Autodichiarazione Aiuti di stato Covid-19, INT: esclusione per quelli erogati dalla PA e proroga per gli altri

Tommaso Gavi - Dichiarazioni e adempimenti

Autodichiarazione Aiuti di stato Covid-19, le proposte dell'INT: escludere dall'adempimento gli aiuti che sono stati erogati dalla pubblica amministrazione e prorogare il termine al 30 settembre 2022. Le richieste sono sintetizzate nel comunicato stampa del 6 giugno 2022.

Autodichiarazione Aiuti di stato Covid-19, INT: esclusione per quelli erogati dalla PA e proroga per gli altri

Autodichiarazione Aiuti di stato Covid-19, nel segnalare le difficoltà dei contribuenti meno strutturati e degli intermediari fiscali a portare a termine l’adempimento entro la scadenza del 30 giugno, l’INT chiede l’esclusione dalla comunicazione degli aiuti che sono stati erogati dalla Pubblica Amministrazione.

Nel comunicato stampa del 6 giugno, viene inoltre richiesta la proroga per il termine relativo all’indicazione degli altri sostegni ottenuti a vario titolo dai contribuenti.

La richiesta viene avanzata alle Commissioni Bilancio e Finanze della Camera, nel corso della discussione relativa alla legge di conversione del Decreto Aiuti.

Autodichiarazione Aiuti di stato Covid-19, l’INT chiede l’esclusione per quelli erogati dalla PA e la proroga per gli altri

La scadenza dell’invio dell’autodichiarazione degli aiuti di stato Covid-19 si avvicina e continuano le richieste di proroga dell’adempimento, piuttosto gravoso nei confronti di contribuenti e intermediari fiscali.

Il termine è previsto per il 30 giugno e si inserisce in un mese particolarmente carico di scadenze fiscali, in concomitanza con il versamento di saldo e acconto 2022 delle imposte sui redditi.

Oltre alla proroga al 30 settembre, l’INT chiede che vengano esclusi dall’adempimento gli aiuti di Stato erogati dalla Pubblica Amministrazione.

A spiegarlo è il comunicato stampa del 6 giugno 2022, che sintetizza le richieste avanzate in un periodo in cui è in corso la discussione sulla legge di conversione del decreto Aiuti.

Il Presidente e il Vice presidente dell’ INT, Riccardo Alemanno e Giuseppe Zambon, nell’analisi al decreto Aiuti inviata alle Commissioni Bilancio e Finanze della Camera lo scorso 3 giugno, hanno evidenziato le incongruità degli obblighi in capo ai contribuenti e ribadita la necessità di modificare scadenza e contenuti.

In merito il presidente dell’INT Riccardo Alemanno dichiara quanto di seguito riportato:

“È difficilmente comprensibile il perché il contribuente deve segnalare contributi ricevuti dalla stessa A.F., oltre al fatto che sono le P.A. eroganti obbligate alla segnalazione all’Unione Europea, tramite l’iscrizione degli aiuti stessi nell’RNA (Registro Nazionale degli Aiuti di Stato). Si chiede pertanto di escludere dall’autodichiarazione tutti gli aiuti erogati dalla P.A. e di prorogarne la scadenza del 30 giugno almeno al 30 di settembre dell’anno corrente (richiesta già inviata al MEF), poiché l’A.F. ricevendo per via telematica tali dati non dovrebbe avere difficoltà ad iscriverli entro il 31 dicembre 2022 nel RNA, in quanto devono essere inseriti dall’Agenzia delle Entrate gli aiuti di Stato di natura fiscale concessi nell’anno 2020 la cui dichiarazione è stata presentata l’anno scorso e che sono già stati elencati dai contribuenti nei prospetti RS e IS dei modelli REDDITI e IRAP/2021.”

Il presidente dell’INT ha inoltre commentato come si potrebbe risolvere il problema delle agevolazioni che riguardano l’IMU, e riepilogato le scadenze dell’adempimento in questione:

“Gli aiuti di Stato concessi nel 2021 dovranno, invece, essere comunicati entro il 31.12.2023 e quelli del 2022 entro il 31.12.2024. Si potrebbe anche obbiettare che nel prospetto RS non è prevista la compilazione dell’elenco dei comuni in cui sono ubicati gli immobili per i quali, alcune categorie, hanno ottenuto l’esenzioni dell’ IMU in base ai decreti connessi all’emergenza Covid. In effetti, è stata però presentata la dichiarazione IMU al comune nel giugno 2021 (per comunicare le esenzioni del 2020) e verrà presentata anche quest’anno a giugno (per comunicare le esenzioni del 2021). L’omissione della dichiarazione prevede la revoca della agevolazione. Perché non dovrebbero, quindi, essere i comuni a registrare questi aiuti nel RNA? E se l’ente concedente non fosse da considerarsi il comune, ma il MEF, perché l’Agenzia Entrate non si fa comunicare dai comuni le esenzioni e i soggetti che ne hanno goduto nel loro territorio?”

Un ultimo appello di Alemanno riguarda l’utilizzo dei dati della Pubblica Amministrazione, la cui efficacia potrebbe portare a passi avanti nell’ottica della semplificazione:

“Interrogativi che evidenziano come i dati digitali in possesso della P.A. non siano ancora utilizzati per semplificare. In questi giorni si sente parlare di ottimizzazione dei dati digitali per la lotta all’evasione, siamo sicuramente favorevoli a ciò, ma contestualmente si devono utilizzare quei dati per semplificare, mi pare che la problematica dell’ autodichiarazione degli aiuti di Stato Covid, vada invece nella direzione diametralmente opposta.”

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