Cessione del credito e sconto in fattura: la UIF chiede di intensificare i controlli

Cessione del credito e sconto in fattura, servono controlli sui beneficiari dei crediti fiscali. A chiederlo è l'UIF della Banca d'Italia, con la comunicazione dell'11 febbraio 2021. Occhi puntati anche sui beneficiari dei contributi a fondo perduto.

Cessione del credito e sconto in fattura: la UIF chiede di intensificare i controlli

Cessione del credito e sconto in fattura, l’UIF chiede controlli sui beneficiari dei crediti fiscali.

La comunicazione dell’11 febbraio 2021 evidenzia il pericolo di truffe e possibili manovre speculative sugli aiuti Covid riconosciuti alle imprese.

Crediti fittizi, cessionari che pagano il prezzo della cessione con capitali illeciti, svolgimento di attività finanziaria abusiva sono alcuni dei rischi evidenziati dall’Unità di Informazione Finanziaria della Banca d’Italia, in relazione alla cessione del credito e allo sconto in fattura.

Non solo sui crediti fiscali cedibili, ma anche sui contributi a fondo perduto l’UIF pone l’accento sulla necessità di controlli sinergici, con particolare attenzione sul profilo di chi presenta domanda, così come sulla trasmissione di documenti con dati non congrui o contraffatti.

Cessione del credito e sconto in fattura nel mirino dei controlli: lo chiede la UIF

L’estensione dello strumento della cessione dei crediti d’imposta, per facilitare la “monetizzazione” dei bonus spettanti, è stata una delle misure che ha accompagnato l’introduzione di nuove misure agevolative per contrastare la crisi economica da Covid-19.

La cessione del credito è uno degli strumenti sui quali la UIF chiede maggiori controlli e, in particolare, nella comunicazione dell’11 febbraio 2021 si legge che è necessario considerare i rischi relativi a:

  • l’eventuale natura fittizia dei crediti stessi;
  • la presenza di cessionari dei crediti che pagano il prezzo della cessione con capitali di possibile origine illecita;
  • lo svolgimento di abusiva attività finanziaria da parte di soggetti privi delle prescritte autorizzazioni che effettuano plurime operazioni di acquisto di crediti da un’amplia platea di cedenti.

La cessione del credito può indurre a condotte fraudolente, evidenzia la Banca d’Italia, che cita le indebite compensazioni.

Per evitare fenomeni di frode, viene quindi evidenziata l’importanza di valorizzare l’intervento dei professionisti che rilasciano visti di conformità ed asseverazioni.

Sullo sconto in fattura, che non prevede limitazioni sul numero di cessioni e sulla tipologie di cessionari ammissibili, l’Unità di Informazione Finanziaria chiede di monitorare le operatività connesse alle cessioni dei crediti fiscali, per evitare che la monetizzazione dei bonus venga realizzata con capitali illeciti.

Nell’ambito dei controlli antiriciclaggio, è quindi necessario controllare con attenzione il profilo dei cessionari, intensificando le verifiche fiscali rispetto alle richiesta massive di sconto di crediti.

Occhio inoltre ai social network, per identificare possibili società o enti costituiti esclusivamente per entrare nel mercato dei crediti fiscali, e che diffondono i propri servizi tramite comunicazioni online o su pagine social.

UIF - Comunicazione Covid-19 dell’11 febbraio 2021
Prevenzione di fenomeni di criminalità finanziaria connessi all’emergenza da Covid-19

Presidio anti frode anche per contributi a fondo perduto e finanziamenti garantiti dallo Stato

Non solo bonus cedibili, ma anche erogazioni monetarie, come i contributi a fondo perduto ed i finanziamenti a garanzia dello Stato necessitano di opportuni controlli.

La UIF evidenzia l’importanza di intercettare tempestivamente eventuali condotte distrattive,

“valutando per esempio se ricorrono inusuali prelevamenti di contante o altri utilizzi non in linea con le finalità del beneficio concesso, quali giri di fondi su conti correnti personali o intestati a soggetti che presentano evidenti collegamenti con i beneficiari delle erogazioni, rimborsi di finanziamenti soci, trasferimenti verso l’estero o a favore di soggetti ricorrenti, operanti in settori economici non compatibili con l’attività del cliente o accompagnati da motivazioni generiche, spese non coerenti con l’attività di impresa o eccessive rispetto all’ordinaria gestione, specie per consulenze o per la fornitura di non meglio specificati prodotti e servizi, o l’acquisto di beni di lusso nonché operazioni di cambio in valute virtuali.”

Viene chiesta quindi l’individuazione di sinergie tra la fase di domanda ed erogazione del contributo e quella di monitoraggio circa le modalità di utilizzo del conto sul quale confluisce la somma spettante.

Efficaci scambi informativi, trasparenza delle procedure e rafforzamento delle verifiche sono funzionali a intercettare sospetti meritevoli di segnalazione.

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