chiuse: ritornano i codici ATECO

I contributi a fondo perduto aggiuntivi per chi è stato a lungo costretto alla chiusura sono solo uno dei tanti strumenti che, una volta approvati, necessitano di un ulteriore passaggio per prendere vita e arrivare ai beneficiari.

L’articolo 2 del DL Sostegni bis ha previsto, infatti, un Fondo per il sostegno delle attività chiuse per almeno quattro mesi nel periodo che va dal 1° gennaio 2021 alla data di conversione del testo, attesa entro la scadenza del 24 luglio 2021. Ma ha anche rimandato le modalità di erogazione delle risorse, 100 milioni di euro, a una apposito decreto del Ministero dello Sviluppo Economico.

Il termine per l’approvazione del provvedimento attuativo scade il 24 giugno, stando al testo della norma, ma non arriverà prima che tutto il testo del DL n. 73/2021 avrà concluso l’iter parlamentare.

La bozza, però, è pronta ed è stata già condivisa con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, ad annunciarlo è il Ministro Giancarlo Giorgetti durante il question time che si è tenuto alla Camera il 16 giugno 2021:

“Naturalmente noi abbiamo in qualche modo anticipato tutta la procedura, in modo da essere pronti immediatamente, nel momento in cui il decreto-legge viene convertito e pubblicato in Gazzetta Ufficiale, ad offrire questa possibilità di sostegno a chi in particolare è stato pesantemente danneggiato non soltanto nell’attività, ma anche proprio nella propria dimensione umana, non potendo in alcun modo svolgere alcun tipo di attività”.

Contributi a fondo perduto aggiuntivi per le attività chiuse: domanda e requisiti

L’attesa, insomma, è più lunga del previsto, ma nel frattempo il ministro Giorgetti anticipa alcuni aspetti importanti che riguardano i requisiti e le modalità di domanda.

Il primo aspetto importante è che viene ripristinato il meccanismo dei codici ATECO per l’accesso ai contributi a fondo perduto. Nel decreto MISE ci sarà un elenco delle categorie di partite IVA che potranno accedere alle somme aggiuntive messe a disposizione esclusivamente per le attività chiuse.

Chi farà parte della platea di beneficiari? Sicuramente discoteche e piscine al chiuso, “che ancora oggi sono chiuse e non possono, in virtù di un decreto, avere nessun tipo di attività”, ha anticipato il Ministro.

Per quanto riguarda il sistema di accesso, poi, si prevede “un notevole livello di automatismo, con l’obiettivo di garantire la più celere attuazione delle procedure”.

La domanda sarà presentata all’Agenzia delle Entrate in via telematica, come per tutte le altre formule di contributi a fondo perduto previste, e si baserà su una autocertificazione dei requisiti e delle caratteristiche del soggetto che presenta la richiesta: oltre ai ricavi, dovrà essere indicato il periodo di chiusura forzata, minimo quattro mesi dal 1° gennaio 2021 alla data di conversione del DL Sostegni bis.

Per quanto riguarda gli importi non ci sono anticipazioni dal MISE: “se il Parlamento volesse aumentare lo stanziamento della misura, sarebbe evidentemente benvenuto, ha affermato Giorgetti”.

Attualmente sono previsti 100 milioni di euro e, stando a quanto anticipato, il contributo a fondo perduto per le attività chiuse sarà parametrato all’ammontare dei compensi del 2019 su una base uguale per tutti.

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