Adempimento collaborativo: confermati all’ufficio i controlli e i poteri istruttori

Tommaso Gavi - Leggi e prassi

Adempimento collaborativo, con il provvedimento del 22 ottobre dell'Agenzia delle Entrate vengono confermate le modalità organizzative anche per gli anni 2020 e 2021. Oltre alla gestione delle attività di controllo, l'ufficio avrà anche competenza per l'esercizio dei poteri istruttori.

Adempimento collaborativo: confermati all'ufficio i controlli e i poteri istruttori

Adempimento collaborativo, l’Agenzia delle Entrate conferma le scelte organizzative della fase sperimentale.

Lo stabilisce il provvedimento del 22 ottobre 2020.

All’ufficio della divisione Contribuenti, oltre alla gestione del complesso delle attività e dei controlli, viene confermato anche l’esercizio dei poteri istruttori.

Le competenze e le modalità di applicazione del regime di adempimento collaborativo, introdotto dal Dlgs n. 128/2015, fissate per la fase di prima applicazione che si è chiusa il 31 dicembre 2019, vengono riconfermate anche per gli anni 2020 e 2021.

Adempimento collaborativo: confermate all’ufficio le attività di controllo e i poteri istruttori

Le modalità organizzative del regime di adempimento collaborativo vengono confermate anche per gli anni 2020 e 2021.

Lo prevede il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate e del 22 ottobre 2020.

Agenzia delle Entrate - Provvedimento del 22 ottobre 2020
Disposizioni per l’attuazione del regime di adempimento collaborativo disciplinato dagli articoli 3 e seguenti del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 128.

La scelta organizzativa adottata dal documento concentra presso l’ufficio “Adempimento collaborativo” della divisione Contribuenti, oltre alla gestione del complesso delle attività e dei controlli, anche l’esercizio dei poteri istruttori.

L’ottica è quella di rispondere alle esigenze con efficacia, efficienza, economicità e continuità dell’azione amministrativa.

Inoltre l’Amministrazione finanziaria intende seguire le indicazioni Ocse in materia di cooperative compliance.

Il regime dell’adempimento collaborativo è stato introdotto nell’ordinamento dal Dlgs n. 128/2015.

A fornire le modalità di applicazione della norma per la prima fase è stato il provvedimento del 26 maggio 2017.

La prima sperimentazione che si è conclusa lo scorso 31 dicembre 2019.

L’attuale documento, firmato dal direttore dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini, estende le disposizioni relative al primo periodo di applicazione anche agli anni 2020 e 2021.

Adempimento collaborativo: le scelte organizzative confermate

Il provvedimento del 22 ottobre dell’Agenzia delle Entrate conferma le modalità organizzative del regime dell’adempimento collaborativo.

Tra le varie competenze confermate c’è quella dell’esercizio dei poteri istruttori finalizzati all’acquisizione di dati e notizie utili per il controllo delle dichiarazioni presentate dai contribuenti ammessi al regime.

Tale competenza viene accentrata presso un ufficio specializzato, che può disporre di una visuale di estrema trasparenza sull’operatività aziendale e sui rischi fiscali connessi.

Secondo quanto previsto dall’Amministrazione finanziaria, l’ufficio potrà massimizzare il beneficio della conoscenza del contribuente e dei suoi sistemi di controllo del rischio fiscale.

Resta ferma, tuttavia, la competenza delle articolazioni territoriali.

Anche per i periodi d’imposta in cui opera il regime di adempimento collaborativo, gli uffici territorialmente competenti sono quelli della circoscrizione in cui è situato il domicilio fiscale del contribuente per il controllo formale e la rettifica delle dichiarazioni presentate.

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