Bonus affitto anche senza contratto: sì al credito d’imposta in caso di occupazione “sine titulo”

Bonus affitto anche senza contratto, nel caso di occupazione sine titulo dopo la scadenza dello stesso: l'apertura arriva dall'Agenzia delle Entrate, con la risposta all'interpello n. 34 dell'11 gennaio 2021 avente ad oggetto il credito d'imposta sulle locazioni per le partite IVA.

Bonus affitto anche senza contratto: sì al credito d'imposta in caso di occupazione “sine titulo”

Bonus affitto anche senza contratto, in caso di occupazione del locale sine titulo, previa corresponsione di un’indennità al proprietario dell’immobile.

L’apertura arriva dall’Agenzia delle Entrate, che con la risposta all’interpello n. 34 dell’11 gennaio 2021 fornisce nuovi chiarimenti sul credito d’imposta sugli affitti riconosciuto ai titolari di partita IVA.

L’interpello è presentato all’Agenzia delle Entrate da una società che, dopo la scadenza del contratto di locazione dell’immobile strumentale, ha continuato ad occupare l’immobile in accordo con il proprietario dello stesso, pagando un canone di occupazione di pari importo del canone d’affitto stabilito dal precedente contratto.

Anche in tal caso è possibile beneficiare del bonus affitti, essendo l’agevolazione di ampia portata. Questo è quanto chiarito, in sintesi, dall’Agenzia delle Entrate.

Bonus affitti anche senza contratto: sì al credito d’imposta in caso di occupazione “sine titulo”

Per poter beneficiare del bonus affitti, è necessario che i canoni agevolabili siano relativi a contratti di locazione così come identificati dagli articoli 1571 e seguenti del Codice Civile.

A tale fattispecie, come già evidenziato dall’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 14/E del 2020,

“sono assimilabili alcuni ulteriori contratti finalizzati al godimento degli immobili aventi la medesima funzione economica del contratto locazione tipico (i.e. concessione o leasing operativo).”

Quella dell’Agenzia delle Entrate, sulla base delle disposizioni contenute all’articolo 28 del decreto Rilancio, è una lettura estesa del concetto di canone agevolabile con il credito d’imposta sulle locazioni dei titolari di partita IVA.

Nella risposta all’interpello n. 34 dell’11 gennaio 2021, l’Agenzia delle Entrate evidenzia che la natura del bonus sugli affitti:

“è quella di contenere gli effetti economici negativi derivanti dalle misure di prevenzione e contenimento connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19 che hanno determinato una riduzione dei ricavi o dei compensi delle attività economiche a fronte dell’incidenza dei costi fissi quali, ad esempio, il canone di locazione, di leasing o di concessione di immobili delle piccole attività economiche.”

Ed è quindi dalla ratio legis che, ai fini del bonus affitti, l’Agenzia delle Entrate chiarisce che anche l’occupazione senza titolo, ovvero a scadenza del contratto e previo accordo con il proprietario, possa essere assimilata ai contratti di locazione, leasing o concessione di immobili, ai sensi di quanto previsto dall’articolo 28 del decreto n. 34/2020.

Agenzia delle Entrate - risposta all’interpello n. 34 dell’11 gennaio 2021
Articolo 28 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 (decreto Rilancio). Bonus affitti e indennità di occupazione sine titulo.

L’occupazione concordata non blocca il bonus affitti per le partite IVA

I confini del credito d’imposta sugli affitti sono malleabili, e si adattano caso per caso.

Come nel caso della società istante che, dopo la scadenza del canone di locazione, ha concordato con il proprietario dell’immobile l’occupazione senza titolo dell’immobile, previo pagamento di un’indennità di importo pari al canone di locazione precedentemente pattuito.

In tal caso, è per la quota di indennità corrisposta al proprietario dell’immobile che è possibile beneficiare del bonus affitti, pari al 60% o al 30%, e riconosciuto fino a dicembre 2020. Ovviamente, è richiesto il rispetto dei requisiti generali per l’accesso al credito d’imposta, ovvero:

  • ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro nel 2019 (salvo che per le partite IVA aperte nel 2019);
  • riduzione di fatturato o corrispettivi pari almeno al 50% nel mese di riferimento rispetto allo stesso mese del 2019.

Si ricorda che il limite relativo a ricavi e compensi non si applica ai beneficiari del credito d’imposta ai sensi del decreto Ristori.

Parimenti, accedono all’agevolazione senza vincoli relativi a ricavi e compensi anche le strutture alberghiere e termali.

Ad ultimo, ricordiamo che la Legge di Bilancio 2021 estende fino ad aprile la possibilità di accedere al bonus sugli affitti commerciali in favore di imprese del turismo, agenzie di viaggio e tour operator.

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