Bonus energia imprese, scadenza del 31 dicembre verso il 30 giugno 2023

Tommaso Gavi - Dichiarazioni e adempimenti

Possibile rinvio della scadenza per la compensazione dei bonus energia per le imprese, per le spese sostenute nel 1° e 2° trimestre 2022. Il termine passerebbe dal 31 dicembre al 30 giugno 2023, con la legge di conversione del Decreto Aiuti quater

Bonus energia imprese, scadenza del 31 dicembre verso il 30 giugno 2023

La scadenza per la compensazione dei crediti relativi alle spese sostenute per energia elettrica e gas nel 1° e 2° trimestre del 2022 potrebbe essere spostata in avanti.

Il termine per la fruizione del bonus energia per le imprese potrebbe essere spostata dal 31 dicembre 2022 al 30 giugno 2023.

Ad anticiparlo è il Sole 24 Ore: la novità dovrebbe trovare spazio nella legge di conversione del Decreto Aiuti quater.

Il rinvio allineerebbe la scadenza a quelle previste per la fruizione in compensazione con modello F24 degli altri crediti d’imposta previsti per le spese sostenute nel 3 e 4 trimestre 2022.

Bonus energia imprese, scadenza del 31 dicembre verso il 30 giugno 2023

Novità sul bonus energia per le imprese potrebbero arrivare con la conversione in legge del Decreto Aiuti quater.

L’anticipazione arriva dal Sole 24 Ore. La scadenza beneficiare dei crediti d’imposta previsti per compensare le spese sostenute nel 1° e 2° trimestre del 2022 potrebbe passare dalla fine dell’anno al 30 giugno 2023.

La data non è casuale: si tratta infatti del termine ultimo attualmente stabilito per i crediti relativi alla seconda parte dell’anno in corso, ovvero al 3° e 4° trimestre 2022.

Se dovesse essere approvata la riformulazione della legge di conversione del Decreto Aiuti quater le imprese avranno sei mesi di tempo in più per poter beneficiare delle agevolazioni contro il caro energia, attraverso crediti d’imposta che coprono parte delle spese sostenute per l’acquisto di elettricità e gas.

Il rinvio potrebbe arrivare a ridosso della scadenza, l’ultimo giorno utile per la conclusione dell’iter parlamentare dei approvazione della legge di conversione del Decreto Aiuti quater è fissato al 17 gennaio 2023.

Non si esclude, tuttavia, che l’approvazione finale arrivi ben prima anche se il percorso ancora è lungo.

L’intervento mira non solo a sostenere le imprese ma anche a fornire più tempo nei casi in cui la mancanza di capienza fiscale delle stesse costringa alla cessione del credito, meccanismo attualmente bloccato a causa delle richieste ingenti relative a superbonus e bonus edilizi.

Si dovrà quindi attendere per l’ufficialità dello spostamento in avanti della scadenza.

Bonus energia imprese, le istruzioni per la compensazione o la cessione del credito

Il rinvio della scadenza relativa alle agevolazioni per spese del 1° e 2° trimestre 2022 si inserisce in un quadro complesso e ha l’obiettivo di allargare le possibilità di utilizzo dei crediti d’imposta.

La parte finale dell’anno si presenta particolarmente calda dal momento che l’altra possibilità per beneficiare del bonus energia, ovvero la cessione del credito, è particolarmente complicata dall’ingorgo creato dai crediti d’imposta del superbonus e dei bonus edilizi.

Lo spostamento in avanti della scadenza darebbe ossigeno anche alle imprese con limitata capienza fiscale, che avrebbero quindi più tempo per la cessione del credito a banche o intermediari finanziari.

Intanto l’Agenzia delle Entrate ha fornito gli ultimi tasselli per rendere completa l’operatività degli strumenti relativi ai crediti d’imposta 2022.

Negli scorsi giorni sono stati forniti i codici tributo per la compensazione con F24 dei crediti relativi alle spese sostenute nel mese di dicembre.

Ieri, 13 dicembre, sono arrivati anche quelli per la compensazione dei crediti ceduti per il 3° e 4° trimestre dell’anno in corso.

L’istituzione dei codici tributo si è aggiunta alla recente pubblicazione del modello aggiornato per la comunicazione alla stessa Agenzia delle Entrate della cessione del credito.

Dal punto di vista operativo, quindi, è tutto pronto. Resta da vedere se, qualora venisse ufficializzato lo spostamento in avanti della scadenza, le imprese scelgano di utilizzare maggiormente l’agevolazione prevista per i primi sei mesi dell’anno.

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