Bonus Welfare di comunità: le regole per richiedere il credito d’imposta

Rosy D’Elia - Imposte

Bonus Welfare di comunità: le fondazioni hanno diritto a un credito d'imposta del 65% sulle erogazioni per i progetti promossi. Le regole per richiederlo nel Decreto numero 22 del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.

Bonus Welfare di comunità: le regole per richiedere il credito d'imposta

Bonus Welfare di comunità: le regole per richiedere il credito d’imposta del 65% destinato alle fondazioni sulle erogazioni per i progetti promossi. I dettagli operativi nel Decreto numero 22 del 29 novembre 2018 emanato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali in collaborazione con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 26 gennaio 2019.

Come previsto dalla Legge di Bilancio 2018, le fondazioni disciplinate dal Decreto Legislativo numero 153 del 1999 che, nel perseguimento dei propri scopi statutari, effettuano erogazioni relative a progetti finalizzati alla promozione del welfare di comunità hanno diritto a un credito di imposta del 65%.

Si può usufruire del bonus per le donazioni effettuate nei periodi d’imposta successivi a quello in corso al 31 dicembre 2017 e fino a esaurimento delle risorse disponibili, pari a 100 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021.

Bonus Welfare di comunità: le regole per richiedere il credito d’imposta

Le fondazioni possono usufruire del bonus per le erogazioni relative a progetti finalizzati alla promozione del welfare di comunità con interventi nei seguenti ambiti:

  • contrasto alle povertà, alle fragilità sociali e al disagio giovanile;
  • tutela dell’infanzia, di cura e assistenza agli anziani e ai disabili;
  • inclusione socio-lavorativa;
  • integrazione degli immigrati;
  • dotazione di strumentazioni per le cure sanitarie su richiesta di:
    • comuni, province, città metropolitane, regioni e amministrazioni centrali dello Stato;
    • enti pubblici deputati all’erogazione di servizi sanitari e socio-assistenziali;
    • enti del terzo settore, che devono essere individuati tramite una procedura di selezione pubblica. Inoltre l’erogazione deve essere utilizzata per lo svolgimento di attività non commerciale.

Per il riconoscimento del credito d’imposta, sono necessarie le delibere d’impegno a effettuare le erogazioni assunte negli anni 2018-2020, che riportano l’indicazione degli enti beneficiari e degli importi assegnati per ogni progetto, escludendo quelle che hanno come destinatari enti promossi o partecipati dalla fondazione o per i quali concorre a esprimere gli organi di indirizzo, amministrazione o controllo.

Per accedere al bonus Welfare di comunità, le Fondazioni devono attenersi alla procedura prevista dal Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 29 novembre 2018, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 26 gennaio 2019:

  • Entro il 30 settembre di ciascun anno, è necessario comunicare all’Associazione di fondazioni e di Casse di Risparmio Spa (Acri) le delibere d’impegno che riportano i seguenti dati:
    • la data;
    • i beneficiari;
    • gli importi assegnati;
    • l’ambito di intervento dei progetti finanziati.
  • Entro il 31 ottobre, l’Acri trasmette all’Agenzia delle Entrate l’elenco delle fondazioni finanziatrici per le quali è stata riscontrata la corretta delibera d’impegno, con relativi codici fiscali e importi.
  • L’Agenzia delle Entrate, nei trenta giorni successivi, in base all’ordine cronologico di presentazione delle delibere e nel limite delle risorse annue disponibili, comunica con un proprio provvedimento a quanto ammonta il credito che spetta a ciascuna fondazione.
  • A seguito della comunicazione, le fondazioni versano le somme indicate nelle delibere, nei termini e alle condizioni stabilite, e trasmettono copia della relativa documentazione bancaria ad Acri. A questo punto l’Associazione inoltra all’Agenzia delle Entrate l’elenco delle fondazioni che hanno effettuato le erogazioni, con i relativi importi, per permettere a chi è in lista di usufruire del contributo.

Bonus Welfare di comunità: come ottenere il credito d’imposta

Il credito d’imposta si può utilizzare esclusivamente in compensazione, a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in cui è riconosciuto.

Per ottenere il bonus Welfare di comunità sarà necessario utilizzare il modello F24, da trasmettere in maniera telematica, all’Agenzia delle Entrate.

Le fondazioni che ne hanno diritto dovranno indicare nel modello lo specifico codice tributo, ad oggi non ancora disponibile e che sarà istituito da una successiva risoluzione delle Entrate.

Per l’attribuzione del bonus 2018, l’Agenzia delle entrate, entro trenta giorni dalla ricezione dell’elenco delle fondazioni finanziatrici per le quali è stata verificata la corretta delibera d’impegno, comunicherà a quanto ammonta il bonus che spetta a ciascuna fondazione.

Il credito sarà utilizzabile a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in corso alla data di adozione della delibera d’impegno: le somme indicate devono essere state effettivamente versate.

Al credito d’imposta non si applicano i limiti di utilizzabilità, quello generale di 700mila euro e quello specifico di 250mila euro per i crediti da indicare nel quadro RU del modello Redditi.

Si specifica, inoltre, che il bonus deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in cui è riconosciuto e in quelle relative ai periodi d’imposta successivi nei quali viene utilizzato.

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