Commercianti, torna l’indennizzo INPS per chiusura attività

Anna Maria D’Andrea - Leggi e prassi

Indennizzo commercianti ripristinato nel 2019: in caso di chiusura dell'attività e nel rispetto di determinati requisiti è possibile beneficiare di un assegno mensile fino al raggiungimento dell'età per la pensione. Le novità in Legge di Bilancio.

Commercianti, torna l'indennizzo INPS per chiusura attività

Indennizzo ai commercianti che chiudono la propria attività: la Legge di Bilancio 2019 ripristina l’assegno erogato agli iscritti all’apposita gestione INPS in caso di cessazione.

Nel caso di chiusura dell’attività commerciale e nel rispetto di specifici requisiti, ai commercianti è riconosciuto un assegno per tutto il periodo prima dell’accesso alla pensione di vecchiaia, cioè fino a 67 anni a partire dal 1° gennaio 2019.

Alcuni lo chiamano bonus, altri assegno di disoccupazione, altri ancora prepensionamento ma, al netto delle diverse definizioni, si potrà fare domanda di indennizzo commercianti anche nel 2019, dopo due anni di chiusura dell’agevolazione rivolta agli iscritti INPS.

È l’articolo 1, commi 283 e 284 della Legge di Bilancio 2019 a ripristinare l’indennizzo per la cessazione di attività commerciale. Sarà necessario presentare apposita domanda secondo la modulistica che dovrà essere pubblicata dall’INPS insieme alle relative istruzioni operative.

Vediamo intanto quali sono i requisiti e qual è l’importo dell’assegno di prepensionamento riconosciuto ai commercianti in caso di chiusura.

Commercianti, indennizzo INPS per chiusura attività 2019

L’indennizzo INPS per commercianti nel 2019 consentirà a chi chiude la propria attività di beneficiare di un assegno mensile pari al trattamento pensionistico minimo previsto per gli iscritti alla gestione speciale commercianti.

L’importo lordo riconosciuto per il 2019 è pari a 513,01 euro e spetta qualora l’esercente attività commerciale rispetti specifici requisiti.

Si potrà fare domanda per l’indennizzo commercianti non solo nel 2019: la Legge di Bilancio con le novità introdotte dal maxi-emendamento del Governo ha reso strutturale a partire dall’anno in corso il bonus disciplinato dall’articolo 1, del Decreto Legislativo n. 207/1996.

La misura verrà finanziata con un incremento dell’aliquota contributiva per gli iscritti alla gestione commercianti INPS: a decorrere dal 1° gennaio 2019 è ripristinata la contribuzione aggiuntiva pari allo 0,09%.

Indennizzo commercianti 2019: requisiti per fare domanda

Richiamando alla normativa vigente fino al 2016 (ultimo anno in cui era stato possibile accedere alla misura) la Legge di Bilancio 2019 stabilisce che l’indennizzo è concesso ai commercianti che, alla data di presentazione della domanda, rispettino i seguenti requisiti anagrafici e contributivi:

  • più di 62 anni se uomini;
  • più di 57 anni se donne;
  • iscritti al momento di cessazione dell’attività per almeno 5 anni (in qualità di titolari o coadiutori) nella Gestione dei contributi e delle prestazioni previdenziali degli esercenti attività commerciali presso l’INPS.

L’indennizzo per la cessazione definitiva di attività commerciali è riconosciuto:

  • ai soggetti che esercitano commercio al minuto e loro coadiutori;
  • ai soggetti che esercitano, in qualità di titolari o coadiutori, attività commerciale al minuto in sede fissa, anche abbinata ad attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande;
  • ai soggetti esercitano attività commerciale su aree pubbliche.

Ovviamente, l’accesso al prepensionamento per disoccupazione presuppone la chiusura definitiva dell’attività commerciale.

Indennizzo commercianti solo in caso di chiusura definitiva dell’attività

Come sopra anticipato, tra i requisiti per fare domanda di indennizzo, i commercianti dovranno rispettare accanto a quelli anagrafici e contributivi anche quello di chiusura definitiva dell’attività commerciale.

La Legge di Bilancio 2019, richiamando la normativa originaria, stabilisce che l’erogazione dell’indennizzo è subordinata al rispetto delle seguenti regole:

  • cessazione definitiva dell’attività commerciale;
  • riconsegna dell’autorizzazione per l’esercizio dell’attività commerciale e dell’autorizzazione per l’attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, nel caso in cui quest’ultima sia esercitata congiuntamente all’attività di commercio al minuto;
  • cancellazione del soggetto titolare dell’attività dal registro degli esercenti il commercio e dal registro delle imprese presso la CCIAA.

L’erogazione dell’assegno per cessazione dell’attività commerciale è incompatibile non solo con lo svolgimento di attività di lavoro autonomo ma anche con redditi da lavoro dipendente.

Domande indennizzo con rischio aumento aliquota contributi commercianti

Il diavolo si nasconde nei dettagli, ed è così anche per quanto riguarda il ripristino dell’indennizzo per i commercianti che chiudono la propria attività.

La Legge di Bilancio 2019 al comma 284 stabilisce che, nel caso in cui dal monitoraggio degli oneri relativi all’erogazione dell’indennità emerga il mancato conseguimento dell’equilibrio tra contributi e prestazioni, potrà essere adeguata l’aliquota contributiva aggiuntiva, pari per il momento allo 0,09%.

In sostanza, l’INPS potrà aumentare l’importo dovuto dagli iscritti alla gestione commercianti per il finanziamento della misura, qualora le domande fossero superiori alle risorse a disposizione dell’Istituto.

È l’effetto della necessità di far quadrare i conti che, così come previsto anche per il reddito di cittadinanza, potrebbe finire col portare a sorprese poco piacevoli per i cittadini.

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