Quando vuole il fisco sa essere semplice: ecco la circolare numero 6/E delle Entrate

Salvatore Cuomo - Fisco

Primi chiarimenti riguardo la sospensione dei termini e l'accertamento con adesione in applicazione degli articoli 67 e 83 del DL Cura Italia nella circolare numero 6/E dell'Agenzia delle Entrate. Quando vuole il fisco sa essere semplice...

Quando vuole il fisco sa essere semplice: ecco la circolare numero 6/E delle Entrate

Oggi è stata emanata dall’Agenzia delle Entrate la Circolare 6/e che ha come scopo il voler dare i primi chiarimenti riguardo la sospensione dei termini e accertamento con adesione in applicazione degli articoli 67 e 83 del DL numero 18, il cosiddetto DL Cura Italia, ed introdurre una gestione degli atti di facile attuazione per definire da remoto le procedure di adesione attivate.

Le disposizioni normative previste dagli articoli 67 e 83 del decreto determinano la sospensione dei termini relativi alle attività di controllo degli uffici ed anche di quelli processuali.

Il documento di prassi qui trattato riporta in premessa gli effetti degli articoli sopra citati sulla disciplina inerente alla sospensione dei termini sullo svolgimento dei procedimenti di accertamento con adesione.

Agenzia delle Entrate - Circolare numero 6 del 23 marzo 2020
Sospensione dei termini e accertamento con adesione - Articoli 67 e 83 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 (cd. decreto “Cura Italia”) – Primi chiarimenti.

Quando vuole il fisco sa essere semplice: circolare numero 6/E dell’Agenzia delle Entrate su sospensione dei termini ed accertamento con adesione

L’articolo 67, comma 1, del DL Cura Italia prevede che:

“sono sospesi dall’8 marzo al 31 maggio 2020 i termini relativi alle attività di liquidazione, di controllo, di accertamento, di riscossione e di contenzioso, da parte degli uffici degli enti impositori”.

In conseguenza di questo, disciplina la sospensione dei termini relativi alle attività di controllo e di accertamento ma in effetti non ferma, sospendendole, le diverse altre attività degli Uffici.

La stessa circolare numero 6 dell’Agenzia delle Entrate del 23 marzo 2020 rileva comunque:

“Tuttavia, in questo periodo emergenziale gli uffici dell’Agenzia delle entrate sono stati destinatari di istruzioni volte ad evitare lo svolgimento delle attività sopra indicate, al fine di non sollecitare spostamenti fisici da parte dei contribuenti e loro rappresentanti, nonché del personale dipendente”.

Partendo da quanto al comma 2 dell’art. 83 del decreto che dispone:

“Dal 9 marzo 2020 al 15 aprile 2020 è sospeso il decorso dei termini per il compimento di qualsiasi atto dei procedimenti civili e penali [...]. Ove il decorso del termine abbia inizio durante il periodo di sospensione, l’inizio stesso è differito alla fine di detto periodo”

La circolare rammenta che in conseguenza di ciò per gli avvisi notificati nel periodo di sospensione il decorso del termine per il ricorso parte dal 16 aprile mentre per gli avvisi notificati in precedenza ma ancora pendenti alla data del 9 marzo 2020 il termine per ricorrere resta sospeso nel periodo intercorrente la sospensione fino al 15 aprile riprendendo dal successivo giorno 16.

È interessante notare come l’Agenzia voglia sottolineare, quasi a voler tranquillizzare il contribuente, gli effetti anche sul procedimento di accertamento di adesione in corso sottolineando che la sospensione dell’articolo 83 si cumula con il termine di sospensione di 90 giorni previsto da questo secondo istituto e, tenuto conto dei 60 giorni di tempo per proporre il ricorso, è possibile arrivare a contare complessivi 187 giorni di tempo utile per completare la procedura.

Il test riporta l’esempio che segue:

“Nel caso di un avviso di accertamento notificato il 21 gennaio 2020 e di istanza di accertamento con adesione presentata il 20 febbraio 2020, il termine per la sottoscrizione dell’atto di accertamento con adesione scade il 27 luglio 2020”.

Pur tuttavia l’Agenzia ha stilato un protocollo procedurale da seguire laddove si intravveda il comune interesse, sia per il contribuente che per l’ufficio, di addivenire alla conclusione della procedura, laddove possibile pur in questo periodo emergenziale, evitando contatti fisici e spostamenti per la tutela della salute del personale e dei contribuenti

La stessa circolare riporta:

“Tali finalità possono essere contemperate attraverso la gestione del procedimento “a distanza” come indicato in termini generali nel seguito (privilegiando, laddove disponibile per il contribuente, l’impiego di posta elettronica certificata di cui al d.P.R. n. 68 del 2005, in luogo della posta elettronica ordinaria)”

Circolare Agenzia delle Entrate numero 6/E del 23 marzo 2020: il processo di adesione in 11 punti

La circolare prosegue elencando in 11 punti il processo di adesione, che potrebbero sembrare molti, ma in effetti mi piace qui rimarcare la volontà dell’Agenzia di semplificare per quanto possibile l’esecuzione prevedendo l’uso di una Pec o di una mail per lo scambio documentale delle scansioni dei verbali firmati, facoltativamente anche a mezzo firma digitale.

La circolare conclude ricordando che questo processo può essere utilizzato anche per i casi di invito all’adesione sia da parte dell’ufficio, comma 5, che su istanza del contribuente, comma 6, come pure nei casi previsti dai commi da 10 a 13 del decreto legislativo del 19 giugno 1997, n. 218, o caso per caso ove possibile ad altri procedimenti per i quali è necessaria la partecipazione del contribuente.

In ultimo, non meno importate, la circolare conclude rilevando “che non è interessato dalla sospensione in argomento il termine (previsto dall’articolo 8 del d.lgs n. 218 del 1997) di venti giorni dalla redazione dell’atto di cui all’articolo 7 entro cui versare le somme dovute per effetto dell’accertamento con adesione”.

Voglio concludere sottolineando come questa procedura individuata dall’Agenzia sia di fatto molto semplice da applicare pur dovendo coniugare l’esigenza di rispetto delle norme con la tutela necessaria della salute in questo particolare frangente.

Mi sarebbe piaciuto cogliere questo segnale anche nei dpcm susseguitisi in questo mese, come pure in molti articoli dello stesso decreto Cura Italia non particolarmente eccelsi in chiarezza e semplicità.

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