Bonus pubblicità 2020, domanda al via dal 1° settembre. Requisiti e scadenza

Anna Maria D’Andrea - Dichiarazioni e adempimenti

Bonus pubblicità 2020, domanda al via dal 1° settembre. Si apre la finestra temporale per la nuova comunicazione degli investimenti pubblicitari, dopo le novità introdotte dal decreto Rilancio. Ecco i requisiti e la scadenza da rispettare.

Bonus pubblicità 2020, domanda al via dal 1° settembre. Requisiti e scadenza

Bonus pubblicità 2020, domanda al via dal 1° settembre. Si apre la nuova finestra per l’invio della comunicazione per la fruizione del credito d’imposta sugli investimenti pubblicitari.

A darne notizia è l’Agenzia delle Entrate, che ha pubblicato il nuovo modello e le istruzioni aggiornate con le novità introdotte dal decreto Rilancio.

Esclusivamente per il 2020, viene meno il requisito dell’incremento dell’investimento e la misura del bonus pubblicità riconosciuto passa al 50%, in luogo del 75% di credito d’imposta spettante in via ordinaria.

Alle novità previste dal decreto Rilancio è stata quindi affiancata una nuova finestra temporale per l’invio delle domande. La scadenza è fissata al 30 settembre, ma restano valide le comunicazioni già inviate nel mese di marzo.

Bonus pubblicità 2020, domanda al via dal 1° settembre. Requisiti e scadenza

Si allentano i requisiti per poter richiedere il bonus pubblicità, agevolazione riconosciuta ad imprese, lavoratori autonomi ed enti non commerciali in relazione agli investimenti pubblicitari effettuati sulla stampa quotidiana e periodica, anche online, e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali.

Esclusivamente per il 2020, il decreto Rilancio consente di accedere al credito d’imposta senza il vincolo dell’incremento pari almeno all’1% dell’investimento effettuato rispetto all’anno precedente.

Per quel che riguarda gli investimenti pubblicitari su radio e tv, il credito d’imposta viene inoltre esteso anche a quelli effettuati su emittenti televisive non partecipate dallo Stato.

La modifica dei requisiti per poter fare domanda si affianca alla conseguente riduzione della percentuale di credito d’imposta spettante, che passa dal 75% al 50% del valore degli investimenti effettuati, sempre nel rispetto dei limiti dei regolamenti UE sugli aiuti “de minimis” e del limite di spesa, pari a 40 milioni per gli investimenti su quotidiani e periodici e 20 milioni per quelli su radio e TV.

Sono queste le novità previste dal decreto Rilancio, con il quale è stata istituita una nuova finestra temporale per l’invio della comunicazione d’accesso al bonus pubblicità: la domanda potrà essere presentata dal 1° settembre al 30 settembre 2020, utilizzando il nuovo modulo pubblicato dall’Agenzia delle Entrate in data 28 agosto 2020.

Restano comunque valide le comunicazioni presentate nel mese di marzo 2020.

Bonus pubblicità 2020, modulo ed istruzioni per la comunicazione all’Agenzia delle Entrate

Sono due gli step previsti per poter fruire del bonus pubblicità:

  • prima è necessario trasmettere la comunicazione per l’accesso al credito d’imposta, contenente i dati degli investimenti effettuati o da effettuare nell’anno;
  • successivamente, con la dichiarazione sostitutiva relativa agli investimenti effettuati, è necessario comunicare che gli investimenti indicati nella comunicazione per l’accesso al credito d’imposta, presentata in precedenza, sono stati effettivamente realizzati.

La nuova finestra temporale prevista dal 1° settembre e fino alla scadenza del 30 settembre 2020 riguarda la comunicazione per l’accesso al credito d’imposta, il primo passaggio utile per poter accedere al bonus pubblicità.

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato il modulo di domanda aggiornato, con le relative istruzioni.

Comunicazione accesso bonus pubblicità - modulo domanda
Scarica il modulo per accedere al credito d’imposta sugli investimenti pubblicitari (aggiornato dall’Agenzia delle Entrate il 28 agosto 2020)
Istruzioni domanda bonus pubblicità 2020
Scarica le istruzioni per compilare il modulo di domanda (aggiornate dall’Agenzia delle Entrate il 28 agosto 2020)

La comunicazione per l’accesso al credito d’imposta per gli investimenti pubblicitari dovrà essere trasmessa in modalità telematica al Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri, tramite i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle entrate.

La dichiarazione sostitutiva relativa agli investimenti effettuati dovrà essere presentata dal 1° al 31 gennaio.

Bonus pubblicità anche per le somme fatturate da concessionarie

Il bonus pubblicità spetta anche per le spese fatturate da società concessionarie.

Come chiarito dal Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria in una delle FAQ pubblicate sul portale dedicato, le somme fatturate da concessionarie della raccolta pubblicitaria costituiscono per l’operatore economico (committente) l’effettiva spesa per l’acquisto degli spazi, e pertanto rientrano tra gli oneri ammissibili al credito d’imposta.

Sono invece escluse dal calcolo del credito d’imposta le spese sostenute dagli operatori economici che scelgano di avvalersi di servizi di consulenza o intermediazione o di altro genere. In tal caso, specifica il Dipartimento, si tratterebbe di servizi accessori, il cui costo non è ammissibile al credito d’imposta.

Bonus pubblicità: come pagare le fatture

Come pagare le spese al fine dell’accesso al bonus pubblicità? Bisogna utilizzare una modalità specifica?

Sulla modalità di pagamento delle fatture relative alle spese ammissibili al credito d’imposta sugli investimenti pubblicitari, il sito del Dipartimento dell’Informazione ed Editoria riporta le seguenti FAQ:

  • La modalità “cambio merci”, quindi acquisto di pubblicità tramite intermediario con pagamento tramite merci in magazzino, può essere inserita fra le spese ammissibili in domanda?
  • Nel conteggio dell’investimento pubblicitario possono rientrare costi per l’acquisto di spazi pubblicitari, le cui fatture vengono compensati da crediti?
  • In relazione all’agevolazione in oggetto, si chiede gentilmente se il pagamento delle fatture relative agli investimenti agevolabili possa essere fatto sia tramite bonifico bancario/postale, sia tramite Ricevuta Bancaria.

Per tutti e tre i quesiti, il Dipartimento lascia ampia libertà di scelta. La norma non specifica le modalità di pagamento delle fatture relative agli investimenti agevolabili e, pertanto, sono consentiti i pagamenti effettuati con qualsiasi mezzo.

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