Bonus Covid 19 INPS, riesame respinto: cause ed interpretazioni

Il bonus Covid 19, riesame respinto: focus sulle cause possibili. L'indennità prevista per i titolari di partita iva iscritti alla Gestione Separata INPS, la cui domanda poteva essere presentata direttamente dai contribuenti stessi, sul portale istituzionale, ha creato notevoli difficoltà, e molto spesso si è assistito a rigetti ingiustificati.

Bonus Covid 19 INPS, riesame respinto: cause ed interpretazioni

La procedura di richiesta del bonus, implementata dall’INPS, è risultata fin da subito lenta e lacunosa, a causa della celerità con la quale è stata eretta, ha compiuto anche diversi errori di valutazione.

A fronte dei molteplici rigetti ricevuti dagli utenti, i quali lamentavano di aver subito un danno e di avere effettivamente diritto alla percezione dell’indennità, l’Inps ha previsto un canale di riesame delle domande.

Era possibile, difatti, fino al 31 agosto 2020 presentare richiesta all’ufficio competente territorialmente, inviando una mail all’indirizzo [email protected], sostituendo “nome sede” con il nominativo dell’ente territoriale a cui si chiede di esaminare la domanda.

Il penultimo messaggio pubblicato dall’INPS sul tema il 1 giugno 2020 numero 2263, dal quale trascorsi 20 giorni, vi era la scadenza dei termini per la presentazione dei riesami, ulteriormente ampliata dalla pubblicazione del messaggio del 10 agosto n. 3088, conteneva la seguente elencazione dei casi per i quali era previsto il rigetto:

  • titolarità di un trattamento pensionistico diretto al mese di marzo 2020;
  • percezione del Reddito/Pensione di Cittadinanza nel mese di marzo 2020
  • titolarità di un rapporto di lavoro dipendente, ove non consentito;
  • assenza dell’iscrizione alle gestioni Autonome, ove richiesta;
  • assenza dei requisiti contributivi e reddituali previsti per i lavoratori dello spettacolo;
  • assenza del requisito della qualifica di stagionale e/o dell’appartenenza ai settori del turismo e degli stabilimenti termali;
  • assenza del requisito di cessazione involontaria per lavoratore stagionale del turismo e degli stabilimenti termali;
  • assenza del requisito delle 50 giornate di attività di lavoro nell’anno 2019 per gli operai agricoli a tempo determinato.

La presente lista serve ai fini dell’analisi, in quanto una percentuale importante delle domande che sono state respinte adducono come motivazione di rigetto una mancata o tardiva iscrizione alla Gestione Separata.

Bonus Covid 19 INPS, riesame respinto: tardiva iscrizione alla Gestione Separata

La prassi, che negli anni ha caratterizzato la procedura di iscrizione dei professionisti nella Gestione Separata, è legata al momento in cui gli intermediari incaricati presentano domanda di iscrizione presso l’ente a nome dei propri clienti.

Tradizionalmente esiste, infatti, l’abitudine di compiere tale iscrizione nel momento di presentazione della prima dichiarazione dei redditi del professionista oggetto di analisi o al momento in cui esso emette la prima fattura, in quanto a tale istante corrisponde all’effettivo inizio dell’attività.

È opportuno dire che in effetti l’INPS non ha mai ben chiarito la sua posizione in merito, le guide disponibili sul sito non si esprimono su una chiara ed univoca interpretazione di cosa significhi l’inizio dell’attività, se ad essa corrisponda la data di apertura della partita iva o l’effettivo svolgimento dell’attività lavorativa.

La circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 22/E del 21 Luglio 2020 redatta per permettere ai fruitori di ben comprendere le casistiche secondo le quali era possibile richiedere il contributo a fondo perduto, fornisce una chiara definizione di quali elementi possano essere validi ai fini della determinazione di inizio attività.

Il testo fa riferimento ai “soggetti per cui la data di apertura della partita IVA ai sensi dell’articolo 35 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633 (...) a prescindere dalla data di inizio effettivo dell’attività”, a dimostrazione del fatto che l’Agenzia delle Entrate al fine di placare eventuali polemiche ha così sanato ogni eventuale dubbio prendendo come riferimento la data di apertura della partita IVA.

Bonus Covid 19 INPS, riesame respinto: quando risulta tardiva l’iscrizione alla Gestione Separata?

L’INPS invece ha pubblicato sul proprio sito, una serie di casistiche secondo le quali il bonus poteva essere percepito dal professionista e le domande di riesame potevano essere accolte positivamente, tra cui forse quella più frequente dove l’istituto spiegava che nel caso in cui il professionista avesse iniziato l’attività nel corso dell’anno di imposta 2019, con tempestiva comunicazione all’Agenzia delle Entrate, dal momento che non sono ancora decorsi i termini per gli adempimenti fiscali e contributivi da parte del professionista, il pagamento del bonus è riconosciuto in presenza di iscrizione alla Gestione Separata”.

Svelando così anch’esso una preferenza di riconoscimento della data di presentazione del modello AA9/12 e contestuale apertura della partita IVA anziché di iscrizione in gestione separata.

Vi sono però state delle casistiche dove tale assunto non è stato onorato, ed alcune istanze di riesame sono state respinte,secondo l’Istituto di previdenza perché l’iscrizione in gestione separata doveva essere fatta contestualmente all’inizio dell’attività e quindi di apertura della partita IVA.

A questo punto quindi la domanda sorge spontanea, la prassi fin qui da tutti seguita risulta essere errata, o l’istituto non ha ben chiarito qual è la corretta interpretazione amministrativa della norma? Probabilmente la cosa migliore da fare è continuare a chiedere delucidazioni all’inps, sperando di ottenere una risposta unica e chiara.

Agenzia delle Entrate - Circolare 22E del 21 luglio 2020
Ulteriori chiarimenti ai fini della fruizione del contributo a fondo perduto di cui all’articolo 25 del Decreto-Legge 19 maggio 2020, n. 34 recante Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19.

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