Bonus sanificazione: le spese ammissibili per la distanza di sicurezza

Tommaso Gavi - Imposte

Bonus sanificazione, nella risposta all'interpello numero 441 del 5 ottobre 2020 l'Agenzia delle Entrate riepiloga quali sono le spese ammissibili. La misura del decreto Rilancio ha come scopo la riapertura delle attività in sicurezza e non rientrano nel credito di imposta i macchinari con applicativi web per servizi di telemedicina.

Bonus sanificazione: le spese ammissibili per la distanza di sicurezza

Bonus sanificazione, tra le spese sostenute possono rientrare quelle per macchinari con applicativi web per servizi di telemedicina?

Nella risposta all’interpello numero 442 del 5 ottobre 2020 l’Agenzia delle Entrate esclude tale possibilità.

La ratio della misura prevista dal decreto Rilancio è quella di favorire la riapertura delle attività in sicurezza.

Il chiarimento arriva oltre la scadenza del 7 settembre 2020.

Bonus sanificazione: le spese ammissibili per la distanza di sicurezza interpersonale

Nel bonus sanificazione e dispositivi di protezione individuale non possono essere incluse le spese relative per macchinari con applicativi web per servizi di telemedicina.

Lo spiega la risposta all’interpello numero 441 del 5 ottobre 2020 dell’Agenzia delle Entrate.

Agenzia delle Entrate - Risposta all’interpello numero 441 del 5 ottobre 2020
Articolo 125 del decreto-legge del 19 maggio 2020, n. 34 (decreto Rilancio). Spese ammissibili.

Il documento di prassi riporta i chiarimenti partendo dal caso concreto di una società che commercializza tale macchinario.

Nel fornire la delucidazione, l’Amministrazione finanziaria riepiloga quali sono le spese sostenute nel 2020 per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti utilizzati, e per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale e di altri dispositivi per garantire la salute dei lavoratori e degli utenti, che danno diritto al credito di imposta del 60%.

La misura prevista dall’articolo 125 del decreto Rilancio, nei fatti, copre il 15,6423% del 60%, ovvero poco più del 9% delle spese complessive.

L’agevolazione può essere fruita nei tre seguenti modi:

  • in compensazione, in base a quanto previsto dall’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio1997, n. 241 attraverso il modello F24;
  • nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di sostenimento della spesa;
  • entro il 31 dicembre 2021, attraverso la cessione, anche parziale, ad altri soggetti tra i quali istituti di credito ed intermediari finanziari.

A definire i criteri e le modalità di applicazione e fruizione dei crediti d’imposta è il provvedimento prot. n. 259854 del 10 luglio 2020.

Occorre inoltre sottolineare che i chiarimenti arrivano fuori tempo massimo in quanto la scadenza prevista per la comunicazione è stata il 7 settembre 2020.

Bonus sanificazione: l’elenco delle spese ammissibili

Il bonus sanificazione del decreto Rilancio sostituisce quello previsto dall’articolo 64 del decreto Cura Italia.

I primi chiarimenti all’agevolazione sono arrivati con la circolare del 10 luglio 2020, n. 20/E.

Un elenco esemplificativo delle spese agevolabili è inserito nel comma 2 dell’articolo 125 del decreto Rilancio.

Sebbene l’elenco non sia esaustivo, le spese devono essere riferibili alle seguenti attività:

  • della sanificazione degli ambienti (e degli strumenti utilizzati), come descritta nel paragrafo 2.2.1 della circolare n. 20/E del 2020;
  • dell’acquisto di dispositivi di protezione individuale (e di altri dispositivi atti a garantire la salute dei lavoratori e degli utenti).

Nella lettera e) del comma 2 sono indicati i dispostivi per garantire la distanza di sicurezza interpersonale: barriere e pannelli protettivi.

La ratio della norma è dunque quella di consentire la riapertura delle attività in sicurezza.

Pertanto, l’Agenzia delle Entrate conclude il chiarimento escludendo la possibilità di far rientrare nel bonus sanificazione le spese del macchinario presentato dall’istante:

“Alla luce di quanto sopra, la scrivente ritiene che la società istante, in relazione alle spese qui descritte, non possa fruire del credito d’imposta di cui di cui all’articolo125 del decreto legge 19 maggio 2020, n. 34, poiché le stesse non risultano assimilabili alle fattispecie di cui al comma 2 del medesimo articolo 125.”

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